Google Pixel 10a, svelati prezzo e scheda tecnica: la ricarica è quasi raddoppiata

Google Pixel 10a

Il nuovo medio gamma di Google è pronto a fare il suo ingresso sul mercato italiano. Con Pixel 10a, l’azienda rinnova la linea più accessibile della famiglia Pixel e lo fa puntando su prezzo più contenuto e alcuni ritocchi tecnici mirati. Il listino di partenza indicato è di 499 euro, cifra che lo colloca leggermente più in basso rispetto al modello precedente. L’idea resta quella di offrire un’esperienza Android essenziale, pulita, aggiornata nel tempo, senza sovrastrutture superflue.

Prezzo più basso e supporto software esteso

Il debutto ufficiale è fissato per il 18 febbraio 2026. Al lancio, la variante da 256GB dovrebbe essere proposta allo stesso prezzo della versione da 128GB, una scelta commerciale che rende l’offerta iniziale più interessante. Resta aperta la possibilità che il prezzo finale in Italia possa differire, come già accaduto in passato con la generazione precedente.

A bordo si trova Android 16, nella versione sviluppata direttamente da Google, priva di personalizzazioni invasive. L’azienda ha indicato un ciclo di aggiornamenti molto lungo: sette anni tra update di sistema e patch di sicurezza, un periodo che allinea questo modello ai dispositivi di fascia più alta. Per chi acquista, significa poter contare su uno smartphone destinato a restare attuale a lungo.

Le colorazioni disponibili spaziano tra tonalità sobrie e varianti più vivaci: Obsidian, Fog, Lavender e Berry. Una gamma ampia, pensata per intercettare gusti diversi, pur senza scelte cromatiche particolarmente audaci.

Design rivisto e display fluido a 120 Hz

Dal punto di vista estetico, Pixel 10a introduce modifiche misurate. Le dimensioni si attestano a 153,9 x 73 x 9 mm, con un peso di 183 grammi, leggermente inferiore rispetto al passato. La batteria da 5.100 mAh resta invariata nella capacità, elemento che contribuisce a un equilibrio tra autonomia e maneggevolezza.

Il modulo fotografico posteriore cambia impostazione e risulta ora a filo con la scocca. L’assenza di sporgenze evidenti rende il retro più uniforme e stabile quando lo smartphone viene appoggiato su una superficie piana. La parte frontale è protetta da Gorilla Glass 7i, una soluzione più recente rispetto al vetro adottato sulla generazione precedente. Non manca la certificazione IP68, che garantisce resistenza a polvere e acqua.

Il display è un OLED da 6,3 pollici con risoluzione 1.080 x 2.424 pixel. La frequenza di aggiornamento raggiunge i 120 Hz, valore ormai centrale nella fascia media e medio-alta. La combinazione tra pannello OLED, Full HD+ e refresh elevato restituisce scorrimenti fluidi e una resa visiva adeguata alla fruizione multimediale, senza incidere in modo eccessivo sui consumi.

Hardware solido e ricarica più rapida

All’interno trova spazio il Tensor G4, sviluppato con produzione Samsung, con architettura a otto core. Il core principale tocca i 3,1 GHz, affiancato da unità ad alte prestazioni e core a basso consumo. La memoria RAM è pari a 8 GB LPDDR5X, mentre lo storage utilizza moduli UFS 3.1 da 128 o 256 GB, senza possibilità di espansione tramite microSD.

Sul fronte sicurezza è presente il chip Titan M2, dedicato alla protezione dei dati sensibili. La connettività comprende Wi-Fi 6E, NFC, USB-C, Dual SIM con supporto eSIM e il passaggio a Bluetooth 6.0, una delle novità più evidenti rispetto al modello precedente.

La vera differenza riguarda la ricarica cablata, che ora arriva fino a 45 W, quasi il doppio rispetto ai 23 W della scorsa generazione. Un miglioramento concreto, destinato a ridurre in modo significativo i tempi necessari per riportare la batteria al 100%. La ricarica wireless resta presente, anche se non sono state fornite indicazioni dettagliate sulla potenza.

Il comparto fotografico mantiene l’impostazione già vista: sensore principale da 48 megapixel con apertura f/1.7, stabilizzazione ottica e messa a fuoco Dual-Pixel PDAF; ultra-grandangolare da 13 megapixel con campo visivo di 120°; fotocamera frontale anch’essa da 13 megapixel. Sul versante video è prevista registrazione in 4K fino a 60 fps e riprese in 1080p fino a 240 fps.

Nel complesso, Google Pixel 10a si configura come un aggiornamento calibrato. Poche modifiche strutturali, una ricarica nettamente più veloce, vetro anteriore migliorato e un ciclo di aggiornamenti tra i più lunghi della categoria. Molto dipenderà dal posizionamento effettivo sul mercato: con un prezzo coerente, potrebbe diventare uno dei riferimenti della fascia media nel 2026.

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