Luna di Sangue il 3 marzo: cos’è, perché diventa rossa e come seguire in diretta l’eclissi totale

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Immagine tratta da video ricostruzione NASA

Mancano poche ore a uno degli appuntamenti astronomici più attesi dell’anno. Martedì 3 marzo il satellite naturale della Terra si trasformerà in una sfera vermiglia, al centro di un’eclissi lunare totale che gli esperti chiamano comunemente “Luna di Sangue“. Dal territorio italiano non sarà possibile alzare gli occhi al cielo per ammirarla direttamente: il fenomeno raggiunge il suo culmine nelle ore di piena mattinata, quando la Luna è ancora nascosta sotto l’orizzonte.

L’unica strada percorribile resta quella dello streaming in diretta, grazie al Virtual Telescope Project che aprirà la sua trasmissione online a partire dalle 09:30 con il racconto in tempo reale di Gianluca Masi, astrofisico e responsabile scientifico del progetto nonché figura di riferimento del Planetario di Roma.

Il cielo si oscura lentamente: la sequenza completa del 3 marzo

Secondo i dati elaborati da Timeanddate, il primo segnale del fenomeno arriva alle 09:44, quando il bordo del disco lunare sfiora la zona di penombra e la luminosità del satellite cala in modo appena percettibile.

Quarantasei minuti più tardi, alle 10:50, prende avvio la fase di oscuramento parziale: l’ombra della Terra comincia a mordere il profilo della Luna in modo sempre più evidente. Alle 12:04 si entra nel vivo dell’evento con l’inizio della totalità, seguito dal picco massimo alle 12:33.

Un dato curioso riguarda il plenilunio, che questa volta coincide quasi perfettamente con l’apice dell’eclissi: la Luna Piena del Verme, come viene tradizionalmente chiamata la luna piena di marzo, tocca la pienezza mensile alle 12:38, soli cinque minuti dopo il massimo.

Il ritorno alla normalità si completa nel pomeriggio: la fase parziale si chiude alle 14:17 e la fuoriuscita definitiva dall’ombra avviene alle 15:23. A Roma il sorgere della Luna è previsto intorno alle 18:15: un orario che non lascia scampo a nessuna osservazione diretta dal suolo italiano.

Una rete di osservatori su tre continenti per non perdere nulla

Mentre l’Italia guarda da lontano attraverso uno schermo, intere regioni del pianeta avranno il privilegio di vivere l’evento ad occhio nudo. La totalità dell’eclissi sarà pienamente visibile in Giappone e in Siberia, su quasi tutto il continente australiano e nella fascia orientale di Stati Uniti e Canada.

Un’eclissi parziale si manifesterà invece in una porzione più ampia del globo, che comprende l’Asia, l’Europa dell’Est, il Sud America e alcune aree polari. Per garantire la copertura globale della diretta, il Virtual Telescope Project ha attivato una rete di collaboratori distribuiti tra i due emisferi: le immagini arriveranno da tre siti australiani (Ardlethan, Perth e Temora), dagli USA (Florida e New Mexico) e dal Canada (Montreal).

Masi ha sottolineato come la collaborazione tra appassionati e professionisti dislocati a migliaia di chilometri di distanza sia la chiave di questo tipo di impresa, capace di restituire uno spettacolo astronomico nella sua completezza.

Rosso come il tramonto: la fisica dietro la Luna di Sangue

Il meccanismo alla base del fenomeno affonda le sue radici nella fisica dell’atmosfera. Quando Sole, Terra e Luna si dispongono su un asse perfettamente allineato, l’ombra del pianeta copre interamente il satellite; in quella condizione, i raggi solari non raggiungono più la superficie lunare in modo diretto.

È l’atmosfera terrestre a fare da lente naturale: assorbe le lunghezze d’onda azzurre e lascia passare prevalentemente quelle rosse, che vengono deflesse verso il disco lunare. Il risultato è quella colorazione rossastra intensa che ha ispirato il nome popolare del fenomeno.

L’ultima volta che gli italiani avevano potuto osservare un’eclissi totale dal vivo risale al 7 settembre scorso, una notte condizionata dal cielo nuvoloso su molte zone della penisola, con qualche ripresa riuscita da Cerveteri, sul litorale romano. Chi vorrà rivedere lo stesso tipo di spettacolo direttamente dal suolo italiano dovrà segnare sul calendario il 31 dicembre 2028, la notte di San Silvestro.

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