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Starship pronta al debutto in orbita: Flight 14 è atteso il 22 settembre

Starship si prepara ad affrontare uno dei passaggi più importanti del suo programma di sviluppo. SpaceX ha indicato il 22 settembre come data prevista per Flight 14, il volo che dovrebbe portare per la prima volta il gigantesco veicolo su una vera traiettoria orbitale. Dopo una lunga serie di prove dedicate a motori, separazione degli stadi, rientro e controllo aerodinamico, il progetto entrerà così in una fase completamente nuova.

L’appuntamento avrà un valore particolare anche perché il razzo trasporterà un carico destinato a restare nello spazio. La missione servirà quindi a verificare contemporaneamente il comportamento del sistema di lancio, le capacità dello stadio superiore e l’impiego di Starship per il trasporto di satelliti.

Flight 14 partirà il 22 settembre da Starbase

Il decollo è programmato dalla seconda piattaforma realizzata a Starbase, in Texas. L’intervallo previsto dovrebbe aprirsi alle 14:15 e concludersi alle 16:14 secondo l’orario italiano. La data scelta da SpaceX arriva dopo diverse indicazioni preliminari che avevano collocato la partenza nella parte centrale del mese.

La precedente prova, Flight 13, si era svolta negli ultimi giorni di luglio. Da quel momento i tecnici hanno concentrato il lavoro sulla preparazione dei due elementi destinati al nuovo volo: Booster 21, collocato alla base del sistema, e Ship 41, che proseguirà il viaggio dopo la separazione.

Flight 14 rappresenterà il quattordicesimo test integrato di Starship, ma avrà caratteristiche molto diverse rispetto alle missioni affrontate finora. I voli precedenti avevano seguito percorsi suborbitali o transatmosferici, con un rientro programmato poco tempo dopo il decollo. Questa volta Ship 41 dovrà raggiungere l’orbita terrestre e rimanervi per diverse ore prima di iniziare il ritorno.

Starship trasporterà i nuovi satelliti della rete Starlink

Uno degli aspetti centrali della missione riguarderà il carico. A bordo dello stadio superiore troveranno posto 26 unità della generazione V3 destinate alla costellazione Starlink. Si tratterà quindi di dispositivi operativi, pensati per proseguire la loro attività dopo la separazione dal veicolo.

Durante Flight 13 erano già stati utilizzati elementi collegati alla nuova generazione di Starlink, ma il loro compito era legato soprattutto alla sperimentazione. Avevano seguito la traiettoria di Starship prima di bruciare nell’atmosfera. Il piano di Flight 14 prevede invece il posizionamento dei satelliti su un percorso orbitale più elevato e stabile.

Il volo dovrebbe avere una durata complessiva vicina alle dieci ore. Un intervallo tanto ampio permetterà a SpaceX di raccogliere dati sul comportamento della navicella durante una permanenza prolungata nello spazio, oltre a verificare le procedure per il rilascio del carico.

Questa capacità è essenziale per il futuro commerciale di Starship. Il grande volume interno del veicolo è stato progettato per trasportare numerosi satelliti e oggetti di dimensioni considerevoli. Flight 14 permetterà di osservare il funzionamento di tale sistema in una missione reale.

Booster 21 e Ship 41 hanno completato le prove dei motori

La preparazione dei due veicoli ha incluso diverse accensioni statiche. Booster 21 ha acceso contemporaneamente 33 propulsori Raptor di terza generazione, mentre Ship 41 è stata sottoposta sia a una prova con un solo motore sia a un test che ha coinvolto l’intero gruppo propulsivo.

Queste verifiche consentono di controllare la risposta dei motori e dei sistemi di alimentazione mentre il mezzo rimane ancorato alla piattaforma. I dati raccolti aiutano gli ingegneri a valutare il comportamento dell’hardware prima di autorizzare la partenza.

La configurazione impiegata appartiene al nuovo sviluppo Block 3, progettato per aumentare prestazioni e affidabilità. SpaceX punta a trasformare Starship in un sistema completamente riutilizzabile, formato dal grande propulsore Super Heavy e dalla navicella superiore. Ogni prova aggiunge informazioni utili per avvicinare il programma a questo obiettivo.

Flight 14 dovrà mostrare soprattutto la capacità di raggiungere l’orbita con un carico reale. Il risultato avrà un peso importante per le missioni successive, nelle quali il veicolo potrebbe essere chiamato a trasportare quantità crescenti di satelliti.

Resta da definire il recupero dei due stadi

Uno dei punti ancora da chiarire riguarda il ritorno di Booster 21 e Ship 41. SpaceX ha svolto nuove prove con Mechazilla, la struttura dotata di grandi bracci mobili progettati per afferrare i veicoli e riportarli sulla piattaforma.

Per questi test è stata utilizzata Ship 42, destinata al volo successivo. La navicella è stata sollevata attraverso i bracci della torre e avvicinata ai sistemi di collegamento della seconda area di lancio. Le operazioni sono servite a preparare le future procedure di recupero e gestione dello stadio superiore.

Al momento, però, Starbase dispone di una sola piattaforma pienamente utilizzabile, mentre la prima area impiegata nei voli iniziali è sottoposta a interventi. La torre disponibile potrebbe quindi gestire il rientro di un solo elemento. SpaceX dovrà stabilire se tentare la presa del booster oppure riservare la struttura a Ship 41, affidando all’altro veicolo un ammaraggio controllato.

L’attenzione principale rimarrà comunque sul raggiungimento dell’orbita. Con Flight 14, Starship passerà da una serie di voli sperimentali a una prova capace di mostrare in modo concreto il suo potenziale come grande mezzo di trasporto spaziale.

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