La produzione dei robot umanoidi entra in una fase più concreta e Figure prova a trasformare Figure 03 da progetto avanzato a prodotto industriale. Lo stabilimento californiano BotQ ha aumentato il ritmo in pochi mesi, fino ad arrivare a un risultato che segnala un cambio di passo: oggi l’azienda riesce a completare un robot umanoide ogni ora. Il dato mostra quanto il settore stia uscendo dalla sola sperimentazione, con linee produttive più organizzate, controlli tecnici serrati e software pensati per coordinare ogni passaggio.
Figure 03 passa dalla fase sperimentale alla produzione vera
Il salto produttivo registrato da Figure è netto. In quattro mesi, lo stabilimento BotQ è passato da un robot al giorno a un’unità completata ogni sessanta minuti. La capacità della linea è quindi cresciuta di 24 volte, un valore che indica una trasformazione industriale già avviata.
Al centro di questa accelerazione c’è Figure 03, il robot umanoide su cui l’azienda sta concentrando le proprie risorse. Per sostenere il nuovo ritmo, Figure ha adottato un sistema gestionale creato su misura, capace di coordinare più di 150 stazioni di lavoro collegate tra loro. La produzione non dipende più da una struttura artigianale o da singoli reparti isolati, ma da una rete interna che organizza attività, componenti e verifiche.
L’efficienza della linea finale ha superato l’80%, un risultato rilevante per un prodotto complesso come un robot umanoide. La parte legata alle batterie ha raggiunto un valore ancora più alto, con una quota del 99,3%. Numeri che aiutano a capire perché l’azienda parli ormai di produzione su scala più ampia.
Test, attuatori e controlli rendono la linea più stabile
La crescita della fabbrica non riguarda solo il numero di robot completati. Figure ha già spedito più di 500 esemplari e ha superato quota 9.000 attuatori prodotti. Questi componenti rappresentano una parte essenziale del robot, perché funzionano come muscoli meccanici e permettono alla macchina di muoversi.
La complessità di Figure 03 impone controlli molto rigidi prima della consegna. Ogni unità viene sottoposta a oltre 80 test funzionali, con prove pensate per verificare resistenza, coordinazione e affidabilità. Tra queste ci sono esercizi fisici come squat e brevi sessioni di corsa, utili per individuare difetti prima che il robot lasci lo stabilimento.
Questo approccio punta a ridurre i problemi nelle fasi successive, quando le macchine vengono usate fuori dalla linea produttiva. Un robot umanoide, a differenza di molti dispositivi elettronici tradizionali, deve reggere movimenti continui, cambi di equilibrio, sollecitazioni meccaniche e attività ripetute. Per questo la fase di controllo diventa una parte centrale del processo.
Helix aiuta i robot a vedere meglio l’ambiente
La crescita produttiva si accompagna all’evoluzione del sistema di intelligenza artificiale Helix. L’ultimo aggiornamento consente ai robot Figure 03 di sfruttare le telecamere stereo di bordo per leggere l’ambiente in tre dimensioni. Il robot non si limita più a percepire il proprio corpo e le articolazioni, ma può valutare meglio ciò che ha davanti.
Questa capacità permette alla macchina di affrontare situazioni più complesse, come scale o terreni irregolari. Il passo può cambiare in base alla superficie, con una risposta più vicina a quella di un essere umano. Un aspetto rilevante riguarda il metodo usato per ottenere questo comportamento: l’apprendimento è avvenuto in una simulazione virtuale ed è stato poi trasferito nella realtà senza ulteriori correzioni.
Figure punta ora a rafforzare ancora la produzione. L’obiettivo indicato è arrivare a 12.000 robot all’anno, una soglia che collocherebbe Figure 03 dentro una dimensione industriale più ampia. Il robot umanoide resta un prodotto complesso, ma il ritmo raggiunto da BotQ mostra una direzione chiara: la robotica sta entrando in una fase in cui la fabbrica conta quanto l’algoritmo.

