WhatsApp è pronta a rivedere la gestione dell’identità dei profili con un cambiamento atteso da tempo: l’arrivo degli username univoci e personalizzabili. La funzione è già presente nella beta 2.25 su Android e iOS e, secondo la roadmap interna, verrà resa disponibile in modo graduale agli utenti europei entro la fine di ottobre.
Anticipata dai primi indizi emersi nel maggio 2023, la novità riduce la dipendenza dal recapito telefonico e innalza il livello di privacy, con un obiettivo preciso: arginare truffe, spam e forme di stalking digitale.
Che cosa cambia per l’identità su WhatsApp
Finora l’app ha legato l’identificazione al numero di cellulare. Con il nuovo identificativo pubblico, ognuno potrà scegliere un nome unico da associare al proprio account, rendendo più semplice essere trovati senza rivelare il contatto personale.
Lo username diventa un punto di accesso alternativo: condividerlo equivale a permettere a qualcuno di iniziare una chat tramite link diretto, lasciando il numero fuori dalla conversazione. Ne deriva un controllo maggiore su chi può raggiungere l’utente e con quali modalità, elemento che pesa nella prevenzione di contatti indesiderati e tentativi di truffa.
Come si imposta l’username
La configurazione avviene in pochi passaggi all’interno dell’app. Dalla schermata principale si apre l’area Impostazioni (l’icona a forma di ingranaggio), si entra nel Profilo e si seleziona la voce Username. A quel punto si digita il nome desiderato e, se disponibile, lo si collega al proprio profilo.
Il sistema accetta stringhe da 3 a 30 caratteri, senza spazi, e richiede che la combinazione scelta non sia già stata presa da altri. Una volta confermato, il nome pubblico permette di scambiare messaggi attraverso un collegamento dedicato, senza dover consegnare il numero personale a sconosciuti o contatti temporanei.
La sintassi è chiara: minimo tre caratteri, massimo trenta, niente spazi. La disponibilità è determinata dall’unicità del nome, per cui può servire qualche tentativo prima di trovarne uno libero. Dal punto di vista operativo, lo username diventa il modo più rapido per essere contattati in situazioni in cui si preferisce non esporre il recapito: annunci, eventi, gruppi tematici, canali informativi. Il link collegato al nome semplifica la condivisione su siti e social, mantenendo separata la sfera privata.
Sicurezza e flessibilità
La direzione intrapresa da WhatsApp non nasce oggi. Già nel 2021 è stato introdotto l’accesso multi dispositivo, con la possibilità di usare l’account su quattro terminali contemporaneamente senza tenere online lo smartphone principale. A seguire sono arrivati login tramite QR o PIN e l’opzione per nascondere il numero nei canali broadcast.
L’adozione degli username si inserisce in questa traiettoria: rende più ardua l’impersonificazione, perché sottrae ai malintenzionati un dato sensibile come il numero; permette agli utenti di cambiare identificativo pubblico per ragioni di riservatezza senza toccare la SIM; consente una gestione più granulare della propria presenza digitale.
Uno scenario più coerente nell’ecosistema Meta
La scelta di un nome pubblico avvicina WhatsApp a modelli già familiari su Instagram e su altri servizi di Meta. In questa cornice, l’identità gestita tramite username apre la strada a interazioni più lineari tra piattaforme, facilitando la condivisione di contatti tramite link e rendendo omogenea l’esperienza di comunicazione.
Per l’utente finale significa meno attrito quando si passa da un’app all’altra e più margine per proteggere le informazioni personali, perché il numero resta in secondo piano e si decide quando e a chi mostrarlo.
L’introduzione dello username univoco rende WhatsApp più moderna nella gestione dell’identità, bilanciando immediatezza d’uso e sicurezza. Con il rollout previsto entro fine ottobre in Europa, la messaggistica di Meta compie un passo concreto verso una privacy più robusta e una riduzione di spam e frodi.

