OFFERTE
Cerca

Cerca nel magazine

Che cosa vuoi approfondire?

App e Software

Spotify raggiunge 300 milioni di abbonati Premium e sfiora gli 800 milioni di utenti

Spotify
Foto iammottakin © 123RF.com

Spotify ha raggiunto un nuovo passaggio nella propria crescita. Nel secondo trimestre fiscale del 2026, il servizio di streaming ha toccato quota 300 milioni di abbonati Premium, mentre il pubblico complessivo è arrivato a 777 milioni di utenti attivi mensili. I risultati descrivono una piattaforma utilizzata su scala molto ampia e mostrano soprattutto l’aumento delle persone disposte a pagare per accedere al servizio.

Il trimestre porta con sé anche un miglioramento dei conti. I ricavi sono aumentati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il margine lordo ha raggiunto il livello più alto mai registrato dall’azienda e il risultato netto è tornato positivo.

Il traguardo dei 300 milioni di abbonati Premium

Nel corso del trimestre Spotify ha aggiunto 7 milioni di clienti paganti, arrivando così a 300 milioni di abbonati Premium. Il risultato ha superato le indicazioni diffuse in precedenza dalla società e conferma il rafforzamento della componente a pagamento all’interno della vasta platea che utilizza la piattaforma.

Il dato assume un peso particolare perché gli abbonamenti costituiscono la parte più consistente delle entrate. La crescita non riguarda quindi soltanto la quantità di persone che aprono l’app o ascoltano contenuti ogni mese, ma anche la capacità del servizio di ampliare il gruppo dei clienti Premium.

I sette milioni di nuovi abbonati hanno permesso di raggiungere una soglia simbolica. La dirigenza ha sottolineato come la piattaforma abbia ormai conquistato dimensioni toccate da poche altre società. I numeri, in ogni caso, evidenziano chiaramente la centralità della formula a pagamento nei risultati del periodo.

Gli utenti mensili salgono a 777 milioni

Considerando sia gli abbonati sia le persone che utilizzano la versione gratuita sostenuta dalla pubblicità, Spotify conta 777 milioni di utenti attivi mensili. Il totale si avvicina agli 800 milioni, pur rimanendo leggermente sotto la previsione aziendale, fissata a 778 milioni.

La differenza rispetto all’obiettivo è dunque di un milione di utenti. Spotify ha collegato questo scarto alle attività di ottimizzazione del prodotto condotte nel corso del trimestre. Rimane comunque netta la crescita della piattaforma, che può contare su un pubblico distribuito tra il piano Premium e l’accesso gratuito con inserzioni.

I due principali indicatori hanno seguito andamenti diversi rispetto alle attese. Gli abbonati Premium hanno superato le previsioni, mentre la platea complessiva si è fermata appena al di sotto del valore stimato. È una distinzione importante per leggere i risultati senza ridurli a un solo numero.

Ricavi in aumento e ritorno all’utile

I ricavi trimestrali hanno raggiunto 4,78 miliardi di euro, segnando un aumento del 14% su base annua e rispettando le previsioni. Anche gli altri indicatori economici hanno registrato un miglioramento: l’utile operativo è arrivato a 655 milioni di euro, mentre il margine lordo è salito al 33,4%.

Quest’ultima percentuale rappresenta il livello più alto mai comunicato da Spotify e risulta superiore alle precedenti indicazioni. Il trimestre, pertanto, non è stato caratterizzato soltanto dall’ampliamento della base di clienti. Insieme al numero degli abbonati sono cresciute le entrate e la società ha ottenuto un margine più elevato.

Il cambiamento appare ancora più evidente osservando il risultato netto. Spotify ha chiuso il periodo con un utile di 545 milioni di euro, contro la perdita di 86 milioni registrata nello stesso trimestre dell’anno precedente. Il confronto tra i due esercizi rafforza il quadro positivo delineato dagli altri dati finanziari.

Gli abbonamenti crescono più della pubblicità

A trainare i conti è stato soprattutto il segmento Premium. I ricavi provenienti dagli abbonamenti sono aumentati del 15% e hanno raggiunto 4,33 miliardi di euro. La pubblicità, invece, è cresciuta soltanto dell’1%, fermandosi a 446 milioni.

La distanza tra i due valori rende evidente il peso delle sottoscrizioni. Spotify ha spiegato che il miglioramento del margine lordo è dipeso principalmente dal comparto Premium, nel quale le entrate sono aumentate più rapidamente dei costi associati a musica, audiolibri e video podcast.

Per la versione gratuita, i benefici derivanti dai podcast e da alcuni effetti fiscali hanno compensato la crescita dei costi dei contenuti musicali e delle altre spese operative. Anche questo segmento ha contribuito all’equilibrio complessivo, ma i suoi ricavi sono avanzati a un ritmo molto più contenuto rispetto a quelli generati dagli abbonamenti.

Le previsioni per il terzo trimestre del 2026

Dopo aver raggiunto quota 300 milioni, Spotify prevede di arrivare nel terzo trimestre a 305 milioni di abbonati Premium. Per gli utenti attivi mensili, l’obiettivo indicato è invece di 788 milioni, vale a dire circa 11 milioni in più rispetto al periodo appena terminato.

Se le stime saranno rispettate, la piattaforma si avvicinerà ulteriormente alla soglia degli 800 milioni di utenti complessivi. Allo stesso tempo, il numero dei clienti paganti dovrebbe aumentare di altri cinque milioni.

Il secondo trimestre si chiude intanto con tre elementi centrali: 300 milioni di abbonati Premium, ricavi in crescita e un deciso miglioramento della redditività. Dati che mostrano come la spinta principale, in questa fase, arrivi soprattutto dalle persone che hanno scelto la formula a pagamento.

Exit mobile version