Nuovo test IT-Alert in arrivo: tutte le informazioni utili

IT-alert

Il Dipartimento della Protezione Civile, nella giornata di venerdì 26 settembre 2025, ha diffuso una nota con cui annuncia una nuova esercitazione del sistema nazionale di allarme pubblico IT-alert prevista per la settimana successiva.

L’attività riguarda lo scenario di rischio legato al possibile collasso di grandi dighe e prende come riferimento la diga di Reggea, nel territorio comunale di Garzeno, in provincia di Como. La prova coinvolgerà località limitrofe e servirà a verificare tempi, modalità di invio e ricezione dei messaggi sui telefoni cellulari agganciati alle celle presenti nell’area.

Quando e dove si svolge il test

La simulazione è fissata per mercoledì 1 ottobre 2025. L’invio dell’avviso è programmato intorno alle 10:00 e interesserà gli utenti che, in quell’orario, si troveranno nei pressi della diga di Reggea o nelle zone raggiunte dalle celle telefoniche selezionate. I comuni coinvolti sono Garzeno, Dongo e Gravedona ed Uniti.

La scelta di un’ora precisa facilita il monitoraggio dei risultati, permettendo di valutare con maggiore accuratezza la diffusione del messaggio, i tempi di consegna e la reazione del pubblico.

Chi riceverà l’avviso sul telefono

Riceverà la notifica chiunque, a prescindere dall’operatore, avrà il dispositivo connesso alle celle attive nell’area interessata durante la finestra del test. Non è necessario scaricare applicazioni né registrarsi a servizi dedicati: il messaggio raggiunge gli smartphone compatibili in base alla posizione geografica al momento dell’invio.

Questo meccanismo consente di effettuare prove realistiche su scala locale, mantenendo basso il margine di errore legato agli spostamenti delle persone e alla copertura della rete.

Il testo che apparirà sugli schermi richiamerà in modo esplicito la natura sperimentale dell’avviso e specificherà che è in corso la simulazione del collasso di una diga nell’area in cui si trova l’utente. Sarà indicato il sito istituzionale it-alert.gov.it, dove è possibile leggere l’esempio di messaggio predisposto per un’eventuale emergenza reale e, soprattutto, accedere al questionario di valutazione.

L’invito a compilare il modulo online viene rivolto non solo a chi riceverà la notifica, ma anche a chi, pur transitando o sostando nella zona all’ora stabilita, non dovesse vedere comparire l’avviso sul proprio dispositivo: un riscontro di questo tipo aiuta a capire dove intervenire per migliorare il servizio.

Le risposte raccolte rappresentano un tassello essenziale per affinare l’intero processo di invio e ricezione degli avvisi. Secondo quanto ricordato dalla Protezione Civile, i dati forniti dagli utenti servono sia ai gestori delle reti mobili sia al team che cura il sistema IT-alert per verificare coperture, compatibilità dei terminali e chiarezza del messaggio.

Mappare con precisione chi ha ricevuto la notifica, in quale zona e con quali tempi permette di correggere eventuali criticità e di rendere più efficace la diffusione degli avvisi nelle aree interessate.

IT-alert: i precedenti utilizzi

Il sistema è pienamente operativo da circa un anno e mezzo. In questo arco di tempo è stato effettivamente impiegato in due occasioni; la prima viene ricordata in relazione all’esplosione avvenuta lo scorso dicembre presso il deposito Eni di Calenzano, nell’area fiorentina.

Le esercitazioni come quella prevista alla diga di Reggea rientrano in un percorso di miglioramento continuo, utile per testare scenari complessi, ottimizzare la tempestività degli avvisi e consolidare le buone pratiche di comunicazione verso i cittadini. Per approfondimenti e aggiornamenti ufficiali è disponibile il portale dedicato di IT-alert, it-alert.it.

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