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Big Bang Blog

James Webb cattura i dettagli nascosti della Nebulosa del Ragno Rosso

Redazione Tech
Pubblicato il 31/10/2025
Nebulosa del Ragno Rosso
Credit: ESA/Webb, NASA & CSA, J. H. Kastner (Rochester Institute of Technology)

Nel cuore della costellazione del Sagittario, a circa 1900 anni luce dalla Terra, la Nebulosa del Ragno Rosso si rivela protagonista di una spettacolare fotografia cosmica firmata dal telescopio spaziale James Webb. Gli scienziati hanno accolto l’immagine con entusiasmo, riconoscendone la ricchezza di particolari mai osservati in precedenza grazie alla potenza degli strumenti JWST.

Un occhio nuovo sulla Nebulosa del Ragno Rosso

Il James Webb, progettato per svelare i misteri dell’Universo, ha catturato la Nebulosa del Ragno Rosso sfruttando la sua avanzata Near-InfraRed Camera e una gamma di filtri sofisticati. La stella centrale, estremamente calda con temperature che sfiorano i 160 mila °C, appare avvolta da fitte strutture di gas e polveri che si espandono nello spazio.

Queste “ragnatele” cosmiche, osservate ora in dettagli inediti, rappresentano lo stadio finale nella vita di una stella simile al Sole, durante il quale gli strati esterni vengono espulsi e il nucleo rimane nudo.

Dettagli e struttura della nebulosa

L’immagine offre uno sguardo approfondito su una zona ricca di polveri che ruotano intorno alla stella, formando una struttura a toro. Questa conformazione particolare potrebbe essere il risultato della presenza di due stelle, ipotesi ancora da confermare, ed è considerata piuttosto frequente nell’universo.

Verso le aree esterne della nebulosa si distinguono delle estese bolle di gas composte da idrogeno molecolare, capaci di raggiungere dimensioni incredibili fino a 3 anni luce. I ricercatori hanno sottolineato la presenza di atomi di ferro ionizzati, in una regione centrale colorata di viola, prodotti da getti stellari che si proiettano nello spazio e colpiscono il materiale precedentemente emesso.

Una sinfonia di colori e lunghezze d’onda

La realizzazione dell’immagine ha richiesto l’utilizzo di filtri a specifiche lunghezze d’onda: blu (1,64 μm), ciano (2,12 μm), arancione (3,56 μm) e rosso (4,05 μm). Il colore blu mette in risalto gli ioni di ferro, mentre il ciano evidenzia la presenza dell’idrogeno.

Attraverso la combinazione di queste lunghezze d’onda, la foto ottenuta da James Webb si trasforma in un affascinante dipinto celeste che consente allo spettatore di cogliere la complessità delle strutture gassose e la maestosità della nebulosa. L’ESA ha pubblicato la versione ad alta risoluzione dell’immagine, progettata proprio per chi desidera esplorare ogni dettaglio di questo capolavoro astronomico.

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