ROG Xbox Ally X: recensione della console portatile

console ROG Xbox Ally X
ROG Xbox Ally X
8 PORTATILE CON CARATTERE
ROG XBOX ALLY X
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Definirla “Xbox portatile” sarebbe comodo, ma non renderebbe giustizia a ciò che Asus e Microsoft hanno costruito. La nuova ROG Xbox Ally X adotta Windows 11, mostra un’interfaccia a schermo intero che richiama quella della console di casa Redmond e ospita senza fatica i titoli PC acquistati su GOG, Steam o Epic Games.

Il risultato è un dispositivo ibrido: l’immediatezza da salotto si somma alla libertà tipica del computer, con una regia software che prova a semplificare ogni passaggio. Non è un travestimento di Windows, quanto piuttosto una modalità dedicata al gaming portatile, studiata per spremere l’hardware e togliere di mezzo ciò che non serve durante una sessione di gioco.

Console nell’anima, PC nei fatti

Il cuore dell’esperienza è la Xbox Full Screen Experience. All’avvio, l’utente viene accompagnato da una procedura guidata ridisegnata per lo schermo da 7 pollici e gestibile attraverso levette e tasti, senza bisogno di toccare trackpad o mouse.

Una volta completata la configurazione, la modalità a tutto schermo riduce i servizi di sistema al minimo indispensabile, concentra le risorse sull’app Xbox e consente l’esecuzione di un solo gioco alla volta, evitando processi in background che rubano cicli preziosi alla GPU.

Se ci si avventura nel desktop tradizionale, al ritorno viene richiesto il riavvio per garantire le prestazioni ottimali. Dopo l’installazione iniziale, chi sceglie di vivere in “modalità Xbox” non ha quasi più ragione di aprire il classico Windows: rete, impostazioni principali e gestione hardware sono integrate fra app Xbox e plugin Armoury Crate, con cui Asus controlla consumi, tasti, trigger e illuminazione.

Prezzi e contesto: dove si posiziona

La gamma è composta da due modelli: Ally a 599 euro e Ally X a 899 euro, che è la versione presa in esame. Le cifre non sono da entry level, e la concorrenza fissa paletti precisi.

Steam Deck resta un riferimento per rapporto qualità-prezzo, pur appartenendo a una generazione differente, mentre Lenovo con Legion Go 2 si colloca decisamente più in alto, chiedendo 1.299 euro in cambio di 32 GB di RAM e di un pannello OLED da 8,8 pollici.

Sul listino della proposta Asus pesa la licenza Microsoft e non si può escludere che la speciale declinazione “Xbox” di Windows 11 abbia un costo dedicato.

ASUS ROG Xbox Ally X RC73XA, Console Gaming, AMD Ryzen Z2 Extreme, RAM 24GB, 1TB SSD PCIE, Display touchscreen da 7" a 120Hz, Impulse Trigger, Windows 11 Home, Nero
ASUS ROG Xbox Ally X RC73XA, Console Gaming, AMD Ryzen Z2 Extreme, RAM 24GB, 1TB SSD PCIE, Display touchscreen da 7" a 120Hz, Impulse Trigger, Windows 11...
4.0
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Chassis ripensato e impugnature “da controller”

ROG Xbox Ally X

Asus ha progettato un telaio nuovo, con maniglie scolpite che ricordano immediatamente la presa dei pad Xbox. Il peso è pari a 715 grammi.

Al netto della massa, la sensazione è di un salto deciso rispetto al modello precedente, e più comoda di altre portatili citate come Legion Go di prima generazione e Switch 2. Chi soffre l’ampiezza tipica delle console portatili trova qui una geometria più “umana”, con un feeling rapido anche nei titoli dove serve precisione.

Comandi e feedback: tutto il necessario, con qualche licenza di stile

La disposizione dei tasti replica quella dei gamepad contemporanei. Rimane il pulsante con il logo Xbox, ma non nel consueto formato tondo e cromato. I tasti ABXY mostrano il carattere ROG nella scelta del font, rinunciando ai classici colori del pad Microsoft; la versione base, di colore bianco, mantiene invece i pulsanti colorati.

Gli stick analogici sono precisi e rifiniti con l’anello luminoso alla base, richiamato da una striscia LED posteriore. I trigger posteriori adottano sensori Hall al posto dei tradizionali potenziometri, soluzione che riduce l’usura e mantiene la corsa omogenea. Presente il feedback aptico su alcuni giochi, insieme a due tasti macro configurabili tramite Armoury Crate.

