ChatGPT si prepara a diventare una sorta di memoria aggiuntiva per chi lavora al Mac. OpenAI ha presentato Computer History, una nuova funzione dell’app desktop per macOS capace di osservare le attività svolte tra programmi e siti web, conservarne il contesto e utilizzarlo per rispondere alle domande dell’utente.
Il sistema può ricostruire il lavoro eseguito durante la giornata, individuare un documento consultato in precedenza oppure preparare un riepilogo delle attività. Una possibilità utile, ma accompagnata anche da alcune precauzioni, soprattutto perché i file creati dalla funzione possono contenere informazioni sensibili.
ChatGPT ricostruisce il lavoro svolto sul Mac
Computer History permette di interrogare ChatGPT sulle operazioni effettuate al computer. Dopo una pausa, per esempio, l’utente può chiedere all’assistente di ricordargli a cosa stesse lavorando. Allo stesso modo, può domandare dove si trovi un file aperto durante la mattinata oppure ottenere un resoconto del lavoro svolto il giorno precedente.
La funzione porta quindi ChatGPT oltre il contenuto delle singole conversazioni. L’assistente può utilizzare anche la cronologia delle attività registrate sul Mac, collegando le informazioni provenienti dalle applicazioni e dai siti web utilizzati.
L’obiettivo è rendere più semplice la ripresa di un’attività interrotta e ridurre il tempo necessario per ritrovare documenti o ricostruire i passaggi eseguiti. Computer History può inoltre preparare un riepilogo da utilizzare prima di una riunione, partendo dalle operazioni realmente svolte sul dispositivo.
Come funziona Computer History
Il nuovo sistema prende il posto di Chronicle, la precedente soluzione di Codex che arricchiva la memoria dell’assistente acquisendo il contesto dello schermo attraverso screenshot. Computer History adotta un metodo differente e sfrutta il sistema di accessibilità di macOS.
La funzione registra eventi come clic, digitazioni, scorciatoie da tastiera e passaggi da un’applicazione all’altra. Queste informazioni vengono elaborate periodicamente e trasformate in riassunti testuali e file di memoria conservati localmente. Gli eventi originali utilizzati per creare tali memorie vengono invece eliminati dopo 48 ore.
All’interno delle impostazioni è disponibile anche una timeline che organizza le attività in base al giorno e alla fascia oraria. Ogni elemento presenta un titolo e indica le applicazioni coinvolte, rendendo più semplice orientarsi tra i diversi momenti della giornata.
Computer History può riconoscere anche i flussi di lavoro ripetitivi. Quando individua una sequenza ricorrente, ChatGPT può suggerire all’utente di trasformarla in una skill riutilizzabile. In questo modo, una procedura eseguita frequentemente può diventare un’attività strutturata da richiamare nuovamente.
I file locali e le precauzioni per la privacy
La capacità di ricordare ciò che accade sul Mac solleva inevitabilmente alcune questioni legate alla riservatezza. OpenAI avverte chiaramente che i file generati da Computer History possono includere informazioni sensibili.
Questi file non vengono crittografati direttamente dalla funzione. Di conseguenza, altri programmi eseguiti attraverso lo stesso account macOS potrebbero riuscire ad accedervi. L’indicazione è quindi quella di proteggere adeguatamente il proprio account sul Mac e di escludere dalla registrazione le fonti che non si desidera includere.
Computer History è comunque disattivata per impostazione predefinita. Sarà l’utente a decidere se abilitarla, entrando nelle impostazioni dell’app ChatGPT, aprendo la sezione dedicata alle integrazioni e attivando la relativa opzione.
Il funzionamento non viene quindi imposto automaticamente dopo l’aggiornamento dell’applicazione. Prima di abilitarlo, ogni utente potrà valutare quali attività desidera rendere accessibili all’assistente e quali preferisce mantenere fuori dalla cronologia.
Quando arriverà Computer History in Italia
Computer History risulta già disponibile per gli abbonati ai piani Pro, Business ed Enterprise, ma il rilascio presenta alcune limitazioni geografiche. Al momento la funzione non è accessibile nello Spazio economico europeo, nel Regno Unito e in Svizzera.
Gli utenti italiani dovranno quindi attendere. L’arrivo nei territori inizialmente esclusi è stato promesso nelle prossime settimane, anche se non è stata comunicata una data precisa.
Google Drive integrato e GPT-5.6 Sol più veloce
Computer History non è l’unica novità annunciata. OpenAI ha integrato Google Drive direttamente nella versione web di ChatGPT. Documenti, fogli di calcolo e presentazioni possono essere aperti in un pannello collocato accanto alla conversazione, senza dover cambiare scheda del browser. I file possono anche essere modificati direttamente da questa interfaccia.
L’integrazione con Google Drive è destinata agli utenti Plus, Pro, Business ed Enterprise. La novità rende più immediato il passaggio tra la conversazione con l’assistente e i contenuti archiviati sul servizio cloud.
È stata inoltre avviata un’anteprima limitata di Ultrafast, un livello di servizio che permette a GPT-5.6 Sol di funzionare fino a 14 volte più velocemente rispetto all’elaborazione standard. La velocità dichiarata può raggiungere i 750 token di output al secondo.
L’infrastruttura viene fornita da Cerebras, mentre l’accesso a Ultrafast resta per ora limitato alle API e a un gruppo ristretto di clienti. La disponibilità verrà ampliata progressivamente in base alla capacità di calcolo disponibile.
