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Microsoft Edge dice addio a uBlock Origin: cosa cambia per gli utenti

Microsoft Edge
Foto iammottakin © 123RF.com

Dopo Google Chrome, anche Microsoft Edge si prepara a chiudere la porta alle estensioni costruite secondo lo standard Manifest V2. Tra gli strumenti coinvolti c’è uBlock Origin, uno dei sistemi più conosciuti per filtrare pubblicità, tracciamenti e altri elementi presenti nelle pagine web.

Il cambiamento non avverrà nello stesso momento per tutti. Microsoft ha scelto un passaggio graduale, accompagnato da avvisi rivolti agli utenti interessati. Il punto d’arrivo, però, è ormai definito: la versione tradizionale di uBlock Origin non potrà continuare a funzionare su Edge come ha fatto finora.

Microsoft Edge segue la strada già aperta da Chrome

Edge utilizza Chromium, lo stesso progetto tecnologico sul quale è basato Chrome. Microsoft aveva mantenuto più a lungo il supporto per Manifest V2, concedendo alle vecchie estensioni una sopravvivenza maggiore rispetto a quanto accaduto sul browser di Google. Ora questa differenza è destinata a scomparire.

Nel corso dei prossimi mesi, le estensioni Manifest V2 verranno disattivate per impostazione predefinita. Non si tratta di una decisione rivolta esclusivamente contro uBlock Origin: la misura riguarda tutti gli strumenti rimasti legati alla precedente piattaforma. Il celebre content blocker, tuttavia, è il caso più evidente perché utilizzato da milioni di persone e legato a funzioni che Manifest V3 gestisce in maniera differente.

Secondo i dati diffusi da Microsoft, nello store di Edge sarebbero rimaste 58 estensioni Manifest V2 con un utilizzo considerato significativo. Soltanto tre non avrebbero già una corrispondente soluzione realizzata per Manifest V3.

Quando verrà disattivato uBlock Origin su Edge

La transizione comincerà dalle versioni sperimentali del browser. Saranno coinvolti inizialmente i canali Canary, Dev e Beta, utilizzati per provare in anticipo le novità di Edge. In seguito, la disattivazione verrà estesa progressivamente alla versione stabile installata dalla maggior parte delle persone.

Gli utenti dovrebbero ricevere una notifica prima dello spegnimento dell’estensione, insieme all’indicazione di un’eventuale alternativa compatibile. Microsoft punta a completare il passaggio per il pubblico consumer entro la fine del 2026. Questo significa che uBlock Origin potrebbe smettere di funzionare in momenti differenti a seconda della versione del browser e della fase di distribuzione raggiunta.

I dispositivi gestiti da aziende e organizzazioni non saranno interessati durante la prima parte dell’operazione. Per l’ambito professionale la fine di Manifest V2 è prevista successivamente, nei primi mesi del 2027.

Perché Manifest V3 mette in difficoltà uBlock Origin

La versione classica di uBlock Origin è stata progettata sfruttando alcune possibilità offerte da Manifest V2. L’estensione può analizzare le richieste effettuate dal browser e applicare filtri articolati, comprese regole definite direttamente dall’utente.

Manifest V3 modifica questo meccanismo e trasferisce una parte più ampia del controllo al browser. Le estensioni devono lavorare entro un sistema di regole più rigido, pensato per ridurre i rischi legati a componenti potenzialmente dannosi e semplificare la gestione della piattaforma. Il rovescio della medaglia è una minore libertà per gli strumenti di filtraggio più avanzati.

Il passaggio, quindi, non elimina tutti i blocchi pubblicitari, ma impedisce alla versione originale di uBlock Origin di continuare a operare senza modifiche. Per il nuovo standard è disponibile uBlock Origin Lite, un’estensione separata che riprende la funzione principale del progetto, pur lavorando entro i confini imposti da Manifest V3. Non rappresenta però una copia identica: alcune possibilità di personalizzazione e filtraggio risultano diverse o più limitate.

Le possibilità per chi utilizza Edge

Chi desidera rimanere su Microsoft Edge potrà installare uBlock Origin Lite oppure scegliere un altro strumento compatibile con Manifest V3. Prima di aggiungere un’estensione è comunque opportuno controllare il nome dello sviluppatore, le autorizzazioni richieste e la pagina ufficiale nello store. La popolarità di uBlock Origin ha infatti favorito la comparsa di imitazioni che potrebbero trarre in inganno.

Un’altra possibilità consiste nel passare a un browser che continui a supportare la versione tradizionale dell’estensione. Firefox mantiene la compatibilità con uBlock Origin, mentre altri browser hanno adottato politiche differenti rispetto alla progressiva eliminazione di Manifest V2.

La scelta dipende anche dal tipo di utilizzo. Per chi vuole principalmente ridurre la pubblicità durante la navigazione, una soluzione sviluppata per Manifest V3 potrebbe essere sufficiente. Gli utenti che impiegano filtri personalizzati, regole dinamiche e controlli più approfonditi noteranno invece maggiormente la differenza rispetto all’estensione originale.

Un cambiamento che va oltre il blocco delle pubblicità

L’abbandono di Manifest V2 mostra come il funzionamento delle estensioni dipenda sempre più dalle decisioni prese dai produttori dei browser. Sicurezza, compatibilità e manutenzione diventano prioritarie, ma possono restringere il margine d’azione degli strumenti più complessi.

Con Edge che si allinea a Chrome, l’intero ambiente Chromium compie un altro passo verso Manifest V3. Per molti utenti il cambiamento sarà quasi invisibile. Per chi considera uBlock Origin una parte essenziale della propria esperienza online, invece, arriverà il momento di scegliere tra la versione Lite, un altro sistema di filtraggio o un browser differente.

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