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Scienza

La crosta sotto il Pacifico si sta spezzando: nuove scoperte nella zona sismica di Cascadia

Redazione Tech
Pubblicato il 01/11/2025
oceano

Gli studiosi hanno condotto una ricerca innovativa nella zona di subduzione di Cascadia, situata al largo delle coste canadesi, portando alla luce dati che modificano profondamente la comprensione dei processi tettonici nell’area del Pacifico.

L’indagine scientifica, supportata da strumenti avanzati a bordo di una nave specializzata, ha rivelato come la crosta terrestre in questo punto sia soggetta a una progressiva frammentazione, un fenomeno che pone nuove prospettive sull’eventualità di forti fenomeni sismici.

La natura delle zone di subduzione

Secondo la definizione dell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia, le zone di subduzione sono regioni nelle quali una placca tettonica scivola al di sotto di un’altra, attraversando il margine di contatto tramite compressione.

Quest’area del Pacifico ospita un sistema complesso di placche: la nordamericana, la Juan de Fuca, la Explorer e la Pacifica. Il meccanismo porta Explorer e Juan de Fuca a scorrere sotto la nordamericana, formando una struttura che, nel corso di milioni di anni, si evolve e dà origine a movimenti e scontri tra le diverse sezioni della crosta.

La spedizione scientifica e le scoperte recenti

La campagna denominata Cascadia Seismic Imaging Experiment (CASIE21) ha rappresentato una svolta per l’interpretazione degli eventi geologici nella regione. Il gruppo di ricerca, guidato dal professor Brandon Shuck, ha utilizzato onde sonore per studiare la struttura sottomarina, raccogliendo dati che, elaborati con sofisticati dispositivi, hanno permesso di realizzare un modello tridimensionale dettagliato della faglia.

Da questa mappatura sono emersi nuovi elementi, in particolare la divisione in frammenti sempre più piccoli che compongono la crosta terrestre, segnalando la formazione di microplacche e linee di confine inedite.

Rischi sismici e implicazioni future

Le osservazioni ottenute evidenziano come la subduzione nell’area non si arresti di colpo, bensì attraverso una lenta disgregazione in più fasi. Alcuni tratti della faglia rimangono attivi sul piano sismico, mentre altri risultano ormai isolati e privi dell’attrito che genera terremoti.

La storia sismica di Cascadia testimonia la presenza di grandi eventi, l’ultimo dei quali risale al 1700, e secondo le ricostruzioni questi fenomeni potrebbero ripresentarsi ciclicamente nell’arco di alcuni secoli. La consapevolezza derivante dalla recente indagine rappresenta uno strumento prezioso per valutare la sicurezza nelle zone maggiormente esposte a rischi geologici.

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