Il blocco imposto dal governo statunitense ad Anthropic apre un nuovo capitolo nel rapporto tra intelligenza artificiale avanzata, sicurezza nazionale e controllo delle tecnologie più potenti. La società ha dovuto sospendere con effetto immediato l’accesso ai modelli Fable 5 e Mythos 5, due sistemi descritti come tra i più evoluti mai sviluppati dall’azienda. La decisione ha avuto una portata globale, perché Anthropic ha scelto di disattivare il servizio per tutti gli utenti, così da rispettare in modo pieno la direttiva ricevuta.
Gli Stati Uniti fermano i due modelli più avanzati
L’ordine del governo americano è arrivato attraverso una direttiva collegata alle norme sul controllo delle esportazioni. Il punto centrale riguarda il possibile accesso ai modelli da parte di cittadini stranieri, dentro e fuori gli Stati Uniti. La misura avrebbe coinvolto persino i dipendenti non statunitensi dell’azienda, creando una situazione difficile da gestire con semplici limitazioni geografiche o account selezionati.
Per questo Anthropic ha deciso di procedere con una sospensione totale di Fable 5 e Mythos 5. La scelta ha escluso gli altri modelli della piattaforma, che restano fuori dal provvedimento. Il caso pesa perché non riguarda strumenti marginali, ma i sistemi più potenti della società, costruiti per attività ad alto livello tecnico e già al centro dell’attenzione nel settore della cybersecurity.
Mythos 5 era stato introdotto in forma limitata ad aprile e non era mai arrivato al pubblico generale. La sua capacità più rilevante riguardava l’analisi di vulnerabilità software: nei test avrebbe individuato falle nei principali sistemi operativi e browser web esaminati. Proprio per questo Anthropic aveva scelto un accesso controllato attraverso Project Glasswing, programma destinato a circa cinquanta organizzazioni selezionate nel campo della sicurezza informatica.
Mythos 5 e Fable 5 erano nati per usi diversi
Mythos 5 rappresentava il modello di punta di Anthropic, pensato per contesti molto sensibili e per attività difensive nel settore cyber. Tra le realtà coinvolte nel programma controllato figuravano nomi di primo piano come Amazon, Apple, Google, Microsoft e CrowdStrike. L’obiettivo era usare il modello in modo ristretto, con finalità di ricerca e protezione dei sistemi digitali.
Fable 5, invece, era stato lanciato da pochi giorni come versione distribuibile della stessa tecnologia. A differenza di Mythos 5, doveva arrivare a un pubblico più ampio, grazie a una serie di limiti e protezioni progettati per bloccare richieste considerate rischiose. Le aree più sorvegliate erano la sicurezza informatica e le scienze biologiche, ambiti in cui un modello molto potente può offrire grandi vantaggi, ma può porre problemi seri se usato in modo scorretto.
Secondo Anthropic, le salvaguardie inserite in Fable 5 rendevano possibile una distribuzione più ampia senza esporre gli utenti a rischi fuori controllo. Alcuni test indipendenti lo avevano già collocato ai vertici delle classifiche tra i modelli AI pubblicamente disponibili. La sospensione, quindi, arriva in una fase molto delicata, subito dopo il lancio commerciale del modello e mentre il mercato ne stava valutando le prestazioni.
Il presunto jailbreak resta il nodo della disputa
La controversia ruota attorno a un possibile jailbreak, cioè una tecnica capace di aggirare alcune restrizioni del modello. Anthropic contesta la ricostruzione alla base del provvedimento e afferma di non aver ricevuto prove tecniche dettagliate. Le indicazioni sarebbero state soltanto verbali e riferite a un bypass definito dalla società come limitato, non universale.
La dimostrazione mostrata dalle autorità avrebbe permesso al modello di analizzare un codice sorgente specifico e di riconoscere vulnerabilità già note, considerate di entità contenuta. Anthropic sostiene che capacità simili siano presenti anche in altri modelli accessibili al pubblico e che strumenti di questo tipo vengano utilizzati ogni giorno dagli esperti di sicurezza per attività difensive.
La società ricorda inoltre di aver sottoposto Fable 5 a migliaia di ore di test, con il coinvolgimento di enti governativi statunitensi, dell’AI Security Institute britannico, di gruppi indipendenti e di team interni. Da queste verifiche non sarebbe emerso alcun jailbreak universale in grado di compromettere in modo esteso le protezioni del modello.
Anthropic riconosce che nessun produttore può garantire un’immunità completa contro ogni tentativo di aggiramento. Per questo afferma di aver adottato una strategia a più livelli, con sistemi di monitoraggio continuo e conservazione dei dati degli utenti per 30 giorni, così da individuare eventuali abusi e intervenire rapidamente.
La società ha rispettato l’ordine ricevuto, ma ne contesta la logica. A suo giudizio, un possibile bypass limitato non dovrebbe bastare per ritirare un modello avanzato dal mercato. Il rischio, secondo Anthropic, è che un criterio simile possa frenare il rilascio di nuove generazioni di modelli AI e modificare in modo profondo il futuro dell’innovazione nel settore.

