Quindici anni dopo il celebre «one more thing» di Steve Jobs, Apple ha comunicato un primato che riscrive la storia del mobile: tre miliardi di iPhone consegnati a livello globale. L’annuncio è arrivato durante la conference call sui risultati del trimestre appena chiuso, momento in cui Tim Cook ha messo in fila numeri e obiettivi, sottolineando come il telefono con la mela continui a imporsi sul mercato.
La notizia giunge in una fase in cui la catena produttiva vive non poche incognite, mentre Cupertino prepara le prossime mosse su hardware e intelligenza artificiale.
Alle spalle di questa cifra non ci sono soltanto vendite, bensì un ecosistema di servizi in rapida espansione, dalle piattaforme di streaming agli abbonamenti cloud, che fidelizza l’utenza e consente alla società di diversificare le fonti di ricavo.
Una crescita che non rallenta
Il percorso del melafonino, avviato nel 2007, ha seguito tappe ben distinte: il primo miliardo è stato superato nel 2016, nove anni dopo il debutto; cinque anni più tardi, nel 2021, la soglia dei due miliardi era già alle spalle; l’ultimo scatto, più rapido dei precedenti, ha spinto le consegne fino alla quota attuale.
Secondo l’analista Mark Gurman di Bloomberg, l’accelerazione degli ultimi mesi è legata anche a una corsa all’acquisto provocata dal timore di rincari collegati alle politiche commerciali statunitensi.
La progressione, spiegano figure vicine alle catene distributive, riflette un ciclo di rinnovo sempre più breve: l’utente medio cambia smartphone ogni tre anni, spinto da programmi di permuta e da campagne di marketing altamente segmentate.
L’effetto dazi e i conti di Cupertino
Durante lo stesso incontro, Cook ha indicato che le tariffe introdotte dall’amministrazione Trump rischiano di gravare sul risultato operativo per circa 800 milioni di dollari nel secondo trimestre fiscale e di arrivare a 1,1 miliardi nel terzo, che si chiuderà a settembre.
Una prospettiva che, nelle parole del dirigente, ha spinto diversi consumatori a portarsi avanti con le spese prima di possibili ritocchi verso l’alto dei listini, contribuendo così alle performance appena registrate.
Cupertino mantiene una finestra di dialogo con Washington per attenuare l’effetto delle misure doganali, puntando su incentivi alla produzione nazionale e su accordi con fornitori in nuove aree geografiche per ridurre la dipendenza dalle catene asiatiche.
iPhone 17 alle porte e la spinta sull’intelligenza artificiale
Settembre non sarà soltanto tempo di bilanci. Apple prevede di presentare la famiglia iPhone 17, linea che dovrebbe comprendere una variante Air dal profilo più sottile e dotata di un’unica fotocamera posteriore. Tutti i modelli adotteranno il nuovo chip A19 progettato internamente, segnale di una integrazione sempre più profonda tra hardware e silicio.
Nel corso della call, il top management ha ribadito l’interesse per acquisizioni puntuali con l’obiettivo dichiarato di ampliare le competenze in intelligenza artificiale. Il gruppo, che con la suite Apple Intelligence ha incontrato qualche intoppo al lancio, punta a ridurre il divario rispetto ai concorrenti riversando risorse e talento nei segmenti più di prospettiva.
Sul fronte software, la prossima major release di iOS introdurrà funzioni generative in grado di riassumere notifiche, creare immagini originali e suggerire testi, basate su modelli elaborati in parte sul dispositivo e in parte su cloud proprietario, strategia che Apple considera decisiva per salvaguardare la privacy degli utenti.

