Matter 1.5 porta le telecamere nello standard per la smart home

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La nuova revisione di Matter 1.5 segna un passaggio importante per la casa connessa: le telecamere entrano ufficialmente nel perimetro dello standard, colmando una lacuna che aveva frenato una adozione davvero omogenea tra dispositivi di marchi differenti.

L’ecosistema guadagna così una struttura più coerente anche sul fronte della videosorveglianza domestica, dove finora convivano soluzioni proprietarie e integrazioni parziali. La Connectivity Standards Alliance descrive questa versione come una estensione funzionale di rilievo, coerente con l’obiettivo di costruire una base comune che riduca sovrapposizioni, duplicazioni e comportamenti imprevedibili tra i vari prodotti.

Telecamere e videosorveglianza entrano nel cuore di Matter 1.5

Con Matter 1.5 le telecamere per la casa connessa vengono finalmente trattate come cittadini di prima classe dello standard. La specifica prevede il supporto diretto a video e audio tramite WebRTC, con comunicazione bidirezionale che permette a chi è in casa – o lontano – di interagire con ciò che accade davanti all’obiettivo.

L’accesso ai flussi può avvenire sia in rete locale sia da remoto sfruttando STUN e TURN, senza dover ricorrere a installazioni proprietarie o a software dedicati del singolo produttore.

Il documento tecnico introduce funzionalità che gli utenti chiedevano da tempo per la videosorveglianza domestica: configurazioni multi-stream, ad esempio, consentono di adattare qualità e risoluzione del video a seconda dell’uso, mentre i controlli pan-tilt-zoom rendono più semplice orientare l’inquadratura senza dover intervenire fisicamente sulla telecamera.

Le zone di rilevamento e le zone di privacy permettono di circoscrivere le aree da monitorare e quelle da escludere dall’analisi, così da ridurre notifiche indesiderate e rispettare maggiormente la riservatezza.

Matter 1.5 definisce inoltre le modalità con cui i dispositivi gestiscono registrazione continua o basata su eventi, lasciando la libertà di scegliere tra archiviazione locale e salvataggio su servizi cloud. In questo modo produttori e utenti possono contare su regole condivise, che aiutano a rendere più prevedibili le modalità di funzionamento delle telecamere connesse in un contesto multi-brand.

Xthings Ulticam V2, tra i primi prodotti pensati per Matter 1.5

Tra i primi dispositivi ad allinearsi alle nuove specifiche figura la Xthings Ulticam V2, attesa sul mercato a fine dicembre con un prezzo indicativo di circa 185 euro. Si tratta di una telecamera che registra in 4K, pensata per chi desidera immagini molto dettagliate per controllare ingressi, soggiorni o ambienti particolarmente ampi. Il campo visivo di 160 gradi consente di coprire una porzione significativa della stanza, riducendo la necessità di installare più punti di ripresa.

Un altro elemento distintivo è l’utilizzo di modelli Gemini per il rilevamento e il riconoscimento, caratteristica che consente alla telecamera di analizzare in modo più avanzato ciò che accade nella scena, distinguendo meglio tra situazioni da segnalare e movimenti ordinari.

La presenza di uno slot per memoria microSD permette inoltre l’archiviazione locale dei filmati, opzione utile per chi desidera mantenere i dati dentro le mura di casa o affiancare il cloud con una copia di sicurezza interna.

In questo quadro, l’arrivo di un prodotto come Xthings Ulticam V2 mostra come la nuova versione dello standard sia già pronta a tradursi in dispositivi concreti, pensati per integrarsi senza sforzo in scenari dove convivono brand e piattaforme differenti.

Serrature, sensori del terreno e gestione energetica: l’ecosistema si allarga

Le novità di Matter 1.5 non riguardano solo le telecamere. La revisione interviene anche sui dispositivi di chiusura, come porte e finestre, che finora seguivano logiche differenti a seconda del produttore. Il nuovo set di regole punta a dare una struttura più omogenea a questi elementi, così da facilitare l’integrazione di serrature smart all’interno di scenari di automazione che coinvolgono più marchi.

Lo standard accoglie poi una nuova categoria di sensori, quelli del terreno, utili per rilevare l’umidità e per automatizzare i sistemi di irrigazione domestica. Questi dispositivi trovano finalmente una collocazione chiara nell’ecosistema Matter, con parametri condivisi che agevolano la gestione di giardini e aree verdi attraverso hub e applicazioni compatibili.

Un’attenzione particolare viene riservata ai sistemi per la gestione energetica. Le specifiche aggiornate consentono ai dispositivi di fornire dati in tempo reale su prezzi dell’energia, livelli di emissioni e altre informazioni utili a leggere i consumi in modo più consapevole.

Per chi utilizza la casa connessa per ottimizzare l’uso di elettrodomestici, riscaldamento e climatizzazione, la possibilità di accedere a queste informazioni attraverso una base comune rappresenta un tassello importante nella costruzione di scenari di automazione più coerenti.

Nel complesso, Matter 1.5 consolida il ruolo dello standard come infrastruttura condivisa per la smart home: integra la videosorveglianza, offre strumenti più chiari per serrature e sensori e rende la lettura dei consumi energetici più immediata, mettendo le basi per una gestione della casa connessa più uniforme e prevedibile.

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