Una cometa ha invertito la rotazione: gli astronomi studiano il caso 41P

cometa 41P
Photo credit: Image copyright Chris Schur©, used with permission / NASA Goddard Space Flight Center via Flickr (CC BY 2.0)

La traiettoria di una cometa può riservare sorprese, ma ciò che è accaduto a 41P/Tuttle-Giacobini-Kresak ha lasciato perplessi anche gli astronomi più esperti. Questo piccolo corpo ghiacciato, che percorre un’orbita regolare attorno al Sole, ha modificato in modo drastico il proprio ritmo di rotazione fino a invertire il verso. Un comportamento raro, che riporta l’attenzione sulla natura instabile di questi oggetti antichi e sulla loro fragilità strutturale.

Osservare una cometa che rallenta così rapidamente significa trovarsi di fronte a un evento poco comune. E quando il rallentamento si trasforma in un ribaltamento del senso di rotazione, la questione assume un valore ancora più significativo per chi studia il Sistema Solare.

Un oggetto noto che sorprende ancora

La storia di 41P inizia nell’Ottocento, quando venne individuata per la prima volta nel 1858 dall’astronomo americano Horace Parnell Tuttle. Negli anni successivi, nuove osservazioni – nel 1907 e poi nel 1951 – permisero di comprendere che si trattava dello stesso corpo celeste. Da allora, la cometa è entrata stabilmente nei cataloghi astronomici.

Appartiene alla famiglia delle comete legate gravitazionalmente a Giove e compie un giro completo attorno al Sole ogni 5,4 anni. Nel suo percorso si spinge dalle regioni prossime all’orbita di Giove fino alle aree interne del Sistema Solare, avvicinandosi talvolta alla zona terrestre. In passato è diventata visibile persino a occhio nudo grazie a improvvisi aumenti di luminosità, che ne hanno accresciuto la notorietà tra gli appassionati.

Ciò che la rende oggi oggetto di studio non è la sua traiettoria, ma la trasformazione del suo moto rotazionale.

Dal rallentamento all’inversione del moto

Nel 2017, osservazioni effettuate dalla NASA hanno documentato un cambiamento senza precedenti per un oggetto di questo tipo. In appena due mesi, la cometa è passata da una rotazione completa ogni 20 ore a una ogni 53 ore. Un rallentamento così marcato non era mai stato registrato con questa intensità.

Successive analisi realizzate con il Hubble Space Telescope hanno indicato che la variazione non si era fermata al semplice rallentamento. Dopo il passaggio ravvicinato al Sole, il nucleo avrebbe continuato a modificare la propria rotazione fino a ribaltarne completamente il senso. In altri termini, la cometa avrebbe iniziato a ruotare nella direzione opposta rispetto a quella originaria.

Per gli studiosi, un fenomeno simile apre interrogativi sulla stabilità strutturale dei nuclei cometari. Un cambiamento così rapido implica forze interne ed esterne in grado di alterare in modo significativo l’equilibrio del corpo.

L’effetto dei getti di gas sul nucleo fragile

La spiegazione ritenuta più plausibile riguarda il rilascio irregolare di gas dal nucleo. Quando una cometa si avvicina al Sole, il calore provoca la sublimazione dei ghiacci superficiali. Il materiale espulso genera una spinta, spesso descritta come un naturale “effetto razzo”, che può modificare velocità e rotazione.

Nel caso di 41P, questa spinta avrebbe agito in modo asimmetrico, rallentando progressivamente la rotazione fino al punto di invertirla. Un processo che, su un corpo di dimensioni ridotte – il diametro è inferiore ai 700 metri – potrebbe risultare destabilizzante.

Eppure la cometa è rimasta integra. Questo dato sorprende gli astronomi, perché forze così intense potrebbero frammentare un oggetto tanto piccolo. Il fatto che il nucleo abbia resistito suggerisce una coesione interna superiore a quanto ipotizzato in precedenza.

L’episodio di 41P offre così uno sguardo diretto sulla vita attiva delle comete, corpi che, pur apparendo immutabili, attraversano trasformazioni profonde durante i loro passaggi vicino alla nostra stella. La loro struttura, composta da ghiaccio e polveri, reagisce al calore solare con processi che possono alterarne il comportamento in tempi brevi.

Il caso di questa cometa dimostra quanto il Sistema Solare sia ancora capace di sorprendere. Anche oggetti osservati da oltre un secolo possono rivelare caratteristiche inattese, modificando ciò che si credeva acquisito. Per la comunità scientifica, eventi simili rappresentano un’opportunità preziosa per comprendere meglio la natura dei nuclei delle comete e le forze che ne regolano il moto.

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