Niente OLED, ma l’IPS convince

Il display è un 7 pollici Full HD da 1.920 x 1.080 pixel con refresh a 120 Hz e supporto al variable refresh rate tramite AMD FreeSync. Non è un pannello OLED: la scelta di un IPS nasce da considerazioni su costo ed efficienza.

La luminosità dichiarata è di 500 nit; in misurazione il valore si assesta poco sotto (circa 470 nit), sufficiente per un utilizzo all’aperto, con l’ovvia limitazione sotto sole diretto. Protezione Gorilla Glass Victus e rivestimento DXC aiutano a ridurre i riflessi e aumentano la resistenza ai graffi superficiali.

Sul fronte connessioni, la scocca ospita in alto una USB 4 Type-C con DisplayPort 2.1, Thunderbolt e Power Delivery 3.0, una seconda USB-C 3.2 Gen 2 con DisplayPort 2.1 e il jack audio da 3,5 mm; la disposizione superiore libera le mani dai cavi mentre si gioca. In wireless sono presenti Wi-Fi 6E e Bluetooth 5.2.

La GPU esterna trova posto tramite la porta Thunderbolt. La batteria è un pack da 80 Wh a 4 celle, con alimentatore in dotazione da 65 W. Manca una custodia rigida nella confezione.

Ryzen AI Z2 Extreme al centro della scena

All’interno lavora l’APU AMD Ryzen AI Z2 Extreme, con CPU basata su architettura Zen 5 a 8 core e 16 thread: frequenza di base a 2,0 GHz, boost fino a 5,0 GHz sui core ad alte prestazioni. La cache complessiva arriva a 24 MB, con livelli L2 e L3 ripartiti rispettivamente in 8 e 16 MB.

La componente grafica è una Radeon 890M su architettura RDNA 3.5 con 16 unità di calcolo. Nella variante “AI” trova posto anche la NPU AMD XDNA, accreditata di 50 TOPS in inferenza.

Sulla carta potrebbe sembrare un lusso per un handheld, in realtà apre a funzioni dichiarate in arrivo all’inizio del prossimo anno: Automatic Super Resolution (Auto SR) per l’upscaling via intelligenza artificiale e Highlight Reels, che analizza il gameplay e genera clip pronte da condividere.

Memoria e archiviazione: velocità dove serve

console ROG Xbox Ally X laterale

La dotazione prevede 24 GB di LPDDR5X-8000 in dual channel saldati a bordo. La scelta è importante su un’APU che impiega un pool di memoria condiviso tra CPU e GPU. Di default la VRAM è impostata a 8 GB, regolabile tramite Armoury Crate SE; alcuni giochi sono in grado di variare l’allocazione in autonomia. Nelle prove è stata mantenuta la configurazione base.

Con un utilizzo che resta interamente dentro l’ecosistema Xbox, senza applicazioni in background, è plausibile spingersi a 16 GB dedicati alla grafica lasciandone 8 al sistema. Lo storage è affidato a un SSD NVMe PCIe 4.0 da 1 TB in formato M.2 2280, facilmente sostituibile togliendo poche viti. L’espansione tramite microSD UHS-II è compatibile con schede SD, SDXC e SDHC.

Modalità energetiche e prestazioni

Il processore adotta un range operativo che va da 7 a 35 W, a cui si sommano i consumi degli altri componenti. Sotto alimentazione, la modalità Turbo mantiene 35 W con picchi brevi fino a 55 W. A batteria sono disponibili tre profili: 25 W, 17 W e 13 W (quest’ultimo denominato “Silenzioso”). Il salto generazionale rispetto alla scorsa Ally si vede.

Con il profilo più quieto, Ally X raggiunge framerate comparabili con la precedente modalità “Performance”, mentre a 17 W si ottiene un equilibrio molto favorevole: resa visiva pulita, frame rate stabile e autonomia che supera le due ore.

Il profilo da 25 W alza l’asticella delle prestazioni, pur restando su tempi di gioco che possono avvicinarsi alle tre ore con luminosità intorno ai 200 nit.

Librerie e store: tutto in un’unica vista

L’interfaccia unifica i giochi provenienti da Microsoft Store e Game Pass con quelli installati tramite store terzi come Steam, Epic, GOG o Battle.net. I titoli compaiono dentro la libreria Xbox e beneficiano della riduzione dei processi in background della full screen experience.

Il sistema segnala i giochi “pronti” per l’uso portatile, con input predefiniti, testo leggibile e prestazioni già verificate. Nello store compaiono etichette che indicano i titoli tarati su una media di 60 FPS e quelli pensati per una media di 30 FPS. La sensazione di immediatezza aumenta grazie al download degli shader precompilati per alcuni giochi, dettaglio che accorcia il primo avvio e riduce i picchi di consumo nella fase iniziale.

