Il nuovo test della Starship V3 si è chiuso con esito positivo e ha segnato un passaggio rilevante nel percorso di SpaceX verso missioni sempre più complesse. La nuova versione del veicolo pensato per la Luna e Marte ha completato il volo suborbitale dopo il distacco dal razzo Super Heavy, con una traiettoria definita stabile anche in presenza di un problema tecnico. Uno dei sei motori della navetta Ship non era operativo, ma il veicolo ha proseguito la missione fino all’ammaraggio nell’oceano Indiano.
La prova ha avuto più passaggi osservati con attenzione dal centro di controllo. Durante il volo, Starship ha rilasciato 20 simulatori Starlink, elementi con dimensioni simili a quelle previste per i futuri satelliti Starlink V3. A questi si sono aggiunti due satelliti modificati, dotati di telecamere, usati per riprendere lo scudo termico della capsula durante la fase di rientro.
Starship V3 completa il volo con un motore non operativo
Il dato tecnico più significativo riguarda la tenuta della navetta durante la missione. Dopo la separazione dal booster Super Heavy, Ship ha mantenuto il proprio assetto di volo pur con un motore fuori uso. La continuità della traiettoria ha permesso a SpaceX di raccogliere informazioni utili sulla gestione della navetta in condizioni non perfette, un aspetto centrale per un programma che punta a veicoli riutilizzabili e capaci di affrontare missioni di lunga durata.
La nuova Starship è stata descritta come una versione evoluta del sistema destinato ai programmi lunari e marziani. Il volo suborbitale non era quindi una semplice prova di lancio, ma una verifica più ampia su separazione, rilascio dei carichi simulati, comportamento in volo e rientro controllato. Il successo del test assume peso proprio perché la missione è arrivata al termine nonostante un’anomalia tecnica.
I simulatori Starlink e le riprese dello scudo termico
Lungo la traiettoria, la navetta ha effettuato il rilascio dei simulatori Starlink in tempi molto rapidi. Si tratta di elementi creati per riprodurre forma e dimensioni dei satelliti di nuova generazione, senza essere satelliti operativi. Questa fase ha permesso di valutare la capacità del veicolo di gestire un carico numeroso durante il volo.
Particolare attenzione è stata rivolta ai due satelliti modificati con telecamere. SpaceX li ha usati per ottenere immagini della navetta e del suo scudo termico. Le riprese hanno avuto un valore tecnico, perché il rientro atmosferico resta uno dei momenti più esigenti per un veicolo spaziale di grandi dimensioni. Le immagini della Ship in volo sono arrivate al centro di controllo e hanno accompagnato una delle fasi più seguite del test.
La conclusione della missione era stata preparata con una sequenza precisa. Al momento dell’ammaraggio, Starship ha cambiato assetto, è caduta in acqua e poi si è inclinata. L’esplosione successiva era prevista nel profilo della prova e non ha modificato il giudizio positivo sul test.
La Nasa guarda a Starship per il programma Artemis
Il successo del volo è stato seguito anche dalla Nasa, interessata al ruolo di Starship nel programma Artemis. Al centro di controllo era presente Jared Isaacman, amministratore capo dell’agenzia spaziale statunitense, che ha espresso soddisfazione per i progressi della navetta. Il riferimento principale resta Artemis III, missione per la quale Starship ha un ruolo legato al ritorno di astronauti sulla Luna.
Isaacman ha indicato il traguardo come un segnale incoraggiante per il futuro del programma. Ha spiegato che vedere Starship procedere verso l’obiettivo di portare persone sulla Luna rappresenta un motivo di entusiasmo per la Nasa e per SpaceX. Ha poi richiamato il lavoro necessario per arrivare a un risultato di questo tipo, con un riferimento al prossimo appuntamento in orbita terrestre.
Per SpaceX, il test della Starship V3 consolida una fase di sviluppo nella quale ogni volo serve a validare parti diverse del sistema. La separazione dal booster, la gestione della traiettoria, il rilascio dei carichi simulati e la raccolta di dati sul rientro compongono un quadro utile per i prossimi passi. La nuova prova, completata con successo, rafforza il percorso verso missioni più ambiziose.

