Nella rubrica Le interviste impossibili facciamo parlare chi, tecnicamente, non può più farlo. Ma se potesse, ne direbbe delle belle. Oggi diamo la parola a uno dei cervelloni più tosti della storia: Sir Isaac Newton.
Senza di lui, le mele cadrebbero senza senso, i razzi non partirebbero e i videogiochi non saprebbero distinguere l’alto dal basso. Preparatevi: sta per partire un dialogo tra secoli, con punte di sarcasmo e altre di serietà (o gravità).
CW: Sir Newton, la famosa mela le è davvero caduta in testa?
Newton: Ma per carità! Nessuna contusione. Ho solo visto una mela cadere. Nessun trauma cranico, solo una sana dose di curiosità.
E mi sono detto: “Perché la mela scende e non sale a caso tipo popcorn impazziti?” La risposta non era: “Perché è pesante.” Era: “Perché esiste una forza che tira tutto verso il centro della Terra.” Voilà, la gravità.
CW: Quindi la mela ha fatto solo da comparsa?
Newton: Esatto. Ma che dire, ha avuto più pubblicità lei di tutto il resto.
CW: Parliamo delle sue famose tre leggi. In parole povere?
Newton: In parole povere? Benissimo.
- Se non tocchi niente, niente si muove. E se si muove, non si ferma finché non lo fermi.
- Più è grosso, più fatica ci vuole a spingerlo.
- Se dai una spinta, preparati a riceverne una uguale. Come quando dici qualcosa di brutto a tua sorella e lei ti rincorre con la ciabatta.
CW: Chiarissimo. Ha pensato di aprire un canale YouTube?
Newton: Solo se mi fate il montaggio in slow-motion con musica epica.
CW: Che ne pensa di Albert Einstein? È venuto dopo, ma ha cambiato parecchie regole…
Newton: Ah. Brillante. Ha aggiunto un sacco di roba interessante. Tipo che il tempo si può dilatare, lo spazio si curva, e i treni possono diventare misteri filosofici.
CW: Quindi nessuna rivalità?
Newton: Ma no, sono sereno. Le mie leggi governano ancora le auto, gli aerei, e persino i calci nei giochi per PS5. Lui ha i buchi neri, io ho la gravità per tutti i giorni. Equilibrio perfetto.
CW: Se avesse davanti un telefono moderno, cosa farebbe?
Newton: Prima lo osserverei con sospetto. Poi smonterei tutto: schermo, batteria, circuiti. E una volta ricostruito… lo userei per calcolare la traiettoria ottimale con cui lanciare una mela su chi mi interrompe mentre rifletto.
CW: Sa che c’è un’app per calcolare le orbite?
Newton: Lo sospettavo. Ormai c’è un’app anche per misurare quante mele hai in frigo.
CW: Tra matematica, teologia, fisica, alchimia… come fa a fare tutto?
Newton: Dormendo pochissimo, probabilmente. Ma ero motivato. Per me ogni formula è un pezzetto del grande puzzle dell’universo. E quando il puzzle ti chiama, non puoi ignorarlo. Tranne se c’è una mela pronta a colpirti in testa. In quel caso, meglio alzare lo sguardo.
CW: Che messaggio vorrebbe lasciare ai giovani di oggi?
Newton: Studiate, fate domande, rompete le scatole (in senso buono). Non fidatevi della prima risposta. Se vi dicono “è così e basta”, alzate il sopracciglio. Anche la gravità, prima di diventare legge, è stata solo una mela che cadeva.
CW: È stato un privilegio raro poter dialogare con Sir Isaac Newton. Scienziato, filosofo, matematico, osservatore instancabile dell’universo. Le sue scoperte hanno aperto le porte a secoli di progresso e continuano a ispirare chiunque cerchi di comprendere le leggi che governano il mondo. Grazie, Sir Isaac, per aver dato forma all’invisibile, per aver dimostrato che una mela può contenere l’intero cosmo.
Newton: Io non so come il mondo mi consideri, ma a me sembra di essere stato soltanto un bambino che gioca sulla riva del mare, e si diverte a trovare di tanto in tanto un ciottolo più levigato o una conchiglia più bella del solito… mentre il grande oceano della verità giace inesplorato davanti a me.
CW: E noi, ancora oggi, restiamo sulla riva, cercando conchiglie. Grazie, Sir Isaac.

