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Meduse invadono la centrale nucleare di Gravelines: fermati tre reattori in Francia

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Foto marian69ion © 123RF.com

Un massiccio afflusso di meduse ha provocato un’interruzione fuori dall’ordinario nella centrale nucleare di Gravelines, nel nord della Francia. Gli organismi marini hanno raggiunto e ostruito le pompe impiegate per il raffreddamento delle unità, costringendo il gestore dell’impianto a fermare tre reattori e a limitare l’attività di un quarto.

La conseguenza immediata è stata una riduzione della produzione di circa il 25%. L’episodio ha interessato quella che viene considerata la centrale nucleare più grande dell’Europa occidentale, situata lungo la costa del Canale della Manica, tra Calais e Dunkerque. Il gestore ha comunque escluso ripercussioni sulla sicurezza degli impianti, dei lavoratori e dell’ambiente.

Le meduse ostruiscono le pompe di raffreddamento

L’arresto è stato causato dall’arrivo di un numero elevato di meduse nelle strutture utilizzate per pompare l’acqua necessaria al raffreddamento. L’accumulo degli organismi marini ha impedito il regolare funzionamento delle pompe, rendendo necessario un intervento sull’attività dei reattori.

La centrale di Gravelines sorge direttamente sulla costa e utilizza stazioni di pompaggio dell’acqua marina. Proprio questi apparati sono diventati il punto critico dell’impianto. Le meduse hanno raggiunto le pompe e ne hanno ostacolato il funzionamento, determinando una situazione che non poteva essere gestita mantenendo invariata la produzione.

Nei giorni precedenti alcuni pescatori della zona avevano già avviato un’attività con l’obiettivo di impedire alle meduse di arrivare alle turbine delle pompe idrauliche. Il tentativo, tuttavia, non è bastato a evitare l’ingresso dello sciame nelle strutture della centrale.

Tre reattori fermati e un’altra unità a potenza ridotta

In seguito all’ostruzione sono stati spenti i reattori numero 2, 3 e 4. Anche l’unità di produzione numero 1 è stata interessata dal problema e ha continuato a funzionare con una potenza ridotta del 50%.

Il reattore numero 6, invece, è rimasto operativo al massimo della capacità. Nel complesso, la produzione della centrale è diminuita di un quarto. Si tratta di una riduzione rilevante, considerando le dimensioni dell’impianto francese.

Gravelines dispone infatti di sei reattori da 900 megawatt ciascuno. È il più grande sito nucleare dell’Europa occidentale e rappresenta una struttura di notevoli dimensioni nel sistema energetico francese. Anche un’interruzione parziale, quindi, produce conseguenze immediate sulla quantità di energia generata.

Il fermo è stato deciso per permettere la gestione dell’ostruzione e tutelare il corretto funzionamento delle apparecchiature coinvolte nel raffreddamento.

Nessun pericolo per lavoratori e ambiente

Nonostante lo spegnimento dei reattori, il gestore della centrale ha precisato che la situazione non ha avuto conseguenze sulla sicurezza. Non sono stati segnalati rischi per le strutture, per il personale presente nell’impianto o per l’ambiente circostante.

La distinzione è importante: il problema ha compromesso il funzionamento delle pompe e obbligato a ridurre la produzione, ma non ha generato un’emergenza nucleare. L’intervento sui reattori ha consentito di affrontare il blocco degli apparati coinvolti senza ripercussioni esterne.

L’attenzione resta comunque alta, soprattutto perché il fenomeno non rappresenta una novità per la centrale francese.

A Gravelines era già accaduto un anno fa

Un episodio molto simile si era verificato nello stesso impianto appena un anno prima. Anche in quel caso, la presenza delle meduse aveva provocato l’ostruzione delle stazioni di pompaggio dell’acqua marina, rendendo necessaria una disattivazione temporanea.

La ripetizione del problema mostra quanto l’afflusso di organismi marini possa incidere sull’operatività di una struttura costiera di queste dimensioni. L’impianto dipende dal corretto funzionamento delle pompe e un accumulo consistente può rendere indispensabile un arresto precauzionale delle unità interessate.

La vicenda del 2026, dunque, non è un caso isolato. Questa volta il fenomeno ha determinato il fermo di tre reattori, il dimezzamento della potenza di un’altra unità e una diminuzione complessiva della produzione pari al 25%.

Casi simili anche in Svezia e Giappone

Le meduse hanno già provocato problemi in altri impianti. Nel 2013 alcuni sciami causarono delle chiusure in Svezia, mentre un altro episodio venne registrato in Giappone nel 1999. La presenza massiccia di questi organismi può quindi trasformarsi in un ostacolo concreto per le centrali che utilizzano acqua marina nei propri sistemi.

Secondo gli esperti citati nella ricostruzione dell’accaduto, la proliferazione delle meduse sarebbe favorita da più fattori. Tra questi figurano la pesca eccessiva, l’inquinamento da plastica e il riscaldamento dei mari. Condizioni che possono agevolarne la riproduzione e aumentare la probabilità di nuovi afflussi vicino alle coste.

L’incidente di Gravelines arriva inoltre in una fase nella quale le centrali nucleari francesi stanno già affrontando numerose interruzioni legate alla siccità e alle ondate di calore. Lo sciame di meduse ha aggiunto un problema insolito a un quadro operativo già complesso.

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