Nelle recenti versioni 24H2 e 25H2 di Windows 11, numerosi utenti hanno segnalato una situazione singolare: Task Manager, dopo essere stato chiuso tramite l’icona X, prosegue la sua attività in background. L’apertura successiva avvia una nuova copia dell’applicazione, portando a un accumulo progressivo di processi identici che continuano a utilizzare risorse di sistema.
Effetti sulle prestazioni e cause principali
Questo comportamento anomalo crea difficoltà soprattutto su dispositivi con RAM limitata, dove la presenza di decine di istanze può avere ripercussioni evidenti sulla fluidità quotidiana del sistema, arrivando persino a rendere complicate le operazioni più semplici.
Ogni processo duplicato, infatti, assorbe risorse, sottraendo memoria e CPU che potrebbero essere destinate ad altre attività. La problematica è stata lamentata da una vasta fascia di utenti, ponendo Microsoft di fronte a una questione rilevante che, finora, non ha trovato rimedio ufficiale.
Soluzioni temporanee e alternative della community
Nell’attesa di un aggiornamento risolutivo da parte di Microsoft, chi ha riscontrato il problema può adottare diverse strategie. Il rimedio più immediato consiste nel riavviare il computer: una soluzione sbrigativa, ma che obbliga a interrompere ogni sessione di lavoro.
Alternativamente, è possibile chiudere manualmente ciascuna istanza superflua selezionandole tutte dal Task Manager e, per chi possiede maggiore dimestichezza con il sistema, ricorrere al prompt dei comandi con taskkill.exe /im taskmgr.exe /f.
Inoltre, alcuni utenti avanzati suggeriscono l’uso dello strumento ViVeTool o la modifica del registro di sistema tramite chiavi specifiche, interventi che necessitano tanta attenzione e di un backup preventivo, per evitare conseguenze indesiderate.
Raccomandazioni per la sicurezza e attesa update ufficiali
Mentre la community si adopera per offrire metodi temporanei, chi ha meno familiarità con impostazioni avanzate dovrebbe considerare con prudenza la modifica del registro o l’utilizzo di tool non ufficiali, poiché un errore potrebbe compromettere la stabilità di Windows.
Fino al rilascio di un aggiornamento Microsoft che sistemi in modo definitivo la situazione, è preferibile privilegiare le procedure più semplici e sicure, riducendo al minimo interventi potenzialmente rischiosi pur di salvaguardare la funzionalità del sistema.