Con i titoli Microsoft la stabilità è elevata; con alcuni launcher di terze parti possono verificarsi, ad esempio, doppie istanze di un gioco e cali di frame rate quando si collega un controller passando dal desktop.

Quando Windows resta dietro le quinte, la magia si vede

console ROG Xbox Ally X retro

La modalità a tutto schermo mostra la sua vera natura: non è estetica, ma sostanza. L’ottimizzazione dei processi, la gestione di un solo titolo per volta, la richiesta di chiudere ciò che non serve e, quando necessario, il riavvio per ripulire l’ambiente, trasformano l’esperienza.

Se si avvia Ally X e si resta sempre dentro l’interfaccia Xbox, scegliendo giochi gestiti dal Microsoft Store, le prestazioni brillano. Nel momento in cui si “tocca” il desktop, l’oscillazione del frame rate tra il 10% e il 25% diventa possibile, percentuali che pesano quando si gioca sul filo dei 30 FPS in modalità a basso consumo. Restando nel recinto Xbox, invece, standby e ripresa sono istantanei, i caricamenti rapidi e la navigazione scorrevole.

Console, PC o tutte e due? La filosofia di Microsoft

La strategia adottata è chiara: trattare il gaming su portatile come un ecosistema di console, chiedendo agli sviluppatori profili automatici capaci di garantire 30 FPS medi in risparmio e 60 FPS nelle modalità più spinte.

Se Microsoft avesse portato direttamente il sistema operativo Xbox su Ally, come fa Valve con SteamOS, i giochi dei vari store PC si sarebbero ritrovati confinati nel dual boot. La scelta attuale prova a coniugare comodità console e vastità della libreria PC, con risultati già concreti e margini di miglioramento sulla compatibilità con i launcher di terze parti.

Il lavoro congiunto di Asus e Microsoft mostra molti aspetti riusciti. L’ergonomia è di alto livello, i comandi sono completi e precisi, lo schermo IPS a 120 Hz fa la sua parte e l’hardware AMD, a 17 W, regala una qualità visiva sorprendente su un pannello da 7 pollici.

Pensando alla mobilità, difetti che emergono su monitor grandi qui tendono a passare in secondo piano; la fluidità percepita beneficia del formato. Lato software, la modalità Xbox a schermo intero alleggerisce Windows e rende l’esperienza più coerente con l’idea di console portatile.

Mancano in confezione protezioni adeguate per il trasporto e con gli store terzi la stabilità non è ancora costante. Nulla, comunque, che non si possa rifinire.

ASUS ROG Xbox Ally X RC73XA, Console Gaming, AMD Ryzen Z2 Extreme, RAM 24GB, 1TB SSD PCIE, Display touchscreen da 7" a 120Hz, Impulse Trigger, Windows 11 Home, Nero
ASUS ROG Xbox Ally X RC73XA, Console Gaming, AMD Ryzen Z2 Extreme, RAM 24GB, 1TB SSD PCIE, Display touchscreen da 7" a 120Hz, Impulse Trigger, Windows 11...
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Il quadro che emerge

Asus ha realizzato un dispositivo completo, con componenti ben scelti e una cura evidente nei dettagli che contano durante ore di gioco lontano dalla TV. Microsoft, dal canto suo, ha alleggerito Windows 11 in modo intelligente, avvicinando l’esperienza a quella di una console senza sacrificare la libreria PC.

In passato, i portatili con Windows pagavano pegno rispetto a Steam Deck per via di un sistema operativo pesante; oggi la sensazione, pad alla mano, è che la partita sia aperta. Per chi cerca frame rate estremi, ray tracing spinto, 4K e HDR, rimane fondamentale il PC da scrivania.

Per chi desidera giocare in mobilità con una qualità più che dignitosa, tra due e tre ore abbondanti di autonomia a seconda del titolo e del profilo energetico, Ally X si presenta come una compagna affidabile.

Un pannello OLED sarebbe il tocco goloso. Anche senza questo elemento, l’insieme funziona davvero bene: l’APU AMD fa la sua parte con consumi contenuti, la modalità Xbox dà ordine a tutto e l’ergonomia invoglia a un’altra partita.

ROG Xbox Ally X
ROG XBOX ALLY X
PORTATILE CON CARATTERE 8
Prestazioni 8
Ergonomia 9
Schermo 8
Software 7
Autonomia 8
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