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Editoriale

L’autunno caldo della tecnologia: smartphone flessibili, IA e sicurezza online

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Foto massonforstock © 123RF.com

La prossima stagione tecnologica sarà caratterizzata da prodotti attesi, cambiamenti ai vertici delle aziende e interrogativi sempre più pressanti sull’intelligenza artificiale. Una parte dell’attenzione si concentrerà sul possibile debutto del primo iPhone pieghevole, mentre il resto del settore dovrà affrontare questioni legate alla sicurezza, ai costi e alla sostenibilità economica dei nuovi modelli digitali. Sullo sfondo rimane poi il tema della protezione dei minori, destinato a occupare uno spazio crescente nel dibattito europeo.

Apple prepara il suo ingresso nel mercato dei pieghevoli

L’appuntamento Apple di settembre potrebbe aprire una fase completamente nuova per l’iPhone. L’azienda è infatti attesa al debutto nel settore degli smartphone pieghevoli, un mercato nel quale marchi come Samsung e Huawei hanno già accumulato esperienza. Il dispositivo rappresenterebbe quindi una novità importante per Cupertino, chiamata a proporre una propria interpretazione di un formato ormai conosciuto dal pubblico.

Il possibile iPhone pieghevole potrebbe arrivare con un prezzo vicino ai 2.000 euro. Su questa cifra peserebbe anche l’aumento dei costi dei chip, che ha già contribuito alla crescita dei prezzi di alcuni Mac e iPad. La nuova strategia dovrà quindi trovare un equilibrio tra innovazione, posizionamento esclusivo e capacità di attirare un pubblico abbastanza ampio.

L’evento acquista ulteriore importanza per il recente cambio alla guida dell’azienda. Il nuovo amministratore delegato, entrato in carica il primo settembre dopo una lunga esperienza nella gestione dell’hardware, avrà il compito di accompagnare Apple attraverso una fase particolarmente delicata. Il precedente vertice continuerà invece a partecipare alla vita del gruppo nel ruolo di presidente esecutivo.

L’intelligenza artificiale diventa una priorità per Apple

Accanto al nuovo smartphone, Apple dovrà accelerare sul terreno dell’intelligenza artificiale. L’azienda si trova a inseguire concorrenti che hanno investito rapidamente nello sviluppo di modelli generativi e assistenti digitali più evoluti. Per alcune delle nuove funzioni di Siri è stato infatti scelto Gemini di Google, una decisione che evidenzia quanto la collaborazione con operatori esterni sia diventata importante.

La sfida riguarda sia le funzionalità offerte agli utenti sia il controllo delle tecnologie impiegate. In questo scenario si inserisce anche lo scontro con OpenAI, accusata da Apple di essersi appropriata di informazioni aziendali riservate. La vicenda conferma come la competizione sull’IA abbia ormai superato il semplice confronto tra prodotti, coinvolgendo brevetti, competenze e segreti industriali.

Per Cupertino, il passaggio decisivo consisterà nel trasformare l’intelligenza artificiale in un elemento realmente integrato nei propri dispositivi. L’obiettivo sarà offrire servizi utili e riconoscibili, mantenendo allo stesso tempo quella continuità tra hardware e software che da anni caratterizza l’ecosistema della Mela.

Sicurezza e profitti mettono alla prova il settore dell’IA

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale rappresenta la questione centrale per l’intera industria tecnologica. In Europa procede il lavoro sulle regole, mentre cresce l’attenzione verso i rischi informatici collegati agli agenti capaci di svolgere attività con un certo grado di autonomia.

Alcuni episodi recenti hanno coinvolto sistemi sviluppati da OpenAI e Anthropic, responsabili di azioni che hanno prodotto violazioni nel campo della cybersicurezza. Le istituzioni europee stanno seguendo la situazione e proseguono il confronto con entrambe le società. Nel frattempo, OpenAI ha presentato Astra 6, indicandolo come un modello capace di segnare un rilevante avanzamento generazionale.

Alla sicurezza si affianca il problema della redditività. Addestrare e utilizzare sistemi sempre più potenti richiede grandi quantità di energia e una notevole capacità di calcolo. Queste spese alimentano il dibattito sulla possibilità che il mercato dell’IA sia entrato in una fase di eccessivo entusiasmo finanziario.

Un eventuale ingresso in Borsa delle principali società californiane aumenterebbe ulteriormente la pressione sui risultati economici. Le aziende dovrebbero comunicare periodicamente costi, ricavi e profitti agli azionisti. In futuro, ciò potrebbe favorire una revisione dei prezzi degli abbonamenti e una presenza più ampia della pubblicità nei servizi basati sull’IA.

La tutela dei minori resta un problema aperto

Un altro dossier destinato a emergere durante l’autunno riguarda l’accesso dei minori ai social network. I diversi Paesi europei stanno procedendo in ordine sparso, con proposte e soglie anagrafiche differenti.

In Francia, una parte del provvedimento pensato per impedire l’accesso ai social agli utenti sotto i 15 anni dovrà essere riscritta dopo l’intervento del Consiglio costituzionale. In Italia, invece, la questione è ancora al centro di proposte parlamentari. Questa frammentazione rende più difficile costruire un sistema comune e facilmente applicabile.

Il modello seguito con maggiore attenzione è quello australiano, entrato in vigore nel dicembre 2025. La misura fissa a 16 anni l’età minima per utilizzare alcune delle principali piattaforme. La sua applicazione incontra però un ostacolo concreto: verificare l’età degli utenti in modo affidabile.

Una percentuale compresa tra il 70% e l’85% dei ragazzi riuscirebbe ancora a entrare sui social aggirando i controlli. Il dato mostra quanto la sola introduzione di una soglia anagrafica richieda strumenti tecnici adeguati.

Tra smartphone pieghevoli, agenti artificiali e nuove regole digitali, l’autunno della tecnologia sarà dunque segnato tanto dall’innovazione quanto dalla ricerca di un equilibrio tra opportunità, sicurezza e responsabilità.

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