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Hisense porta al CES 2026 il MicroLED RGBY da 163 pollici

Hisense MicroLED Display

Hisense ha portato al CES 2026 un prodotto che, più che inseguire il mercato di massa, punta a mostrare fin dove può arrivare l’evoluzione dei grandi schermi MicroLED. Il modello si chiama 163MX ed è un display da 163 pollici che introduce, per la prima volta nella gamma del marchio, un’architettura RGBY a quattro primari, aggiungendo il giallo alla classica triade rosso-verde-blu.

L’obiettivo dichiarato è intervenire su una fascia dello spettro, tra 500 e 600 nm, in cui la riproduzione di alcune tonalità può risultare meno precisa su pannelli tradizionali, con effetti che incidono su verdi, gialli e arancioni.

Un MicroLED a quattro primari per spingere la fedeltà cromatica

La scelta del sub-pixel giallo nasce con l’idea di “riempire” un vuoto spettrale e di rendere più coerente la resa di alcune sfumature, soprattutto quando il contenuto richiede passaggi delicati tra verde e giallo o cromie calde molto sature.

Hisense collega questa impostazione alla capacità del 163MX di arrivare fino al 100% dello spazio colore BT.2020, un riferimento pensato per contenuti UHD e HDR di nuova generazione e più ampio rispetto a standard come Rec.709 e DCI-P3. Si tratta di un valore che, sul piano tecnico, rappresenta un target ambizioso e che contribuisce a collocare il prodotto nel segmento più alto dei display di grande formato.

Gestione del colore e uniformità su 33,17 milioni di sub-pixel

Quando la diagonale sale a livelli estremi, la resa non dipende solo dal gamut dichiarato. Entrano in gioco la stabilità nel tempo, la gestione fine della luminanza e la capacità di mantenere uniformità cromatica su tutta la superficie. Hisense indica, per questo pannello, un controllo avanzato del colore e dell’uniformità su circa 33,17 milioni di sub-pixel autoemissivi.

Il dato aiuta a inquadrare la complessità di un display di questa classe: più la superficie è ampia, più diventa difficile ottenere una risposta omogenea, senza variazioni percepibili tra aree diverse del pannello. In questo contesto, la piattaforma MicroLED rimane una delle tecnologie più promettenti per luminosità, contrasto e controllo pixel-level, anche se la maturità commerciale su larga scala è ancora condizionata da aspetti produttivi e di costo.

Spessore contenuto e installazione zero-gap per l’uso a parete

Sul fronte del design, il 163MX viene presentato con un profilo dichiarato di 32 mm, una misura che, rapportata a una diagonale da 163 pollici, suggerisce un lavoro mirato a rendere l’installazione più “architettonica” e meno invasiva.

Il sistema di montaggio descritto come zero-gap punta a ottenere un’aderenza a parete più pulita, con un impatto estetico più vicino a quello di una soluzione integrata, adatta a contesti residenziali di fascia alta o ad ambienti professionali dove il display diventa parte dell’allestimento. Proprio per queste caratteristiche, il 163MX appare più come una vetrina tecnologica e un elemento da installazione premium che come un televisore pensato per una distribuzione su volumi.

Al momento, restano fuori dal quadro diverse informazioni che normalmente definiscono la spendibilità di un prodotto: non sono stati comunicati dettagli ufficiali su luminosità di picco, piattaforma software, connettività e consumi. Sono elementi determinanti per capire in che direzione verrà portata questa tecnologia e con quali compromessi, soprattutto se l’intenzione è andare oltre la dimensione dimostrativa.

A rafforzare la natura “showcase” del progetto c’è anche il riconoscimento ottenuto in fiera: il 163MX ha ricevuto un CES 2026 Innovation Award, vincendo la categoria Best of Innovation. Il premio sottolinea il carattere sperimentale dell’approccio multi-primario applicato ai display di grande formato e, indirettamente, conferma che la partita si gioca su scelte ingegneristiche che mirano a superare i limiti percepiti della riproduzione colore.

Per il momento, Hisense non ha indicato tempistiche di commercializzazione, mercati di destinazione o una fascia di prezzo. È un’assenza che lascia il prodotto nel ruolo di dimostrazione avanzata delle potenzialità MicroLED dell’azienda: un segnale su dove può arrivare la tecnologia, ma anche un promemoria su quanto contino, in questa categoria, i passaggi industriali necessari per trasformare un prototipo premium in un dispositivo realmente accessibile.

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