Paramount Skydance chiude la partita per il controllo di WBD, dopo che il consiglio di amministrazione ha giudicato l’ultima proposta migliore dell’intesa che, fino a poco fa, legava il gruppo a Netflix. Al centro dell’accordo c’è una valorizzazione di 31 dollari per singola azione, cifra che porta la stima complessiva a circa 111 miliardi di dollari. Prima della decisione definitiva, a Netflix è stato concesso un margine di quattro giorni lavorativi per valutare un’eventuale controfferta, ma la piattaforma ha scelto di non alzare la posta.
Ted Sarandos e Greg Peters, al vertice di Netflix, hanno spiegato agli investitori che, ai livelli necessari per pareggiare la proposta rivale, l’operazione avrebbe perso attrattiva sul piano economico. Da quel momento il percorso si è indirizzato verso la soluzione che assegna a Paramount Skydance l’intero perimetro del gruppo e apre una nuova fase per uno dei portafogli media più estesi degli Stati Uniti.
Quando l’offerta “superiore” cambia tutto
A dicembre Netflix aveva comunicato un accordo per acquistare attività legate allo streaming e gli studi cinematografici del gruppo, per un valore di circa 82,7 miliardi di dollari, intesa che in prima battuta aveva raccolto il via libera del board.
Nel frattempo Paramount Skydance aveva presentato una proposta ostile da 108 miliardi di dollari per rilevare l’intera società, con un perimetro che copriva anche le reti televisive lineari. Dopo un primo stop, la proposta è stata riscritta più volte e, alla fine, l’innalzamento a 31 dollari per azione ha spinto il consiglio a rivedere l’orientamento iniziale e a qualificare la nuova offerta come “superiore”, secondo le regole previste dall’accordo con Netflix.
In questo percorso ha avuto un peso anche David Ellison, che ha garantito personalmente una parte dell’equity necessario, elemento che ha rafforzato la sostenibilità finanziaria dell’operazione. La scelta finale, quindi, arriva dopo settimane di rilanci e aggiustamenti, con Netflix che preferisce non inseguire un prezzo ritenuto eccessivo rispetto ai ritorni attesi.
Debito, penale e banche: i numeri che contano
Il passaggio di consegne porta con sé una clausola rilevante: WBD deve riconoscere a Netflix una termination fee, cioè una penale per la rescissione anticipata, pari a 2,8 miliardi di dollari. La somma, secondo quanto riportato, viene coperta dalla nuova proposta di Paramount Skydance, che consente di chiudere il precedente accordo senza lasciare scoperti i costi contrattuali.
Sul tavolo resta poi la leva finanziaria: l’operazione prevede l’assunzione di circa 33 miliardi di dollari di debito legato a WBD. Il finanziamento complessivo comprende un impegno da 57,5 miliardi di dollari in debito, con il coinvolgimento di soggetti come Bank of America Merrill Lynch, Citigroup e Apollo Global Management.
A supporto dell’equity figura anche Larry Ellison, presidente esecutivo di Oracle e padre di David Ellison, che ha garantito risorse aggiuntive per arrivare al traguardo dell’acquisizione. Un dettaglio che fa discutere è il confronto tra le dimensioni dell’accordo e la capitalizzazione di Paramount, indicata intorno ai 12 miliardi di dollari.
Cosa finisce sotto la stessa regia
Con il closing, Paramount Skydance ottiene il controllo dell’intero perimetro di WBD: studi per cinema e tv, HBO, il servizio streaming, la divisione gaming e reti lineari come CNN, TBS, TNT, Discovery e HGTV. La nuova configurazione riunisce sotto una sola holding una quota ampia dell’audiovisivo e dell’informazione televisiva statunitense.
Ellison, che lo scorso anno ha rilevato Paramount attraverso la fusione tra Skydance Media e Paramount Global, ha già indicato la possibilità di razionalizzazioni e tagli ai posti di lavoro. La concentrazione di asset informativi, con CBS già in portafoglio, ha aperto negli Stati Uniti un confronto su pluralismo e governance editoriale.
Netflix, dal canto suo, ha ribadito che l’operazione rappresentava una chance strategica ma non un traguardo irrinunciabile, e ha richiamato la solidità del business organico. Nel piano indicato alla comunità finanziaria, la società prevede circa 20 miliardi di dollari di investimenti nel 2026 tra film e serie, oltre alla ripresa del programma di buyback, in linea con la politica di allocazione del capitale.
Dopo l’annuncio del ritiro, il titolo Netflix è salito fino al 10% nelle contrattazioni after-hours a New York, mentre le azioni Paramount hanno segnato un progresso vicino al 4,5%. La chiusura dell’operazione, salvo interventi politici o regolatori, segna un passaggio rilevante nel consolidamento dell’industria dei media su scala globale.

