Samsung sembra pronta a spingere più in là la gestione termica dei suoi smartphone Galaxy. Dopo anni di soluzioni passive, tra camere di vapore, rame e grafite, il gruppo sudcoreano starebbe lavorando a un sistema di raffreddamento attivo a liquido pensato per i futuri top di gamma. L’obiettivo è chiaro: ridurre il surriscaldamento quando il processore viene messo sotto pressione da gaming, video, funzioni AI e attività prolungate.
Il tema riguarda da vicino i dispositivi premium. I chip diventano più potenti, gli smartphone restano sottili e lo spazio interno non aumenta. In mezzo c’è il problema del thermal throttling, cioè il taglio automatico delle prestazioni quando la temperatura sale troppo. Per prodotti che superano spesso i 1.000 euro, la perdita di potenza nei momenti più intensi resta un limite difficile da ignorare.
Samsung studia un sistema senza ventole per i Galaxy
La nuova strada passa dal lavoro del Production Technology Research Institute di Samsung, dove sarebbe nata una divisione interna dedicata alle soluzioni di raffreddamento attivo. Durante un seminario tecnico, il ricercatore Park Min avrebbe confermato l’interesse dell’azienda per un sistema basato sul liquido, senza ricorrere alle ventole.
La scelta non è secondaria. Una ventola porta rumore, consuma spazio e crea problemi evidenti su dispositivi che devono restare sottili, eleganti e resistenti all’acqua. Samsung starebbe quindi valutando un circuito chiuso e sigillato, nel quale un fluido refrigerante assorbe il calore del processore e lo trasferisce verso zone più fredde della scocca.
La differenza rispetto alle attuali camere di vapore è rilevante. Nei sistemi passivi il liquido evapora e condensa senza una vera circolazione forzata. Nel nuovo schema, invece, si parla di una soluzione attiva, più complessa da progettare ma potenzialmente più efficace. Il punto da risolvere sarà l’integrazione in uno smartphone tradizionale, senza sacrificare design, autonomia e certificazioni IP.
Galaxy S27 può diventare il primo banco di prova
Il candidato più citato per il debutto di questa tecnologia è Samsung Galaxy S27. La serie, attesa nel 2026, potrebbe segnare un cambio netto rispetto alle generazioni precedenti, soprattutto per la gestione dei carichi più pesanti.
Galaxy S27 e Galaxy S27+ dovrebbero puntare sul nuovo Exynos 2700, realizzato con processo produttivo Samsung Foundry a 2 nanometri di seconda generazione. Si parla di una CPU a 10 core e di una GPU Xclipse 970 basata su architettura AMD RDNA 5. Un chip di questo tipo, se confermato, avrebbe bisogno di un sistema termico più evoluto per mantenere alte le prestazioni nel tempo.
Il nuovo layout Side-by-Side, con il blocco di dissipazione affiancato a processore e RAM, andrebbe proprio in questa direzione. L’idea è intervenire alla radice, vicino alle componenti che producono più calore, invece di limitarsi a distribuirlo in modo passivo nella scocca.
La spinta arriva anche dall’intelligenza artificiale on-device. Generazione di immagini, elaborazione video in tempo reale e modelli locali richiedono potenza continua, non solo picchi brevi. Le soluzioni passive usate finora rischiano quindi di mostrare i propri limiti con maggiore frequenza.
Anche i pieghevoli entrano nella nuova fase termica
Il discorso riguarda pure i pieghevoli. Il prossimo Galaxy Z Fold 8 Ultra viene indicato come uno dei modelli più interessanti della nuova gamma, anche per la possibile adozione di un raffreddamento a liquido con camera di vapore. In questo caso non si tratterebbe ancora del sistema attivo con circolazione forzata, ma di un passo ulteriore rispetto alle soluzioni più semplici.
La sfida sui foldable è persino più complessa. Le dimensioni interne, la cerniera, lo spessore ridotto e la batteria più grande impongono vincoli severi. Secondo le indiscrezioni, il Galaxy Z Fold 8 Ultra dovrebbe avere un display interno Dynamic AMOLED 2X da 8 pollici, uno schermo esterno da 6,5 pollici, Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, fotocamera principale da 200 megapixel e batteria da 5.000 mAh.
Samsung guarda anche agli smartphone gaming, dove marchi come RedMagic hanno già sperimentato sistemi ibridi con liquido, mini pompe e ventole ad altissima velocità. La differenza è che i Galaxy devono mantenere un profilo più sobrio e premium, senza scocche trasparenti o elementi vistosi.
Il passaggio al liquido, quindi, non sarebbe solo una novità tecnica. Rappresenterebbe una risposta diretta alla crescita della potenza mobile. I futuri Galaxy potrebbero puntare a prestazioni più stabili, meno calore percepito e una gestione più solida delle funzioni AI. La vera prova sarà capire se Samsung riuscirà a portare questa tecnologia dentro uno smartphone sottile, resistente e adatto all’uso quotidiano.
