La riservatezza digitale compie un passo avanti con HiddenApp, servizio di messaggistica presentato a Roma durante un incontro al ristorante Passione Carpaccio. Il giornalista Federico Vespa e il direttore di Hidden, Emanuele MangiaPia, hanno illustrato una piattaforma che si propone di liberare la conversazione da qualunque forma di raccolta dati personali: niente e-mail, zero numeri di telefono, nessuna lista contatti importata.
L’applicazione, già disponibile su Apple Store, Google Play e sul portale myhidden.uk, si rivolge a chi desidera dialoghi realmente effimeri, cancellati dopo quindici minuti, grazie a una tecnologia descritta come derivata dall’ambito militare, priva di cloud o server centrali.
Origine e filosofia del progetto
Nessuna informazione anagrafica viene richiesta all’utente: per aprire un canale basta scaricare l’app e iniziare a scrivere, senza fornire recapiti né autorizzare l’accesso alla rubrica. Questa impostazione minimalista consente all’utente di restare anonimo e riduce i punti in cui i dati potrebbero essere sottratti.
La logica d’architettura rinuncia ai database remoti; ogni elemento transita unicamente sul dispositivo, dove rimane in forma crittografata per non più di un quarto d’ora. Trascorso il tempo stabilito, i messaggi si autodistruggono, lasciando dietro di sé soltanto spazio liberato in memoria.
Sul piano concettuale, HiddenApp nasce dalla convinzione che la privacy rappresenti un diritto di base. Vespa, intervenendo all’evento, ha ricordato un episodio in cui le sue conversazioni sono state violate, evidenziando come un servizio pensato per “sparire” possa ridurre simili rischi.
Sicurezza dimostrata dagli ideatori
MangiaPia ha chiarito che screenshot e registrazioni schermo vengono automaticamente bloccati, impedendo di conservare copie delle chat. Le notifiche push mostrano soltanto un ascolto generico, eliminando anteprime testuali che potrebbero svelare contenuti sensibili in caso di telefono incustodito.
L’app non dialoga con altre porzioni del sistema operativo, non avvia profilazioni pubblicitarie né associa conversazioni a un’identità. In tal modo eventuali tentativi di correlare i messaggi a un numero di telefono falliscono in partenza.
Secondo Vespa, tali caratteristiche si rivelano utili perfino per le forze dell’ordine: nel momento in cui prove sensibili devono essere condivise fra operatori, la certezza che il materiale si cancelli autonomamente riduce la possibilità di dispersione accidentale.
Test pubblico e possibili applicazioni
Durante la presentazione è stato proiettato un video comparativo: un dispositivo sottoposto ad attacco mirato mostrava traffico dati proveniente da varie app, mentre HiddenApp risultava l’unica a non divulgare elementi identificabili. Il test, stando agli organizzatori, suggerisce una resistenza superiore in condizioni critiche.
In un contesto dove la maggior parte dei servizi digitali costruisce valore aggregando informazioni personali, il progetto propone un modello opposto, basato sulla sottrazione di dati anziché sull’accumulo. Ciò solleva interrogativi sul futuro della comunicazione privata e sul ruolo che applicazioni di questo tipo potranno avere in ambiti aziendali, sanitari o investigativi.
Al di là delle funzioni strettamente tecniche, l’iniziativa rientra in un dibattito più ampio sull’autodeterminazione digitale: prendere o lasciare, senza compromessi a metà tra sicurezza e comodità.
