Tre pianeti rocciosi attorno a due stelle: l’impossibile diventa realtà nel sistema TOI-2267

universo e pianeti
rappresentazione creata con AI

Nella fascia celeste che ospita la costellazione di Cefeo, a una distanza di circa 190 anni luce dal nostro pianeta, gli studiosi hanno individuato una conformazione stellare che sembra uscita direttamente dall’immaginazione di uno scrittore di fantascienza.

Il caso di TOI-2267 solleva interrogativi profondi sulle leggi che governano la nascita dei pianeti rocciosi e riaccende la curiosità sulla dinamicità dell’Universo. La straordinarietà di questo sistema si esprime attraverso la presenza di due stelle dalle orbite ravvicinate, attorniate da tre pianeti la cui massa richiama quella terrestre.

Due di essi sono legati alla prima stella, mentre il terzo gravita intorno alla seconda. Il fenomeno osservato, in cui i pianeti compiono il proprio transito attorno a ciascuna delle stelle, si discosta dalle prospettive tradizionali, diventando una novità assoluta.

TOI-2267: una scoperta che scompagina le regole

Le teorie più diffuse affermano che, in ambiti tanto instabili, l’esistenza di pianeti è di fatto impossibile, poiché l’azione congiunta di due stelle annienterebbe ogni possibilità di formazione planetaria. Contrariamente a queste aspettative, il sistema TOI-2267 offre la prova di tre pianeti rocciosi stabili e simili alla Terra per dimensioni e porta gli scienziati a mettere in dubbio la validità di molte ipotesi attuali.

Il trentesimo anniversario degli studi sugli esopianeti, celebrato recentemente dalla NASA, ha evidenziato il rilevante traguardo dei seimila mondi confermati. Eppure, scoperte come questa evidenziano come la conoscenza sull’Universo sia ancora in costruzione e piena di sorprese.

Tecnologie e team dietro la scoperta

Il lavoro di ricerca è stato coordinato da un gruppo internazionale, guidato dall’Università di Liegi, che ha coinvolto anche enti di prim’ordine come l’Istituto di Astrofisica dell’Andalusia, il Caltech di Pasadena, il MIT e la NASA.

La squadra guidata da Sebastián Zúñiga-Fernández ha studiato i dati ricavati dal telescopio TESS, mediante una sofisticata analisi del transito, utilizzando anche il software Sherlock. I risultati ottenuti sono stati successivamente convalidati con osservazioni aggiuntive condotte con i telescopi SPECULOOS e TRAPPIST. Quest’ultimo aveva già portato alla ribalta il sistema planetario TRAPPIST-1, noto per i suoi pianeti di tipo roccioso.

Un sistema binario dalla distanza minima tra stelle

La peculiarità di TOI-2267 risiede nella distanza estremamente ridotta fra i suoi due astri principali, M5 (TOI-2267A) e M6 (TOI-2267B): appena otto unità astronomiche, che equivalgono a circa 1,2 miliardi di chilometri, una distanza inferiore a quella che separa Sole e Saturno.

Un intervallo così ristretto determina solitamente perturbazioni gravitazionali capaci di scoraggiare la formazione di pianeti solidi. Gli studiosi hanno rimarcato la disposizione eccezionale di questi mondi: due orbitano attorno alla stella primaria, mentre il terzo, in modo indipendente, gravita intorno alla sua compagna.

Zúñiga-Fernández ha comunicato che si tratta del primo caso mai osservato di pianeti in transito attorno a entrambe le stelle di un sistema binario così compatto.

Un laboratorio per capire l’origine dei pianeti

Secondo i ricercatori, TOI-2267 offre un contesto privilegiato per mettere alla prova le teorie sulla formazione planetaria. Francisco J. Pozuelos ha dichiarato che la struttura osservata consente di approfondire la possibilità che pianeti rocciosi possano stabilizzarsi anche in ambienti ritenuti troppo caotici, aprendo nuove strade alla ricerca.

I pianeti individuati possiedono orbite vicinissime alle proprie stelle e risultano troppo caldi per sostenere forme di vita simili alla nostra. Eppure, la loro presenza suggerisce che anche in contesti considerati ostili può nascere materia solida. Le implicazioni di questa scoperta hanno rilanciato lo studio dei sistemi binari e delle cosiddette zone abitabili, proprio mentre viene annunciata la “super Terra” GC 251 c, distante appena 18 anni luce.

Verso nuove scoperte

Immaginare l’orizzonte da uno dei pianeti di questo sistema significa assistere a uno scenario con due soli, simile a quello reso celebre dal pianeta Tatooine nella saga di Star Wars. Questa visione, oltre a suscitare stupore, mette in luce la ricchezza del cosmo, che non smette mai di sorprendere.

Gli astronomi stanno già pianificando ulteriori studi su TOI-2267 e GC 251 c tramite strumentazioni all’avanguardia come il Giant Magellan Telescope (GMT) e l’Extremely Large Telescope (ELT), il cui potenziale promette di riscrivere le conoscenze sull’origine e sulla stabilità dei mondi.

La pubblicazione su Astronomy & Astrophysics segna una svolta importante nel modo di concepire la varietà e la creatività dell’Universo, suggerendo che, anche dove sembrava impossibile, potrebbero nascondersi nuovi terreni di indagine e forse forme di vita del tutto inattese.

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