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Google vuole rendere le password più semplici da gestire con l’IA di Chrome

Google
Foto piotrkt © 123RF.com

Google sta sperimentando una nuova funzione che potrebbe rendere più semplice la gestione delle credenziali salvate in Chrome. L’obiettivo è affidare a Gemini il compito di cambiare le password deboli o utilizzate su più siti, riducendo un’operazione che oggi richiede diversi passaggi a una procedura quasi automatica.

La novità è stata individuata nella versione Canary di Google Chrome per computer, il canale sperimentale nel quale vengono provate le funzionalità prima dell’eventuale introduzione nel browser stabile. Il progetto è ancora in una fase iniziale e i primi test hanno mostrato diversi limiti, ma permette già di capire quale direzione potrebbe prendere il gestore delle password di Chrome.

Gemini potrebbe cambiare le password al posto dell’utente

La funzione si trova dietro un flag sperimentale chiamato Password change with Glic, che deve essere attivato manualmente dalle impostazioni avanzate di Chrome Canary. Per il momento è stata individuata esclusivamente nella versione desktop del browser, mentre su Android non risulta ancora disponibile.

Dopo avere abilitato il flag su un computer con Windows 11, l’interfaccia del gestore delle password cambia in maniera evidente. Il tradizionale pulsante “Cambia password”, che normalmente apre il sito sul quale è stato creato l’account, viene sostituito dalla voce “Change it for me”, ossia “Cambiala per me”.

Accanto al nuovo comando compare anche la caratteristica stellina utilizzata per identificare Gemini nei servizi Google. Il messaggio è piuttosto chiaro: l’intelligenza artificiale dovrebbe occuparsi direttamente della procedura, evitando all’utente di raggiungere il sito interessato, individuare le impostazioni dell’account e modificare manualmente la credenziale.

Se il sistema dovesse funzionare come previsto, basterebbe quindi un solo clic per avviare il cambio della password. Un intervento del genere trasformerebbe il gestore integrato in Chrome da semplice strumento di controllo a servizio capace di agire direttamente sulle credenziali.

Una funzione già esistente diventa più completa

L’idea non parte completamente da zero. Google Chrome può già intervenire sulle password compromesse, ad esempio quando una credenziale compare all’interno dei dati sottratti durante una violazione. In questi casi il browser segnala il problema e aiuta l’utente a sostituire la chiave di accesso esposta.

Il nuovo esperimento amplia però il campo d’azione. Gemini potrebbe occuparsi anche delle password considerate troppo deboli oppure riutilizzate su servizi differenti. Non sarebbe quindi necessario attendere la comparsa di un avviso legato a una violazione: il sistema potrebbe suggerire la sostituzione delle credenziali meno sicure e gestire automaticamente l’operazione.

Le prime tracce di uno strumento basato sull’intelligenza artificiale per il cambio delle password erano emerse già nel 2024 all’interno di Gerrit, la piattaforma utilizzata dagli sviluppatori di Google per discutere e revisionare il codice di Chrome. La comparsa di una vera interfaccia nella versione Canary dimostra che il progetto è ancora in lavorazione e sta assumendo una forma più concreta.

I primi test mostrano che il sistema non è ancora pronto

La presenza del pulsante non significa che la funzione sia già utilizzabile senza problemi. Durante le prove effettuate su Chrome Canary, il gestore delle password è rimasto bloccato sulla schermata di elaborazione. Dopo l’attesa è comparso un messaggio di errore che segnalava l’impossibilità di aggiornare la credenziale.

Si tratta di un comportamento coerente con la natura di Chrome Canary, una versione pensata proprio per sperimentare strumenti ancora incompleti. La gestione automatica delle password non è dunque pronta per il pubblico e richiederà ulteriori interventi prima di poter arrivare nel browser stabile.

Al momento, inoltre, l’opzione non è stata individuata su Chrome per Android. La sperimentazione sembra quindi concentrata sui computer e non sono disponibili indicazioni sulla sua eventuale distribuzione agli utenti della versione ordinaria.

Fiducia e compatibilità restano due ostacoli importanti

Cambiare una password è un’operazione particolarmente delicata. Affidarla completamente a un assistente basato sull’intelligenza artificiale richiede un livello di fiducia elevato, poiché il sistema deve intervenire direttamente sulle credenziali utilizzate per accedere agli account.

Alcune ricerche hanno inoltre sollevato dubbi sull’affidabilità delle password generate attraverso sistemi di intelligenza artificiale. Prima di rendere disponibile una funzione simile, sarà quindi necessario assicurarsi che le nuove credenziali siano davvero adeguate e che il processo si concluda senza lasciare l’utente escluso dal proprio account.

Esiste poi un problema di compatibilità. Molti siti utilizzano moduli differenti, procedure di autenticazione personalizzate o sistemi di verifica in due passaggi. Gli script automatizzati possono incontrare difficoltà quando devono gestire codici temporanei, richieste aggiuntive o pagine strutturate in maniera insolita.

Il malfunzionamento emerso nei primi test mostra quanto sia complesso automatizzare una procedura che cambia da un servizio all’altro. Per diventare realmente utile, Gemini dovrà riuscire a riconoscere questi passaggi e completare il cambio delle password senza errori.

Chrome vuole rendere più semplice la sicurezza degli account

La direzione scelta da Google appare comunque evidente. Il gestore delle password di Chrome potrebbe diventare più attivo, individuando le credenziali poco sicure e offrendo un modo immediato per sostituirle.

Per ora rimane un esperimento nascosto nella versione Canary per desktop. L’idea di cambiare una password con un solo clic è promettente, ma gli errori riscontrati e la complessità delle procedure di autenticazione indicano che il lavoro da svolgere è ancora molto. La comodità dovrà procedere insieme all’affidabilità, soprattutto quando sono in gioco le chiavi di accesso agli account degli utenti.

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