Al MWC di Barcellona, Honor ha tolto i veli a qualcosa di inedito: uno smartphone dotato di una piccola testa robotica che fuoriesce dalla scocca, individua i soggetti da immortalare e scatta in totale autonomia. Si chiama Robot Phone, ed è il primo dispositivo al mondo a integrare un gimbal meccanico direttamente all’interno del corpo del telefono.
Honor è un marchio cinese con sede a Shenzhen. Secondo i dati raccolti da Omdia, detiene attualmente una quota del 3% nel mercato europeo degli smartphone, un settore che registra complessivamente 134,2 milioni di unità distribuite. Il Robot Phone era già stato anticipato con un video nei mesi precedenti, ma a Barcellona ha fatto la sua prima apparizione come prototipo fisico. Il brand stima un possibile lancio commerciale prima della chiusura del 2026.
Un gimbal che sparisce nella scocca e poi prende vita
Dalla parte alta del Robot Phone emerge una testa robotica miniaturizzata: si orienta autonomamente nello spazio, inquadra i soggetti e regola il fuoco senza alcun intervento da parte dell’utente.
Dal punto di vista tecnico si tratta di una fotocamera con stabilizzazione meccanica simile a quella di un gimbal professionale, con la differenza sostanziale di essere stata ridotta a dimensioni tali da potersi alloggiare nella scocca stessa del telefono. Quando non è in uso, il meccanismo si richiude nel comparto fotografico, completamente invisibile dall’esterno.
Il sistema ruota attorno a tre direzioni spaziali ed è abbinato a un sensore fotografico ad alta risoluzione da 200 megapixel. I motori che ne determinano il movimento hanno dimensioni più ridotte rispetto a quelle di una comune monetina. L’intera progettazione meccanica è frutto della collaborazione con ARRI, storica realtà tedesca specializzata in tecnologie per l’industria cinematografica professionale.
L’intelligenza artificiale che trasforma ogni ripresa
Oltre al meccanismo fisico, il Robot Phone dispone di un sistema basato sull’intelligenza artificiale. La fotocamera è in grado di riconoscere i soggetti all’interno dell’inquadratura, seguire i loro movimenti e adattare fuoco e traiettoria in tempo reale.
Nelle dimostrazioni al pubblico, il dispositivo ha tracciato con precisione i movimenti di una ballerina di flamenco, anche nei momenti di maggiore velocità e variazione ritmica, senza mai perdere il soggetto di riferimento.
La visione dietro questo progetto va però oltre la semplice automazione dello scatto. La testa robotica è stata concepita per avere una componente quasi espressiva: risponde al ritmo della musica in riproduzione, si orienta verso l’interlocutore durante una conversazione e reagisce ai comandi vocali con un gesto di assenso. Un comportamento che avvicina il Robot Phone alla categoria degli androidi, più che a quella dei telefoni tradizionali.
Il foldable che sfida l’acqua e lo spessore
Accanto al Robot Phone, Honor ha portato al MWC anche il Magic V6, il modello con display ripiegabile della sua lineup. Il dispositivo affronta uno dei punti più critici dei foldable: le dimensioni da chiuso. Con soli 8,75 millimetri di spessore, risulta maneggevole quanto un telefono tradizionale. Il display esterno misura 6,5 pollici, mentre quello interno raggiunge quasi gli 8 pollici una volta aperto del tutto.
Sul fronte della resistenza, il dispositivo ottiene certificazioni che variano tra IP68 e IP69 a seconda dei componenti. Durante la presentazione, alcuni esemplari sono rimasti immersi in una vasca d’acqua per tutta la durata dell’evento, senza riportare danni. A completare il profilo tecnico c’è la Silicon-carbon Blade Battery da 6.660 mAh, con un incremento del 32% rispetto alle generazioni precedenti, pensata per garantire un’autonomia più estesa nell’utilizzo quotidiano.

