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Nana bianca da collisione stellare: indizi di fusione a 130 anni luce

nana bianca

Una nana bianca anomala spicca a circa 130 anni-luce dalla Terra: più massiccia del consueto, potrebbe essere ciò che resta della fusione di due stelle.

Il caso, noto come WD 0525+526, è stato analizzato dal gruppo dell’ateneo di Warwick con osservazioni nell’ultravioletto del telescopio spaziale Hubble; i risultati sono apparsi su Nature Astronomy.

Una nana bianca fuori scala

Le nane bianche sono i residui compatti di stelle più grandi che, a fine vita, perdono gran parte della massa. In genere possiedono circa mezza massa solare e dimensioni paragonabili alla Terra.

Nel caso di WD 0525+526, lo scenario cambia: la stella raggiunge circa il 120% della massa del Sole, un valore che la colloca tra le ultra-massicce. Nel visibile sembrava un esemplare ordinario con numeri straordinari; il quadro è mutato quando il team ha puntato Hubble sulle sue emissioni nell’UV.

Carbonio nell’UV: indizio di collisione

Le misure in ultravioletto hanno rivelato tracce di carbonio nell’atmosfera stellare. Secondo i ricercatori, questa firma chimica è un indizio solido che l’oggetto derivi dalla coalescenza di due nane bianche o, più in generale, da un evento di fusione stellare.

Il segnale chimico, unito alla massa eccezionale, aiuta a spiegare perché WD 0525+526 si discosti dai parametri tipici: in rari casi, due stelle esauste possono collidere e dar vita a un resto unico più grande del previsto. Il lavoro, pubblicato su Nature Astronomy, fornisce così un tassello utile per comprendere come possano formarsi alcune nane bianche estreme.

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