Pannelli fotovoltaici nei centri storici, via il vincolo paesaggistico: cosa cambia

pannelli fotovoltaici

Negli ultimi mesi il quadro normativo sulle energie rinnovabili ha compiuto un passo importante verso la semplificazione. Il governo ha deciso di rendere più semplice l’installazione dei pannelli fotovoltaici nei centri storici, eliminando il vincolo paesaggistico che finora imponeva un percorso autorizzativo distinto rispetto al resto del tessuto urbano.

La modifica, inserita nel Testo unico sulle rinnovabili approvato lo scorso anno, ha ottenuto il via libera delle commissioni parlamentari e attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per diventare operativa.

Fotovoltaico nei centri storici: l’edilizia libera diventa la regola

Con le nuove disposizioni, il montaggio dei pannelli solari sugli edifici situati nelle aree storiche delle città rientrerà nella categoria dell’edilizia libera. Questo significa che, in presenza di determinati requisiti, non sarà più necessario chiedere l’autorizzazione al Comune.

La condizione fondamentale riguarda il modo in cui l’impianto viene integrato nell’edificio. I moduli fotovoltaici dovranno essere inseriti nella copertura in modo discreto, cioè non visibili dagli spazi pubblici oppure percepibili solo in maniera marginale. In pratica, il tetto dovrà mantenere la propria linea senza elementi che sporgano o alterino visibilmente il profilo dell’edificio.

L’edilizia libera diventa così il riferimento standard per gli impianti fotovoltaici fino a 12 MW di potenza, anche nei contesti più delicati dal punto di vista storico e architettonico. In passato, invece, era necessario ottenere un’apposita autorizzazione paesaggistica persino per pannelli montati su edifici circondati da costruzioni più alte, per impianti dotati di texture “mimetiche” o per soluzioni che non superavano la linea del tetto.

Con la nuova disciplina, queste installazioni potranno essere realizzate senza passare attraverso quel passaggio aggiuntivo.

Via l’eternit, sì ai pannelli: percorsi più rapidi per gli interventi

Il pacchetto di modifiche interviene anche su un altro fronte delicato: la sostituzione delle vecchie coperture in eternit con tetti dotati di pannelli solari. In questi casi, la procedura viene alleggerita in modo deciso.

La rimozione dell’eternit, materiale riconosciuto come pericoloso per la salute, viene considerata un intervento di pubblica utilità, perché aumenta la sicurezza e migliora le condizioni ambientali dell’area. Proprio per questa ragione, per chi decide di eliminare le lastre in cemento-amianto e sostituirle con una copertura fotovoltaica non sarà più richiesta l’autorizzazione paesaggistica.

Un cambio di rotta che punta a favorire bonifiche e ammodernamenti, rendendo più conveniente intervenire su tetti obsoleti, poco sicuri o inquinanti. In questo modo, la scelta di installare pannelli solari diventa anche l’occasione per riqualificare edifici esistenti, con vantaggi sia per i proprietari sia per il contesto urbano in cui si trovano.

Revamping, repowering e accumulo: meno burocrazia per gli impianti esistenti

Le novità riguardano pure gli impianti già in esercizio. Per gli interventi di rifacimento e potenziamento degli impianti esistenti, indicati spesso come “revamping” e “repowering”, viene previsto un iter più rapido. Lo stesso vale per l’installazione di sistemi di accumulo, sempre più importanti per sfruttare al meglio l’energia prodotta dai pannelli.

L’obiettivo è chiaro: rendere più agevole l’aggiornamento tecnologico delle strutture già operative, evitando di dover ripartire ogni volta da zero sul piano autorizzativo. La necessità di nuove autorizzazioni viene così limitata ai casi in cui si interviene in modo realmente sostanziale, modificando in maniera significativa le caratteristiche dell’impianto.

All’interno di questo quadro si inserisce anche la creazione di un punto unico di riferimento per tutte le pratiche legate ai pannelli fotovoltaici a livello comunale. Attraverso questo sportello centralizzato, le richieste verranno convogliate in un solo canale, con l’intento di semplificare il rapporto tra cittadini, imprese e amministrazioni e di rendere più lineare l’intero percorso burocratico.

Nel complesso, le modifiche al Testo unico sulle rinnovabili mirano a rendere più rapida e meno complessa la diffusione del fotovoltaico, anche in contesti storici finora considerati più delicati, conciliando la tutela dei centri storici con l’esigenza di accelerare la transizione verso fonti energetiche rinnovabili.

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