TIM prepara un aumento per una parte dei clienti mobile con SIM ricaricabile. Dal 12 luglio 2026, alcune offerte saranno interessate da una modifica unilaterale del contratto, con un rincaro pari a 1,99 euro al mese. Si tratta di un nuovo intervento sulle tariffe consumer, inserito dall’operatore nel quadro delle mutate condizioni di mercato.
Per gli utenti coinvolti, la novità non comporta per forza un esborso maggiore. La comunicazione inviata da TIM apre infatti più strade: accettare l’aumento e ricevere servizi aggiuntivi, rifiutare la rimodulazione tramite SMS, oppure esercitare il diritto di recesso senza costi. Le date indicate diventano quindi il punto centrale da controllare, perché la possibilità di bloccare il rincaro richiede un’azione entro tempi precisi.
Il rincaro TIM parte da luglio per alcune ricaricabili
La modifica annunciata da TIM riguarda una nuova fascia di clienti privati con linee mobile ricaricabili. L’aumento scatterà dal 12 luglio 2026 e porterà il canone mensile a salire di 1,99 euro rispetto all’importo attuale. L’operatore collega la rimodulazione alle esigenze economiche nate dal contesto di mercato, una formula già usata in precedenti interventi tariffari.
La comunicazione non interessa tutti gli utenti in modo indistinto. A fare fede è l’SMS informativo personalizzato inviato dall’operatore a partire dall’8 giugno. Proprio quel messaggio contiene le istruzioni operative, le scadenze e i codici da usare. Per questo motivo, prima di compiere qualsiasi scelta, conviene leggere con attenzione il testo ricevuto sul proprio numero.
Chi non vuole pagare di più ha una possibilità precisa: rifiutare la modifica e passare a una proposta alternativa con lo stesso canone mensile già sostenuto. In questo caso, la spesa resta invariata e il cliente ottiene anche 2 GB di traffico dati aggiuntivi.
Un SMS può evitare l’aumento del canone mensile
Per mantenere invariato il costo della propria offerta, gli utenti coinvolti possono inviare un SMS gratuito al numero 40916 con il testo CONFERMO ON. L’operazione permette di migrare verso una tariffa alternativa, senza l’aumento da 1,99 euro e con 2 GB in più rispetto al piano precedente.
Il passaggio richiede attenzione, perché TIM ha usato in passato comandi diversi per altri scaglioni di rimodulazione. La dicitura esatta da inviare deve quindi essere verificata nel messaggio ricevuto dal cliente. Usare un testo non corretto potrebbe impedire il buon esito della richiesta o creare confusione sulla scelta effettuata.
La scadenza indicata per questa opzione è il 26 giugno 2026. Dopo tale data, chi non avrà rifiutato la modifica seguirà il percorso previsto dall’operatore per la propria offerta. Il margine di tempo non è ampio, motivo per cui la decisione va presa prima dell’entrata in vigore del rincaro.
Tra giga extra, 5G Ultra e recesso gratuito
Chi accetta l’aumento non resta senza contropartite. TIM prevede alcune compensazioni gratuite, diverse in base alla linea e alle indicazioni presenti nell’avviso ricevuto. Una prima opzione riguarda l’aggiunta di 50 GB mensili extra, attivabile tramite un SMS al 40916 con il testo 50GIGA ON.
L’altra possibilità è l’abilitazione gratuita al 5G Ultra, servizio che dà accesso alla rete di quinta generazione con priorità e prestazioni dichiarate fino a 2 Gbps in download e 300 Mbps in upload. In questo caso, il comando da inviare al 40916 è 5G ON. Anche qui resta valido il principio della verifica preventiva: il messaggio TIM ricevuto dal cliente è il riferimento da controllare.
Resta poi disponibile il diritto di recesso gratuito o il passaggio a un altro operatore. La richiesta può essere presentata senza penali e senza costi di disattivazione entro l’11 agosto 2026. Chi sceglie la chiusura della linea può usare il modulo digitale di cessazione oppure inviare una PEC, tenendo presente che la dismissione comporta la perdita del numero mobile.
Esiste anche la possibilità di disattivare soltanto l’offerta rimodulata e restare con la tariffa base della SIM. Per i clienti con dispositivi a rate o finanziamenti TIMFIN, serve la documentazione dedicata per scegliere se pagare il residuo in un’unica soluzione o proseguire con il piano già previsto.
