Stranger Things 5 continua ad allargare i confini del suo universo e, nel farlo, introduce un concetto destinato a pesare fino all’ultima scena: l’Abisso. Il termine, ripreso dal lessico di Dungeons & Dragons, arriva nel momento in cui la serie decide di mettere in discussione ciò che sembrava ormai acquisito sul Sottosopra.
Non si tratta di un dettaglio o di una semplice etichetta nuova: l’Abisso ridefinisce la natura stessa del “luogo” che per anni ha rappresentato l’incubo parallelo di Hawkins.
Cos’è l’Abisso in Stranger Things 5
Nel settimo episodio della quinta stagione emerge una rivelazione netta: il Sottosopra non è una dimensione alternativa nel senso classico, come se fosse un mondo speculare e autonomo.
La nuova lettura è più inquietante e, in un certo senso, più “scientifica” nel linguaggio della serie: il Sottosopra viene descritto come una sorta di wormhole, un ponte che mette in comunicazione due dimensioni collocate su piani spaziali e temporali diversi. In questa prospettiva, il Sottosopra smette di essere una destinazione e diventa un passaggio.
L’altra estremità di quel passaggio è proprio l’Abisso. È qui che la quinta stagione colloca la vera origine di ciò che, finora, sembrava appartenere al Sottosopra. L’Abisso è quindi una dimensione “madre”, più primaria, da cui tutto proviene e verso cui tutto potrebbe tornare.
Il nome alternativo che circola nello stesso contesto è Dimensione X, un termine già utilizzato nello spettacolo teatrale Stranger Things: The First Shadow. La serie, insomma, sta riallineando i tasselli tra prodotti diversi, scegliendo un vocabolario che possa tenere insieme più livelli del racconto.
Il Sottosopra come ponte tra due mondi
Questo cambio di prospettiva ha un effetto immediato: il Sottosopra perde parte della sua identità di “mondo” e si trasforma in una zona intermedia, instabile e potenzialmente catastrofica. Se la sua funzione è collegare due dimensioni lontane per natura, allora la sua esistenza non è neutra. È un’area di tensione, un corridoio forzato che può collassare o deformarsi, con conseguenze su entrambi i lati.
In termini narrativi, la serie aggiunge un livello di urgenza. Il problema non è più soltanto fermare una minaccia che “vive” nel Sottosopra, ma capire cosa succede quando il collegamento stesso diventa un rischio. In questa logica, l’Abisso non è un semplice sfondo, ma un elemento strutturale: rappresenta la dimensione originaria, mentre il Sottosopra è il punto in cui le regole si mescolano e possono spezzarsi.
L’idea del wormhole, inoltre, mette sul tavolo la variabile temporale. Se i piani non coincidono nel tempo, non si parla soltanto di distanza: si parla di disallineamento, di differenze che possono amplificare l’instabilità e rendere imprevedibili gli effetti di un contatto prolungato.
Perché l’Abisso cambia il senso delle creature
L’aspetto più immediato, e anche quello più “concreto” per chi segue la serie, riguarda le creature. La quinta stagione chiarisce che demogorgoni e simili non sono nativi del Sottosopra. La loro vera casa è l’Abisso, e il Sottosopra diventa il luogo di transito, una tappa intermedia in cui questi esseri passano, si muovono e arrivano nel mondo degli umani. È un ribaltamento che sposta la domanda principale: non è più “cos’è il Sottosopra?”, ma “cos’è l’Abisso e cosa vuole?”.
Questo passaggio rende l’Abisso un’origine e, allo stesso tempo, un obiettivo narrativo. Se tutto proviene da lì, allora la chiave per capire l’ecosistema delle creature — e il modo in cui possono essere fermate — potrebbe non trovarsi nel Sottosopra, ma oltre. Per la serie è un modo efficace di alzare la posta: porta la minaccia su un livello più ampio.
C’è poi un’ultima informazione: il Sottosopra, per sua natura, viene descritto come enormemente instabile. Se quel ponte dovesse degenerare, potrebbe causare la fine di entrambe le dimensioni che collega. È un rischio totale, che spiega perché l’Abisso venga trattato come il concetto più importante introdotto finora nella stagione: non riguarda solo un nuovo “posto”, ma il meccanismo stesso che tiene in piedi il conflitto finale.
