Un’avventura di Natale popolata da streghe, incantesimi e personaggi fantastici è diventata un esperimento sul modo di realizzare cinema con l’intelligenza artificiale. Si intitola Merry the Christmas Witch ed è un lungometraggio di circa due ore che lo studio indipendente TW3 Entertainment dichiara già completato.
Il progetto mescola strumenti generativi e attività cinematografiche tradizionali. A richiamare l’attenzione sono soprattutto le cifre indicate dal regista: la produzione sarebbe costata 1,5 milioni di dollari, mentre una versione girata con metodi convenzionali avrebbe richiesto, secondo la sua valutazione, circa 80 milioni. Il confronto, però, riguarda un costo sostenuto e una stima ipotetica, non due budget effettivamente messi alla prova.
La storia di Merry, tra Halloween e Natale
La sceneggiatura riprende un libro per bambini di Bobbi Hess. La protagonista è una giovane strega venuta al mondo il giorno di Natale, circostanza insolita in una comunità che, per tradizione, colloca le nascite nella settimana di Halloween. La sua diversità la pone in contrasto con il regno delle streghe.
Merry indossa abiti rossi e utilizza una gigantesca caramella a forma di bastone per spostarsi, al posto della classica scopa. Quando un gruppo di streghe ostili rapisce Babbo Natale e minaccia la festa, la ragazza deve affrontare il mondo dal quale era stata allontanata. La vicenda conserva così la struttura di una fiaba familiare, con una protagonista chiamata a scegliere da che parte stare.
L’adattamento è stato scritto e diretto, insieme ad altri collaboratori, da Tom Walsh, fondatore di TW3 Entertainment. La società ha lavorato al film con Phatty Acid, realtà specializzata nell’impiego di tecnologie generative.
Come sono state utilizzate le tecnologie generative
Secondo la descrizione fornita dallo studio, le immagini finali non derivano semplicemente da istruzioni testuali inserite in un programma. Il processo ha previsto interpretazioni di attori, tavole preparatorie disegnate da artisti, una colonna sonora composta e orchestrata, montaggio e lavorazione del suono.
Le prestazioni degli interpreti hanno costituito un riferimento per movimenti ed espressioni dei personaggi; gli strumenti di AI sono stati impiegati per produrre le immagini sulla base di materiali elaborati da professionisti. Anche il missaggio è stato realizzato con un’impostazione cinematografica. È quindi più corretto descrivere il risultato come una produzione ibrida piuttosto che come un film sviluppato interamente senza intervento umano.
Questa distinzione è importante per comprendere la portata dell’esperimento: la tecnologia modifica una parte della lavorazione visiva, mentre scrittura, direzione artistica, recitazione, musica e postproduzione restano attività riconoscibili all’interno del processo.
Il significato dei numeri annunciati
In un’intervista pubblicata da Variety, Walsh ha dichiarato che l’idea iniziale richiedeva risorse difficili da reperire per una produzione indipendente. L’introduzione dell’AI avrebbe permesso di realizzare l’opera con una spesa molto inferiore alla cifra immaginata per un film tradizionale ricco di effetti.
Le due somme, tuttavia, non dimostrano da sole un risparmio replicabile in qualunque progetto: la stima più elevata dipende dalle scelte produttive ipotizzate, mentre il costo finale è quello riferito dal responsabile dell’opera. Per valutare il modello servirebbero anche dati confrontabili su tempi di lavorazione, qualità tecnica, compensi e attività affidate al personale.
Quando sarà possibile vedere il film?
Al 19 ottobre 2026 la produzione risulta terminata, ma non emerge ancora un accordo di distribuzione annunciato pubblicamente. Sul sito ufficiale di TW3 Entertainment il trailer viene indicato come prossimo alla presentazione. Di conseguenza, non è possibile comunicare una data certa per l’arrivo nelle sale o sulle piattaforme digitali.
Il caso è significativo perché sposta il dibattito sull’AI dal singolo video dimostrativo a un’opera narrativa di lunga durata. Resta da capire come verranno accolti il risultato visivo e il racconto, oltre a quale spazio potranno trovare sistemi di produzione simili nell’industria audiovisiva. Il pubblico potrà esprimere un giudizio soltanto quando il film sarà effettivamente distribuito.

