Per ritrovare la propria identità, Gears of War sceglie di guardare indietro. Gears of War: E-Day abbandona infatti, almeno temporaneamente, gli eventi successivi a Gears 5 e porta il giocatore nel periodo che ha cambiato per sempre la storia di Sera. Il risultato è un capitolo che recupera molti degli elementi più riconoscibili della serie, aggiornandoli attraverso una struttura più moderna e un sistema di movimento decisamente più fluido.
Al centro dell’avventura tornano Marcus Fenix e Dominic Santiago, qui molto più giovani rispetto alle versioni conosciute nella trilogia originale. È una scelta che permette a The Coalition di utilizzare due personaggi familiari senza limitarsi a riproporre una storia già vista. Il contesto, infatti, è completamente diverso: siamo nel momento in cui l’umanità scopre improvvisamente l’esistenza delle Locuste e deve imparare, nel modo più traumatico possibile, ad affrontarle.
L’uscita è fissata per 6 ottobre 2026 su Xbox Series X|S e PC, con il gioco destinato a rappresentare uno dei titoli più importanti dell’attuale catalogo Xbox.
Gears of War: E-Day racconta l’inizio della guerra contro le Locuste
L’idea alla base del prequel funziona perché consente di osservare l’universo di Gears da una prospettiva insolita. Le Locuste, presenza ormai familiare per chi segue la serie da anni, sono ancora creature sconosciute. I protagonisti non dispongono dell’esperienza accumulata nelle avventure successive e anche gli abitanti di Kalona, la città nella quale si sviluppa buona parte della vicenda, devono comprendere cosa stia accadendo.
The Coalition sfrutta questo elemento per riportare nella saga una componente più vicina all’horror. Strade, edifici e luoghi che fino a poco prima facevano parte della quotidianità vengono trasformati rapidamente in campi di battaglia. La sensazione di assistere a qualcosa di improvviso è importante per l’atmosfera, perché E-Day non racconta una guerra ormai consolidata: mostra il momento nel quale quella guerra comincia.
Marcus e Dom diventano così il punto di riferimento del giocatore. La loro amicizia è già presente, ma i due personaggi devono ancora attraversare molte delle esperienze che contribuiranno a definirli negli episodi cronologicamente successivi.
Anche per questo la narrazione punta sui rapporti personali oltre che sull’azione. L’obiettivo non è semplicemente spiegare alcuni dettagli della mitologia della serie, ma mostrare come un mondo impreparato reagisca all’arrivo di una minaccia completamente nuova. Alcuni elementi ormai simbolici del franchise trovano inoltre spazio all’interno della storia, permettendo ai fan di scoprire le origini di dettagli destinati a diventare familiari nei capitoli successivi.
Una struttura più ampia senza trasformare Gears in un open world
Il cambiamento più interessante riguarda però il modo in cui viene costruita la campagna. E-Day non diventa un vero open world, ma amplia considerevolmente gli spazi rispetto alla formula tradizionale.
Alle sezioni maggiormente guidate vengono affiancate aree nelle quali il giocatore dispone di una maggiore libertà. Kalona diventa quindi qualcosa di più di un semplice sfondo: può essere esplorata alla ricerca di attività, risorse e oggetti collezionabili.
La soluzione permette alla campagna di respirare senza perdere completamente il ritmo tipico di Gears. Le attività secondarie vengono generalmente collocate vicino al percorso principale, riducendo le lunghe deviazioni che caratterizzano molti giochi basati su mappe completamente aperte.
Anche la progettazione degli scenari sfrutta maggiormente la verticalità. Gli ambienti presentano edifici esplorabili, percorsi alternativi e zone nelle quali cercare equipaggiamento. Il giocatore viene quindi incentivato a osservare meglio ciò che lo circonda anziché limitarsi a procedere da un’arena di combattimento alla successiva.
È un’evoluzione di alcune idee già sperimentate dalla serie, questa volta integrate in maniera più organica all’interno dell’avventura.
Il gunplay resta il vero cuore dell’esperienza
Per quanto possano cambiare ambientazioni e struttura, Gears continua però a vivere soprattutto durante gli scontri.
Il sistema di combattimento mantiene la sensazione di peso che ha sempre contraddistinto la serie, ma Marcus si muove con maggiore agilità. La possibilità di saltare e l’introduzione di coperture più basse modificano il modo di leggere le arene e rendono meno rigidi gli spostamenti.
Sono aggiustamenti apparentemente piccoli, ma assumono una certa importanza in una saga costruita per anni attorno a regole di movimento molto precise.
