Penny, la chiavetta USB: piccola fuori, piena di drammi dentro [INTERVISTA]

Penny
  • Silenziosa, multitasking e sottovalutata, la chiavetta USB ha accompagnato intere generazioni tra scuola, lavoro e musica scaricata male. E ci dice una cosa importante: "Non spegnermi mai senza preavviso."

Per la rubrica Le interviste impossibili, oggi diamo voce a un oggetto tech che tutti abbiamo usato, smarrito, formattato per errore o dimenticato in fondo a un cassetto: la chiavetta USB. Lei si chiama Penny, è piccola, silenziosa, ma carica di segreti, memorie e tanti, tantissimi, file Word chiamati “definitivo_finale_versioneOK_2”.

Ciao Penny! Sei pronta per raccontarci un po’ di te?

Sempre pronta. Basta non togliermi all’improvviso mentre sto lavorando. Già ne ho passate abbastanza.

In effetti, sei uno degli strumenti più usati (e maltrattati) della tecnologia recente. Come ti definiresti?

Sono una specie di diario segreto, ma digitale. Ho custodito esami universitari, video delle vacanze, virus simpaticissimi e presentazioni PowerPoint che manco la Microsoft.

Ti capita spesso di subire pressioni?

Altroché. Gente che mi infila senza guardare, che mi estrae al volo con quel click maledetto. “Rimuovere il dispositivo in sicurezza”? Ma chi lo fa davvero? E ogni volta che mi collegano a un PC sconosciuto… è come un tuffo nel buio.

Sembra una vita difficile.

Non è facile essere la chiave di tutto e, allo stesso tempo, l’ultima ruota del sistema operativo.

Cosa hai custodito nel corso degli anni?

Temi scolastici dal titolo “La mia estate”, video girati in verticale e intere cartelle piene di meme in formato .bmp. Poi ci sono quelli che tentano di installare sistemi operativi su di me, tipo: “da oggi sei Linux!”. Senza chiedere il permesso.

Hai mai cancellato qualcosa per vendetta?

No comment. Ma diciamo che se qualcuno chiama una cartella “non toccare”, qualche misteriosa corruzione del file system può sempre capitare…

Ti senti un po’ dimenticata dalle nuove generazioni?

I giovani mi guardano come se fossi una reliquia. “Cosa ci faccio con questa?” – dicono. Tutti su cloud, tutti con l’AirDrop. Ma quando non c’è internet? Quando bisogna passare un file da un computer a un altro in un luogo isolato del mondo? Io ci sono. Sempre.

Ti capita mai di sentirti… nostalgica?

Sì. Una volta era diverso. C’era più rispetto. Ero l’anello di congiunzione tra due mondi. Ora sto spesso in un cassetto, accanto a vecchie SIM, caricabatterie del 2007 e pile scariche. Ma non mi lamento. Faccio parte della storia.

Hai un messaggio da lasciare?

Sì: prima di formattarmi, pensateci bene. Dentro di me ci sono pezzi della vostra vita. E magari anche quel file Excel che cercavate da settimane.

CONDIVIDI L'ARTICOLO