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Pubblicità su ChatGPT, nuova fase negli Stati Uniti: in arrivo annunci con le immagini

OpenAI ChatGPT
Foto rokastenys © 123RF.com

La pubblicità all’interno di ChatGPT sta per assumere una forma molto più riconoscibile. Negli Stati Uniti, OpenAI si prepara infatti a introdurre inserzioni grafiche accompagnate da immagini, andando oltre le precedenti sperimentazioni legate alla monetizzazione del servizio. La novità dovrebbe debuttare entro ottobre 2026 e coinvolgerà inizialmente un numero selezionato di aziende. Per il momento il progetto riguarda il mercato statunitense, mentre non sono state comunicate tempistiche per un eventuale arrivo in Europa.

La pubblicità su ChatGPT diventa più visibile

La nuova formula prevede la comparsa di contenuti promozionali grafici durante alcune attività svolte sulla piattaforma. In particolare, gli annunci potranno essere mostrati mentre una persona utilizza ChatGPT per creare immagini. Le inserzioni saranno riconoscibili attraverso un’apposita indicazione e resteranno distinte dal contenuto prodotto dall’intelligenza artificiale.

Per OpenAI si tratta di un ulteriore passaggio nello sviluppo di un modello commerciale basato anche sulla pubblicità. La società può contare su una platea molto ampia: secondo i numeri riportati dalla fonte, ChatGPT avrebbe raggiunto circa 1,2 miliardi di utilizzatori ogni settimana. Una dimensione che rende la piattaforma particolarmente interessante anche per i marchi interessati a raggiungere nuovi potenziali clienti.

Un elemento centrale riguarda il rapporto tra inserzioni e risposte dell’assistente. OpenAI afferma che i messaggi sponsorizzati restano separati dai risultati forniti da ChatGPT e non determinano il contenuto delle risposte. L’azienda sostiene inoltre che le conversazioni degli utenti rimangono private.

Gli annunci possono sfruttare il contesto della conversazione

La caratteristica che distingue questo sistema dalla pubblicità presente su molte pagine web riguarda soprattutto il contesto. Una conversazione con un assistente AI contiene infatti indicazioni sull’argomento che interessa in quel momento alla persona. Ciò può permettere di proporre un messaggio commerciale maggiormente collegato all’attività svolta, pur mantenendo la separazione dichiarata tra pubblicità e risposta generata.

OpenAI dovrà quindi trovare un equilibrio tra la pertinenza delle campagne e la tutela delle informazioni personali. Un’altra questione riguarda la brand safety, cioè la possibilità di stabilire quando una determinata conversazione rappresenti un ambiente adeguato per mostrare un annuncio. Secondo quanto riportato, l’azienda intende effettuare queste valutazioni senza utilizzare il contenuto delle chat private per tale finalità.

Parallelamente, la società sta lavorando con diversi operatori specializzati nella misurazione delle campagne digitali. Tra i nomi indicati figurano AppsFlyer, Adjust, Kochava e Triple Whale. L’obiettivo è consentire agli inserzionisti di analizzare i risultati utilizzando strumenti già diffusi nel settore del marketing online.

I primi risultati delle campagne sperimentali

Dalle sperimentazioni emergono anche alcuni numeri. In base ai dati attribuiti a Triple Whale, il 93% delle persone arrivate al sito di Portland Leather attraverso ChatGPT risultava composto da nuovi clienti. Per WeightWatchers, invece, il costo necessario per acquisire un cliente sarebbe risultato inferiore del 15,3% rispetto alla media registrata attraverso le campagne pubblicitarie sui motori di ricerca. Si tratta comunque di risultati iniziali comunicati nell’ambito delle attività promosse da OpenAI e che dovranno essere valutati su una scala più ampia.

L’introduzione delle inserzioni grafiche mostra quindi come ChatGPT stia diventando anche un nuovo spazio per il marketing digitale. Il primo banco di prova sarà rappresentato dagli USA, dove il formato dovrebbe iniziare a comparire nel corso di ottobre. L’eventuale estensione verso altri mercati dipenderà dalle successive decisioni di OpenAI e dai risultati ottenuti durante questa prima fase.

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