Un’immagine emersa online, raffigurante un adesivo sulla confezione dei prossimi smartphone Google, lascia intendere una svolta: il testo affermerebbe che la scheda SIM fisica non sarà più necessaria.
All’utente viene indicato di attivare la rete tramite eSIM durante la configurazione iniziale. Un messaggio così esplicito, pensato per chi acquista il telefono, fa pensare alla rimozione di componenti che per decenni sono stati considerati standard.
Google Pixel 10 verso eSIM-only: cosa cambia
Le informazioni fanno supporre l’eliminazione dello slot nano SIM. La gamma Pixel 10, 10 Pro e 10 Pro XL punterebbe su doppia eSIM, con attivazione interamente digitale del piano tariffario. La soffiata, attribuita a Evan Blass su X, delinea un passaggio in cui la connettività viene gestita senza card in plastica. Un cambio di rotta netto per l’ecosistema Pixel.
Il setup iniziale diventerebbe più lineare, con l’attivazione di rete integrata nelle prime schermate.
Restano però aspetti pratici da valutare: spostare la propria linea su un device non compatibile eSIM potrebbe richiedere passaggi aggiuntivi rispetto alla tradizionale sostituzione della scheda.
L’eccezione pieghevole e il quadro più ampio
In questo scenario spunta una possibile eccezione: Pixel 10 Pro Fold potrebbe mantenere lo slot nano SIM. La scelta introdurrebbe una differenziazione interna alla serie, con tre modelli focalizzati sul digitale e il pieghevole orientato a una soluzione ibrida. Le ragioni non sono note: potrebbero riguardare esigenze di mercato o richieste specifiche degli operatori, ma per ora restano quesiti aperti.
Il passaggio dei Pixel si inserisce in una tendenza già avviata nel settore: più marchi stanno abbandonando la plastica delle SIM a favore della dematerializzazione. Per la linea Google si tratterebbe di un cambio importante: dopo anni di convivenza tra eSIM e SIM fisica, la nuova generazione sceglierebbe una via unica.
La conferma definitiva è attesa oggi, con annuncio ufficiale della serie Pixel 10 e arrivo nei negozi entro fine mese. Solo con il lancio si avrà certezza sulla dotazione hardware e sulla direzione che Google intende imprimere alla connettività mobile.
