OpenAI sorprende con una decisione inattesa: Sam Altman, amministratore delegato, ha annunciato su X che la prossima versione del celebre chatbot non si chiamerà GPT 6, bensì GPT 6-7. Il messaggio coincide con l’elezione da parte di Dictionary.com, che ha selezionato “6 7” come parola dell’anno, attribuendo ulteriore peso a uno degli slang più diffusi dalla Generazione Alpha.
Il fenomeno si sta diffondendo sui social, tra video virali e meme, dando vita a un vero e proprio caso mediatico.
Origini e viralità di “6 7”
L’espressione “6 7”, da leggere “six-seven”, ha guadagnato rilevanza grazie alla popolarità su TikTok e alla canzone “Doot Doot (6 7)” del rapper Skrilla. La traccia, accompagnata da meme e video che vedono protagonisti sia giocatori di basket che il personaggio noto come “67 Kid”, ha alimentato la diffusione di questo modo di dire.
Il termine, apparentemente privo di significato, risulta spesso impiegato dai ragazzi per esprimere incertezza o indifferenza, accompagnato da un gesto giocoso delle mani, simile a un “chissà?”. Questa vibrazione ironica rappresenta un tratto distintivo della Generazione Alpha, abituata a contenuti digitali fluidi e immediati.
Linguaggio e identità tra meme e nuovi codici
Gli esperti di comunicazione digitale hanno sottolineato come la forza di “6 7” risieda proprio nella sua incapacità di essere definita. Niente spiegazioni univoche, nessuna traduzione chiara: il senso, spesso, emerge solo dal contesto e dal gesto.
Dictionary.com ha scelto di premiare la viralità del termine, evidenziando il passaggio da una logica linguistica tradizionale ad una nuova, più visiva e caotica, che caratterizza le giovani generazioni. Espressioni nate per gioco trovano spazio anche in scelte ufficiali, diventando simbolo di un cambiamento nel modo di comunicare.
Le reazioni dopo l’annuncio di Altman
Il messaggio pubblicato da Sam Altman ha generato interrogativi tra appassionati e addetti ai lavori. Alcuni l’hanno interpretato come una battuta, considerando la tempistica particolarmente opportuna rispetto alla nomination della parola “6 7”.
Altri, invece, si chiedono se OpenAI abbia deciso di abbracciare il trend linguistico per sottolineare la propria vicinanza alle nuove generazioni. In ogni caso, il nome “GPT 6-7” ha acceso il dibattito su identità, branding e futuro dell’intelligenza artificiale, confermando come anche una semplice espressione possa catturare l’attenzione collettiva se abbinata a un prodotto innovativo.
