Saturno continua a mostrare quanto possa essere complessa e dinamica l’atmosfera dei pianeti giganti. Le osservazioni più recenti del telescopio spaziale Hubble hanno infatti rivelato una grande struttura a dieci lati intorno al Polo Sud del pianeta. Il fenomeno, inserito all’interno di una corrente a getto, è diventato progressivamente più riconoscibile nelle immagini raccolte a partire dal 2023.
Si tratta della prima struttura geometrica regolare individuata nell’emisfero meridionale di Saturno. La scoperta richiama inevitabilmente il celebre esagono situato al Polo Nord, osservato da oltre quarant’anni, ma il nuovo decagono presenta caratteristiche e una storia molto diverse. Gli astronomi dovranno ora stabilire se si tratta di una formazione recente oppure di un fenomeno già esistente che, per qualche ragione, è diventato più evidente.
Il decagono è emerso gradualmente nelle osservazioni
Le prime tracce della struttura risalgono alle immagini ottenute da Hubble nel 2023 nell’ambito del programma OPAL, dedicato allo studio periodico delle atmosfere dei pianeti esterni. In quelle osservazioni il decagono risultava ancora poco definito e la sua forma era difficile da riconoscere con certezza.
Nel 2024, attraverso alcune immagini realizzate da Terra, gli astronomi hanno individuato una debole ondulazione nell’atmosfera meridionale di Saturno. La geometria a dieci lati è diventata più chiara durante il 2025, spingendo il gruppo di ricerca a esaminare nuovamente i dati precedenti raccolti dal telescopio spaziale.
Questa analisi ha permesso di riconoscere la struttura anche nelle immagini del 2023 e di ricostruirne almeno in parte l’evoluzione. Il decagono potrebbe quindi essersi formato nel corso degli ultimi anni, oppure potrebbe essere rimasto a lungo troppo debole per essere distinto. Le cause del suo progressivo rafforzamento rimangono ancora da comprendere.
La formazione è centrata intorno ai 63 gradi di latitudine sud e si trova all’interno di una corrente a getto, una fascia atmosferica nella quale i venti scorrono rapidamente lungo una direzione ben definita.
Una struttura che attraversa diversi livelli dell’atmosfera
Il decagono osservato da Hubble non corrisponde soltanto al profilo assunto dalle nubi visibili nella parte superiore dell’atmosfera. Il telescopio ha studiato Saturno utilizzando diverse lunghezze d’onda, capaci di mostrare ciò che accade a quote differenti.
La forma a dieci lati compare in più livelli atmosferici, anche se la sua posizione apparente cambia leggermente a seconda della lunghezza d’onda utilizzata. Questo elemento indica che la struttura possiede anche uno sviluppo verticale e coinvolge una porzione più ampia dell’atmosfera rispetto a quella mostrata dalle sole nubi superficiali.
Gli studiosi devono ancora capire quale meccanismo riesca a produrre e mantenere una geometria tanto regolare all’interno di venti molto intensi. Un’altra questione riguarda la durata del fenomeno: le prossime osservazioni permetteranno di verificare se il decagono conserverà la propria forma oppure se subirà trasformazioni nel corso delle stagioni di Saturno.
Il confronto con il celebre esagono del Polo Nord
La nuova scoperta porta immediatamente a confrontare il decagono meridionale con l’esagono presente al Polo Nord. Quest’ultimo venne individuato per la prima volta dalle sonde Voyager più di quarant’anni fa ed è stato successivamente studiato dalle missioni Cassini e Hubble.
L’esagono settentrionale ha mostrato una notevole stabilità, rimanendo riconoscibile anche durante i cambiamenti stagionali dell’atmosfera di Saturno. Al Polo Sud, invece, le osservazioni effettuate dalla sonda Cassini tra il 2004 e il 2017 non avevano mostrato una formazione geometrica persistente paragonabile a quella ora visibile.
Proprio questa differenza rende il decagono particolarmente interessante. Se la struttura fosse davvero nata in tempi recenti, gli astronomi avrebbero l’opportunità di seguirla mentre cambia e si sviluppa, invece di osservarla soltanto dopo il raggiungimento di una configurazione stabile, come avvenuto con l’esagono settentrionale.
Hubble e James Webb seguiranno la sua evoluzione
L’identificazione del fenomeno è stata possibile grazie alla combinazione tra le osservazioni spaziali e le immagini raccolte da Terra. Con il procedere delle stagioni di Saturno, il Polo Sud è diventato progressivamente più visibile dal nostro pianeta, consentendo agli osservatori terrestri di distinguere meglio la debole ondulazione.
Le immagini provenienti da diversi osservatori e conservate in un archivio dedicato allo studio dei pianeti hanno fornito le prime indicazioni. Hubble ha poi permesso di verificare il fenomeno con una risoluzione maggiore e di ricercarne le tracce nei dati degli anni precedenti.
Il monitoraggio continuerà attraverso nuove osservazioni di Hubble e del telescopio spaziale James Webb. I risultati saranno confrontati con i modelli dell’atmosfera di Saturno per comprendere quale processo abbia generato il decagono e quale possa essere il suo futuro.
Gli astronomi cercheranno soprattutto di capire se la struttura continuerà a rafforzarsi, se cambierà forma oppure se finirà per scomparire. Lo studio, pubblicato su Science Advances, apre così una nuova fase nell’osservazione dell’atmosfera saturniana: per la prima volta sarà forse possibile assistere quasi in diretta all’evoluzione di una delle sue più insolite geometrie.

