La fase sperimentale che porta gli “ads” su WhatsApp ha preso forma con la beta 2.25.21.11 per Android, distribuita attraverso il programma di test del Play Store. Per ora la funzione rimane confinata fuori dall’Europa, dove Meta sta ultimando i controlli di conformità al Regolamento UE sulla privacy; l’apertura al mercato comunitario viene valutata per il 2026.
Nel frattempo, il codice dell’app conferma la possibilità di scaricare un resoconto riepilogativo degli annunci visti, sebbene la feature non sia ancora disponibile a chi sta provando la build.
Lancio in versione beta e tempistica europea
La distribuzione è partita negli Stati e nei Canali, sfruttando un modello che l’ecosistema Meta utilizza da tempo: clip promozionali brevi, integrate nella sezione Aggiornamenti, scorrono insieme ai contenuti normali.
Fuori dai confini UE, l’implementazione procede senza particolari restrizioni, mentre per i paesi membri occorre valutare l’allineamento al GDPR: vengono esaminate le modalità con cui vengono raccolti, lavorati e conservati i dati necessari al targeting pubblicitario.
L’arrivo nel Vecchio Continente, secondo le indicazioni interne, non avverrà prima dell’anno prossimo; la roadmap definitiva dipenderà dalle verifiche richieste dalle autorità di controllo. Durante le prove è emerso che WhatsApp mostra i banner solo a chi usa la release di test, lasciando immutata l’esperienza degli utenti stabili.
Formato degli annunci dentro Stati e Canali
Per gli account business diventa disponibile un riquadro dedicato, attraverso il quale inserire contenuti a pagamento composti da testo, immagine e link; tali elementi appaiono fra gli Stati di amici e contatti, contrassegnati dall’etichetta “Pubblicità”.
Un ulteriore slot riguarda i Canali: i gestori potranno promuovere la propria area pubblica, posizionandola tra le schede Trova canali ed Esplora quando l’algoritmo la riterrà pertinente.
Gli annunci seguono il layout verticale tipico delle Storie, con swipe per saltare o aprire dettagli, così da conservare la familiarità dell’interfaccia.
Al momento non è chiaro se la funzione sarà limitata alle sole aziende: la stringa di codice che regola l’attivazione non esclude amministratori privati, ma il team di sviluppo non ha ancora preso una decisione definitiva.
Targeting limitato e controllo dell’utente
Meta dichiara di impiegare soltanto informazioni generiche: paese, città approssimativa, lingua dell’app, elenco dei Canali seguiti e interazioni precedenti con la pubblicità; non vengono analizzati messaggi, chat o registri chiamate.
Agli interessati viene offerta l’opzione, del tutto facoltativa, di collegare l’identità WhatsApp al profilo Facebook o Instagram: la mossa consente di ricevere annunci con maggiore coerenza rispetto ai propri interessi, poiché i due ambienti condividono il segmento dati relativo a pagine seguite e reazioni ai post.
Chi preferisce rimanere separato potrà gestire la visibilità dei banner attraverso le impostazioni di privacy, scegliendo se visualizzare materiale personalizzato o generico.
In cantiere, infine, un pulsante scarica-report che produce un file con la lista degli spot mostrati e i criteri utilizzati, così da agevolare verifiche individuali sul trattamento dei dati.