La copertura rimane fondamentale. Spostarsi nel momento giusto, avvicinarsi al nemico oppure trovare una posizione migliore continua a fare parte del DNA della serie. La differenza è che ora il passaggio tra queste azioni appare più naturale.
Anche le armi conservano quella risposta immediatamente riconoscibile che ha contribuito alla popolarità di Gears. Il combattimento rimane spettacolare e fisico, mentre gli scontri vengono alternati in modo da cambiare frequentemente ritmo e pressione esercitata sul giocatore.
The Coalition ha inoltre introdotto accessori per le armi e altri piccoli sistemi di personalizzazione, evitando però di trasformare il titolo in un gioco di ruolo. La progressione resta quindi al servizio dello shooting e non diventa il centro dell’esperienza.
È probabilmente proprio questo equilibrio uno dei risultati più importanti di E-Day: modernizzare il sistema senza cancellare le caratteristiche che permettono di riconoscere Gears dopo pochi minuti. Anche altre recensioni pubblicate al lancio hanno evidenziato la maggiore fluidità dei movimenti e la qualità degli scontri a fuoco.
Kalona mostra i muscoli dell’Unreal Engine 5
Sul fronte grafico, Gears of War: E-Day sfrutta Unreal Engine 5 per costruire una città ricca di dettagli, illuminazione elaborata e ambienti capaci di cambiare volto durante l’avventura.
Particolare attenzione è stata dedicata ai personaggi. I modelli, le espressioni e soprattutto i primi piani contribuiscono alla componente cinematografica, importante in una storia che vuole mostrare Marcus e Dom in un periodo differente della loro vita.
Kalona assume quasi il ruolo di un ulteriore protagonista. La città non serve soltanto a ospitare gli scontri: attraverso la sua progressiva trasformazione comunica al giocatore le dimensioni della catastrofe in corso.
La componente tecnica è infatti uno degli aspetti maggiormente apprezzati anche dalle prime recensioni internazionali, che sottolineano in particolare illuminazione, costruzione della città e qualità dei personaggi.
La situazione appare più articolata sul fronte delle prestazioni PC. La prova della Gazzetta segnala problemi di stabilità riscontrati utilizzando una GeForce RTX 3080, un elemento da tenere in considerazione soprattutto in vista delle eventuali ottimizzazioni successive alla pubblicazione.
Un ritorno alle origini che guarda anche al futuro
E-Day sceglie quindi una strada particolare. Invece di cercare di trasformare radicalmente Gears of War, The Coalition interviene sui suoi elementi fondamentali, rendendo più moderno il movimento, ampliando gli scenari e riportando al centro due dei personaggi più rappresentativi della serie.
L’ambientazione durante il Giorno dell’Emersione permette inoltre di recuperare un’atmosfera più cupa e di mostrare le Locuste nuovamente come una minaccia sconosciuta. È un espediente narrativo semplice ma efficace, perché rende familiare l’universo senza rendere prevedibile tutto ciò che accade.
Resta da valutare pienamente il comparto multiplayer. Diverse recensioni pubblicate prima dell’uscita definitiva hanno infatti precisato di aver potuto analizzare principalmente o esclusivamente la campagna, rimandando il giudizio sulle modalità online alla disponibilità dei server.
Per la componente single player, invece, il quadro è già molto più chiaro. Gears of War: E-Day recupera l’identità storica della serie e prova contemporaneamente ad aggiornarne la formula, trovando nel sistema di combattimento, nella coppia Marcus-Dom e nella rappresentazione di Kalona i suoi elementi più convincenti.
Il ritorno indietro nel tempo, paradossalmente, potrebbe quindi indicare una delle strade attraverso cui Gears of War continuerà ad evolversi negli anni a venire.

Gears of War E-Day, recensione: il ritorno di Marcus e Dom rilancia la saga Xbox
Un ritorno alle origini riuscito, capace di valorizzare Marcus e Dom, il combattimento caratteristico della saga e un'atmosfera intensa. La maggiore ampiezza degli scenari e l'eccellente realizzazione tecnica contribuiscono a rendere E-Day un capitolo coinvolgente e spettacolare.
Valutazione
Punti di forza
- Gunplay solido e appagante
- Marcus e Dom nuovamente protagonisti
- Atmosfera più cupa e coinvolgente
- Comparto grafico di alto livello
- Ambientazioni più ampie e articolate
Da considerare
- Esecuzioni poco varie
- Qualche area viene attraversata più volte
- Prestazioni PC migliorabili
Alcuni link presenti in questa recensione possono essere affiliati. Questo non influenza la valutazione editoriale di ComputerWeek.
