L’Unione europea prepara un intervento diretto sul modo in cui i social mostrano i contenuti agli utenti. Al centro dell’attenzione c’è il cosiddetto scroll infinito, meccanismo che consente di scorrere il feed senza interruzioni e che rappresenta l’ossatura delle interfacce di TikTok, Instagram e Facebook. La Commissione ritiene che questa architettura possa incidere sui comportamenti, in particolare tra i più giovani, e ha avviato verifiche nell’ambito del Digital Services Act (DSA), operativo dal 2024.
Secondo le prime valutazioni, oltre 170 milioni di utenti europei di TikTok risultano esposti a modelli di fruizione giudicati potenzialmente dannosi. L’attenzione si concentra soprattutto sui minori e sui soggetti vulnerabili, ritenuti più esposti a modalità di utilizzo prolungate.
Quando il feed non finisce mai e l’algoritmo decide tutto
Il funzionamento tecnico del feed infinito si basa su caricamenti progressivi dei contenuti tramite richieste continue ai server di backend. In termini concreti, ogni volta che l’utente scorre verso il basso, il sistema invia una nuova richiesta alle API e restituisce altri elementi multimediali. La pagina, di fatto, non presenta un punto di arresto naturale.
Nelle applicazioni mobili più recenti questa logica si integra con caching locale, ottimizzazione grafica e caricamento selettivo dei dati, così da garantire fluidità e assenza di pause visibili. A ciò si aggiunge un sistema di raccomandazione costruito su modelli di machine learning, capace di analizzare tempo di visualizzazione, interazioni e abitudini di navigazione.
Il risultato è un flusso costante che aggiorna in tempo reale la classifica dei contenuti mostrati nel feed. In pochi millisecondi, l’algoritmo riorganizza ciò che appare sullo schermo. Non si tratta semplicemente di proporre elementi pertinenti: l’obiettivo dichiarato dalle piattaforme è aumentare la permanenza e la frequenza di utilizzo, grazie a notifiche push e riproduzione automatica dei video.
Autoplay e notifiche nel mirino della Commissione
Le verifiche avviate da Bruxelles prendono in esame una combinazione di strumenti: autoplay, avvisi persistenti e feed personalizzati senza interruzioni. Secondo le analisi preliminari, questa configurazione potrebbe ridurre la capacità di autoregolazione, con un incremento del tempo trascorso online.
Gli studi considerati dalle autorità europee, insieme ai dati forniti dalle stesse piattaforme, mostrano un uso notturno frequente da parte dei minori e accessi quotidiani molto elevati. In base al DSA, le piattaforme classificate come Very Large Online Platforms (VLOP) devono valutare e mitigare i rischi per la salute mentale e la sicurezza degli utenti.
Le misure adottate finora, come limiti di tempo o controlli parentali, sono state ritenute insufficienti perché facilmente disattivabili. Se le obiezioni della Commissione dovessero trasformarsi in contestazioni formali, le sanzioni potrebbero raggiungere il 6% del fatturato globale delle aziende coinvolte.
Nuove regole per il design delle piattaforme digitali
L’iniziativa europea non riguarda un singolo operatore. I feed infiniti costituiscono il cuore di numerosi servizi digitali, non soltanto di TikTok, Instagram e Facebook. Un eventuale obbligo di modifica implicherebbe interventi tecnici rilevanti.
Dal punto di vista ingegneristico, limitare lo scroll continuo significa introdurre interruzioni programmate, sistemi di paginazione esplicita oppure avvisi che segnalano la fine dei contenuti disponibili. Potrebbe essere necessario ripensare gli algoritmi di ranking, inserendo vincoli temporali o quantitativi, ad esempio un tetto massimo di elementi mostrati durante una singola sessione.
Tra le ipotesi allo studio compaiono, ad esempio, pause obbligatorie nelle ore notturne. Per ora, l’eventuale giro di vite riguarda esclusivamente le piattaforme con status di VLOP; la maggioranza dei siti web non rientra nel perimetro immediato delle verifiche.
Il percorso avviato dalla Commissione introduce un precedente significativo: la regolazione non si limita ai contenuti pubblicati, ma interviene sulle architetture delle interfacce digitali. L’esito delle indagini su TikTok e sugli altri operatori definirà un riferimento per la progettazione dei social in Europa, con possibili effetti che potrebbero estendersi oltre i confini dell’Unione.

