Starfield, dopo Shattered Space arrivano altri aggiornamenti: parla Todd Howard

Starfield

L’idea di uno “Starfield 2.0” non trova riscontro nelle parole di Todd Howard. Il director di Bethesda, mentre resta aperto il tema di un’eventuale uscita del gioco su PS5, ha chiarito che nei prossimi mesi arriveranno novità legate a Starfield, frutto di un lavoro già avviato da tempo e rimasto finora fuori dai riflettori.

Dopo un periodo in cui l’attenzione pubblica dello studio si è spostata su altri fronti, Howard sostiene che la comunicazione sul futuro del GDR sci-fi stia per entrare in una fase più concreta, con aggiornamenti mostrati e spiegati in modo più ordinato.

Bethesda prepara nuovi contenuti e torna a parlarne presto

Rispetto alle aspettative iniziali, l’espansione pubblicata è stata una sola, Shattered Space, nonostante l’idea di un supporto con cadenza annuale. Da qui la domanda che molti giocatori si fanno: quando arriverà il prossimo pacchetto di contenuti? La risposta, nei toni, è quella di un’apertura prudente: secondo Howard, il team ha lavorato su molto materiale per Starfield, ma ha scelto di non parlarne ancora.

Nella sua ricostruzione, la parte finale dell’anno scorso avrebbe rappresentato una fase complicata per lo studio, con momenti in cui la priorità viene data a specifiche IP e franchise. In quel periodo, sempre secondo Howard, Fallout avrebbe occupato una porzione importante dell’autunno e dell’inizio dell’anno seguente, influenzando il modo e i tempi con cui Bethesda ha gestito l’attenzione esterna. Il punto centrale, però, è l’intenzione dichiarata di tornare a mostrare il progetto “nel modo giusto”, con un annuncio che, nelle sue parole, dovrebbe arrivare a breve.

Niente Starfield 2.0, ma update che incidono sul sistema

Il passaggio più netto riguarda la smentita delle voci su Starfield 2.0, inteso come una versione radicalmente rivista del gioco. Howard mette in guardia dal costruire aspettative sbagliate: non si tratterebbe di un rifacimento totale, né di una trasformazione pensata per cambiare l’opinione di chi non ha apprezzato l’esperienza originale.

Ciò non significa assenza di cambiamenti. Howard parla di aggiornamenti e interventi capaci di incidere sul gioco, soprattutto sul suo “meta”, cioè sul modo in cui si affrontano scelte, progressione e dinamiche che emergono nel lungo periodo. Nella sua descrizione, alcune novità sfrutterebbero lo Spazio e altri elementi in forme finora non utilizzate da Bethesda. L’obiettivo dichiarato sembra essere quello di ampliare le possibilità per chi già vive Starfield con entusiasmo, più che ribaltare la struttura per conquistare chi l’ha trovato poco coinvolgente.

Il messaggio, quindi, delimita il perimetro: chi ha amato Starfield dovrebbe trovare motivi di interesse negli aggiornamenti in arrivo; chi invece non è stato conquistato fin dall’inizio, o ha percepito fasi meno brillanti, non dovrebbe aspettarsi uno scarto in grado di cambiare tutto.

Un cenno a The Elder Scrolls 6 e alla “classica” Bethesda

Nel quadro delle dichiarazioni, Howard ha citato anche The Elder Scrolls 6, presentandolo come un ritorno a un’identità Bethesda più tradizionale. Il riferimento resta breve e non entra in dettagli operativi, ma serve a collocare l’attuale fase dello studio dentro una gestione multipla di progetti e franchise, con priorità che possono spostarsi nel tempo.

Nel frattempo, per Starfield il punto è la riapertura della comunicazione: nuovi contenuti esistono, sono in lavorazione e verranno presentati presto, senza etichette fuorvianti come “2.0”. La promessa implicita è una finestra più chiara su ciò che cambierà, su come verrà “mostrato” e su quale pubblico ne beneficerà davvero.

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