GTA 6 inaugura l’era dei giochi “Quintupla A”, affermano gli esperti

GTA 6

L’espressione Tripla A è da anni sinonimo di budget enormi e ambizioni cinematografiche. Ora entra in scena una definizione più estrema: GTA VI come gioco Quintupla A. A sostenerlo è Nigel Lowrie di Devolver Digital, che alza l’asticella del dibattito. L’idea è semplice: scala produttiva e risonanza culturale talmente vaste da rendere il titolo di Rockstar un unicum.

Dal Tripla A al “Quintupla A”

Nell’intervista concessa a IGN US, Lowrie ha affermato in modo netto che il brand Grand Theft Auto supera la classica griglia di valutazione. Secondo lui, AAA e persino AAAA non bastano a spiegare dimensioni e ambito del progetto.

Il manager ha spiegato che l’etichetta AAAAA fotografa un fenomeno che travalica i canoni abituali. A suo dire, GTA risulta “più grande di tutto il resto” per ampiezza del gioco e attenzione mediatica che riesce ad attrarre.

L’effetto GTA: portata e impatto

L’attesa pluriennale e un trailer da record hanno alimentato un’onda di interesse raramente osservata nel medium. Qui l’elemento decisivo, per Lowrie, è la capacità di catalizzare l’immaginario, non soltanto le vendite.

Il ragionamento è chiaro: visibilità, influenza e discussione pubblica collocano GTA VI su un piano separato. Nel lessico di Lowrie, questo scarto giustifica la definizione Quintupla A come sintesi di scala e impatto culturale.

Il caso Rockstar è a parte

Negli ultimi anni la sigla Quadrupla A è stata invocata da molti e a volte anche criticata. Il caso Rockstar appare diverso nell’interpretazione di Lowrie: GTA VI agisce fuori dalla categoria del comune “blockbuster”.

L’eventuale enfasi del termine Quintupla A diventa, in questa lettura, il tentativo di nominare una categoria a sé, dove portata produttiva e peso culturale coincidono.

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