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Gli occhiali smart Meta avranno un abbonamento: cosa cambia per gli utenti

Meta

Meta ha deciso di introdurre un nuovo abbonamento dedicato ai suoi occhiali smart, modificando in modo significativo il modello con cui gli utenti potranno utilizzare alcune funzioni avanzate. La novità riguarda l’intera gamma di dispositivi indossabili dell’azienda, comprese le diverse generazioni di Ray-Ban Meta, i modelli Oakley Meta e i più recenti Meta Glasses.

Al centro della nuova strategia c’è Conversation Focus, una funzione progettata per migliorare l’ascolto delle conversazioni negli ambienti particolarmente rumorosi. Senza sottoscrivere alcun piano, sarà possibile utilizzarla gratuitamente per un massimo di tre ore ogni mese. Chi sceglierà il nuovo Meta One Premium Plan potrà invece arrivare a quindici ore mensili.

La decisione ha già sollevato diverse domande, soprattutto perché la funzione viene elaborata direttamente dagli occhiali e non richiede necessariamente l’intervento dei server dell’azienda.

Conversation Focus sarà gratuita, ma con un limite mensile

Conversation Focus è una delle funzioni più interessanti sviluppate da Meta per i propri smart glasses. Il sistema utilizza i microfoni presenti sulla montatura, il beamforming e l’audio spaziale per individuare la voce della persona che si trova davanti all’utente.

Lo scopo è rendere più semplice seguire una conversazione all’interno di un ristorante, su un mezzo pubblico, in un bar affollato o in qualsiasi altro luogo caratterizzato da un forte rumore di fondo. Gli occhiali cercano quindi di isolare e amplificare la voce dell’interlocutore, riducendo l’impatto dei suoni circostanti.

Con le nuove regole, gli utenti che non sottoscriveranno alcun abbonamento avranno a disposizione soltanto tre ore al mese. Una volta raggiunto il limite, sarà necessario attendere il mese successivo oppure passare al piano Premium.

Anche il piano a pagamento, però, non offrirà un utilizzo completamente illimitato. L’abbonamento porterà infatti la soglia a quindici ore mensili, lasciando comunque un tetto massimo. Si tratta di una scelta particolare, considerando che molti servizi Premium vengono generalmente presentati come soluzioni prive di restrizioni.

Meta sostiene che, sulla base dei dati raccolti durante il programma di accesso anticipato, la maggior parte delle persone dovrebbe rimanere al di sotto delle tre ore mensili. L’azienda ha comunque dichiarato di voler analizzare i feedback degli utenti per capire se modificare le soglie in futuro.

Meta One Premium non offrirà soltanto più ore

L’aumento del tempo disponibile per Conversation Focus non sarà l’unico vantaggio previsto dal Meta One Premium Plan. Il pacchetto comprenderà anche un servizio di assistenza più rapido, chiamato Premium Device Support.

Gli abbonati potranno contattare operatori umani formati specificamente sulle caratteristiche degli occhiali smart. L’obiettivo è offrire risposte più veloci in caso di problemi tecnici, difficoltà di configurazione o malfunzionamenti legati alle varie funzioni software.

Meta sembra quindi intenzionata a costruire un vero ecosistema di servizi intorno ai propri dispositivi indossabili. Gli occhiali non vengono più considerati soltanto un prodotto da acquistare una volta, ma una piattaforma capace di generare entrate periodiche attraverso il software.

Per il momento Conversation Focus è la principale funzione coinvolta, ma la nuova impostazione potrebbe anticipare l’arrivo di ulteriori strumenti riservati agli abbonati. Con l’aumento delle capacità basate sull’intelligenza artificiale, l’azienda potrebbe decidere di dividere sempre più chiaramente l’esperienza gratuita da quella Premium.

Una funzione elaborata direttamente sul dispositivo

Uno degli aspetti che ha alimentato maggiormente le critiche riguarda il funzionamento tecnico di Conversation Focus. La funzione opera direttamente sugli occhiali, senza dover inviare continuamente i dati ai server di Meta per effettuare l’elaborazione.

Questo significa che il limite non sembrerebbe derivare dai costi necessari per eseguire modelli di intelligenza artificiale nel cloud. Un portavoce dell’azienda avrebbe infatti chiarito che la scelta non dipende dai token utilizzati o da specifici limiti di calcolo online.

Secondo alcuni esperti, il nuovo abbonamento rappresenterebbe quindi soprattutto una scelta commerciale. Meta potrebbe vendere gli occhiali a prezzi relativamente accessibili, recuperando poi parte dei ricavi attraverso funzioni software a pagamento.

È il modello spesso definito del “rasoio e delle lamette”: il prodotto principale viene proposto con un prezzo competitivo, mentre i guadagni continuano nel tempo grazie a servizi aggiuntivi, accessori o abbonamenti.

In questo caso, il vero valore economico non risiederebbe più soltanto nella montatura e nell’hardware, ma nelle funzioni digitali che Meta potrà aggiungere tramite gli aggiornamenti.

Il rischio della stanchezza da abbonamento

La strategia potrebbe però incontrare una certa resistenza. Negli ultimi anni gli utenti hanno assistito alla crescita continua degli abbonamenti legati a musica, film, videogiochi, archiviazione online, applicazioni e servizi basati sull’intelligenza artificiale.

L’arrivo di un ulteriore piano mensile per utilizzare pienamente degli occhiali già acquistati potrebbe quindi aumentare la cosiddetta subscription fatigue, ovvero la stanchezza causata dall’accumulo di piccoli pagamenti ricorrenti.

Conversation Focus potrebbe essere particolarmente utile per le persone che hanno difficoltà a comprendere le voci negli ambienti rumorosi. Proprio per questo motivo, alcuni utenti potrebbero essere disposti a pagare per avere più ore disponibili. Altri, però, potrebbero considerare poco corretto il fatto che una funzione elaborata direttamente dal dispositivo venga limitata artificialmente.

Il successo del piano dipenderà dal prezzo definitivo, dalla qualità dell’assistenza e dal numero di altre funzioni che verranno eventualmente aggiunte.

La concorrenza potrebbe scegliere una strada diversa

Meta dovrà inoltre confrontarsi con altri produttori interessati al mercato degli occhiali smart. Google sta lavorando a nuovi dispositivi in collaborazione con Samsung e con alcuni marchi specializzati nel settore dell’occhialeria.

Non è ancora chiaro se i futuri occhiali della concorrenza avranno funzioni gratuite, limiti mensili o abbonamenti dedicati. Una strategia meno restrittiva potrebbe però diventare un elemento importante per convincere gli utenti a scegliere un prodotto invece di un altro.

Allo stesso tempo, anche Google e Apple hanno già legato alcune funzioni avanzate ai rispettivi servizi a pagamento. Gli abbonamenti sembrano quindi destinati a diventare sempre più presenti nel settore tecnologico.

La vera sfida sarà dimostrare che il costo richiesto offre un vantaggio concreto. Se il valore percepito non sarà sufficiente, molti utenti continueranno semplicemente a utilizzare le funzioni gratuite, evitando di aggiungere un’altra spesa mensile alla lunga lista di servizi già attivi.

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