WhatsApp Web si avvicina sempre di più alle versioni mobile e prepara una novità che punta sulla personalizzazione delle conversazioni. Nella versione desktop del servizio sono infatti in prova i temi delle chat, una funzione già nota a chi usa l’app su Android e iPhone. L’arrivo di questa opzione non cambia il funzionamento della piattaforma, ma rende l’esperienza più coerente tra i vari dispositivi e offre agli utenti un margine in più per distinguere le conversazioni a colpo d’occhio.
Una novità che avvicina desktop e smartphone
La direzione è chiara: Meta sta lavorando per rendere WhatsApp Web più simile alle applicazioni mobili, portando sul desktop strumenti già presenti da tempo sugli smartphone. I temi servono proprio a questo. Ogni chat potrà avere un aspetto diverso, così da creare una separazione visiva più netta tra conversazioni personali, contatti di lavoro e gruppi. Non è un cambiamento destinato a stravolgere il servizio, ma aggiunge un livello di ordine che, nell’uso quotidiano, può fare la differenza.
La funzione è ancora in fase di test, quindi servirà altro tempo prima di una distribuzione ampia. In questa fase vengono verificati stabilità, resa grafica e comportamento dell’interfaccia, così da correggere eventuali difetti prima del rilascio definitivo. È la procedura classica per novità di questo tipo: prima le prove, poi i riscontri, infine l’estensione graduale alla platea più ampia.
Fino a 49 colori per distinguere ogni conversazione
Le informazioni emerse indicano che per i messaggi saranno disponibili 49 colori diversi. L’idea è semplice e immediata: attribuire una tinta specifica a ogni conversazione, così da riconoscerla più rapidamente. Una chat legata al lavoro potrebbe, per esempio, avere una tonalità fredda come il blu, mentre una personale potrebbe puntare su una scelta più calda, come l’arancio. Il vantaggio è soprattutto visivo, perché basta uno sguardo per orientarsi meglio dentro una finestra che, per molti utenti, resta aperta per ore.
Questa possibilità spinge WhatsApp Web verso un uso più ordinato e meno uniforme. Finora l’esperienza da browser è rimasta piuttosto lineare sotto il profilo estetico, mentre il mobile aveva già introdotto elementi di personalizzazione più marcati. Portare gli stessi strumenti sul desktop significa eliminare una distanza che, col passare del tempo, appariva sempre più evidente.
La novità si inserisce in una fase di rinnovamento più ampia per la piattaforma. Di recente è partita anche la distribuzione degli username, un cambiamento atteso da tempo. Con i nomi utente viene ridotta la necessità di condividere il numero di telefono per avviare una conversazione, con effetti potenzialmente utili sul fronte della privacy e della difesa dai contatti indesiderati. È un passaggio che modifica il modo in cui ci si presenta all’interno dell’app e che, insieme ai temi, rafforza l’idea di un servizio più flessibile.
Il nodo prestazioni resta aperto sul lato desktop
Mentre sul piano grafico arrivano segnali di evoluzione, sul versante tecnico resta aperta una questione ben più concreta. Oggi, per usare WhatsApp su computer, la strada passa di fatto da WhatsApp Web, rimasta l’opzione centrale dopo l’uscita di scena dell’app nativa per Windows. Questa scelta ha lasciato spazio a critiche legate soprattutto al consumo di risorse.
L’interfaccia via browser, infatti, viene considerata meno efficiente rispetto a un’app progettata in modo specifico per il sistema operativo. In alcune condizioni, il consumo di RAM può salire fino a 1 GB in background e arrivare a 3 GB con le chat aperte e attive. Per chi usa il computer per lavoro, con molte schede e più programmi avviati nello stesso momento, è un dettaglio che pesa.
Per questo i nuovi temi possono migliorare l’aspetto del servizio e rendere l’uso più gradevole, ma non cancellano il tema della leggerezza e dell’ottimizzazione sul desktop. Da un lato c’è un’interfaccia che diventa più ordinata e riconoscibile; dall’altro resta l’esigenza di una piattaforma capace di pesare meno sulle risorse del computer. È su questo equilibrio tra estetica e prestazioni che si giocherà una parte della percezione degli utenti nei prossimi mesi.

