C’era chi, solo qualche anno fa, considerava impensabile che Xiaomi potesse costruire automobili vere. Quei dubbi appartengono ormai a un passato remoto: il colosso tecnologico cinese ha venduto milioni di veicoli e continua a stupire, con risultati che numerosi marchi storici faticano a replicare.
L’ultima conferma arriva da Barcellona, dove all’MWC 2026 il produttore ha riservato la sorpresa finale della sua conferenza stampa: una hypercar elettrica da sogno battezzata Vision Gran Turismo, presentata in perfetto stile Apple come “one more thing” dopo quasi 90 minuti di dettagli tecnici su smartphone e tablet.
Quando la tecnologia incontra la pista virtuale
Il programma Vision Gran Turismo nasce nel 2013 per volontà di Polyphony Digital, la software house giapponese celebre per aver dato vita al franchise automobilistico di Gran Turismo. L’idea alla base è semplice quanto affascinante: i brand vengono invitati a progettare una concept car completamente libera da ogni vincolo commerciale o produttivo, pensata esclusivamente per gareggiare all’interno del videogioco.
Nessun obbligo di omologazione, nessun tetto di spesa, nessuna necessità di garantire la riproducibilità in serie: ai designer viene chiesto soltanto di immaginare l’auto dei propri sogni.
Xiaomi ha accolto l’invito segnando un primato storico: è il primo marchio tecnologico ad aderire al programma, affiancando case automobilistiche di tutto il mondo. La sua Vision Gran Turismo è la 51ª concept car della collezione, e Xiaomi il 36° marchio a farne parte.
A ispirare la collaborazione con Polyphony Digital e Sony Interactive Entertainment è stato Kazunori Yamauchi, figura leggendaria del mondo dei videogiochi di guida. Chi si presenterà allo stand di Barcellona potrà ammirare il modello fisico dal vivo, senza toccarlo ma con tutta la forza visiva di uno dei concept più audaci mai realizzati.
Una carrozzeria che sfida le leggi dell’aria
Al centro del progetto c’è una filosofia di design radicale. La scocca è costruita attorno a una cabina a forma di goccia, quasi fluttuante, che consente ai flussi d’aria di scorrere sia sopra il tetto sia al di sotto dell’abitacolo. L’aria entra dalla parte anteriore, percorre canali interni appositamente studiati e viene espulsa nella zona posteriore in modo controllato, con una precisione degna di un laboratorio aerospaziale.
I numeri sono eloquenti: coefficiente aerodinamico di 0,29, deportanza di -1,2 e un indice di efficienza aerodinamica pari a 4,1. Xiaomi ha dichiarato di aver raggiunto il punto di equilibrio ideale tra resistenza ridotta e alta deportanza — un risultato che solo una galleria del vento potrà validare nella sua reale efficacia.
Tra le soluzioni più originali spicca l’Active Wake Control System: le luci posteriori ad anello sono circondate da micro-fori capaci di generare flussi d’aria attivi per eliminare le turbolenze, prendendo il posto dello spoiler tradizionale. Altrettanto insolita la copertura magnetica “vortex” sulle ruote: rimane ferma durante la marcia per neutralizzare l’effetto aerodinamico negativo della rotazione, mentre un sistema integrato garantisce allo stesso tempo il raffreddamento dei freni.
L’intelligenza artificiale che legge le emozioni del guidatore
La Vision Gran Turismo non è solo un esercizio di stile estremo. A bordo, un sistema di intelligenza artificiale monitora le condizioni fisiche del conducente, si adatta al suo stato emotivo e trasforma il veicolo in qualcosa che va ben oltre il semplice strumento di guida. Xiaomi lo ha descritto come un vero compagno di bordo, capace di modificare il proprio comportamento in base a ciò che percepisce in tempo reale.
A completare il quadro, il marchio ha presentato anche il “Sofa Racer”: un cockpit racing pensato per l’uso domestico, che permetterà ai fan di vivere l’esperienza Vision GT direttamente dal salotto di casa. Xiaomi ha lasciato intendere che questo prodotto potrebbe trasformarsi in una proposta commerciale reale, anche se i dettagli restano per ora assenti.
Intanto, la SU7 Ultra aveva già dimostrato le capacità del marchio sul campo, stabilendo il record sul giro al Nürburgring prima di essere superata dalla BYD Yangwang U9 — un risultato che molti costruttori blasonati inseguono da tempo senza raggiungerlo.

