Il capitolo finale della trilogia dedicata alla reimmaginazione di Final Fantasy VII si avvicina, ma non seguirà un sentiero già battuto. Square Enix ha in serbo un’importante novità per la conclusione dell’avventura di Cloud e dei suoi alleati, discostandosi dalle meccaniche viste nei capitoli precedenti.
A confermare questa direzione è lo stesso Naoki Hamaguchi, il direttore del progetto, il quale ha anticipato che il team sta lavorando a un’esperienza ludica completamente inedita per l’epilogo dell’epopea. Una scelta audace. Questa decisione riflette la filosofia di continua trasformazione che ha permeato l’intero progetto, dove ogni titolo ha segnato un’evoluzione rispetto al suo predecessore.
Dal lineare all’open world e oltre
La software house giapponese ha già dato prova della sua volontà di reinventare, pur rispettando l’opera originale. Il primo capitolo, Remake, si concentrava su una narrazione lineare, confinata nella metropoli di Midgar e caratterizzata da una progressione della trama fortemente guidata.
Con Rebirth, lo scenario si è aperto a dismisura, introducendo una vasta mappa esplorabile e consentendo al gruppo di eroi di muoversi liberamente alla ricerca di Sephiroth. Lo stesso Naoki Hamaguchi, in una conversazione con il portale tedesco NTower, ha sottolineato come questa transizione sia stata un successo.
Ha spiegato che il passaggio da un’esperienza guidata dalla storia a un’avventura open world è stato accolto positivamente dal pubblico, che ha mostrato di gradire il cambiamento di rotta nel gameplay.
Una novità per il capitolo conclusivo
Guardando al futuro, il direttore ha espresso chiaramente l’intenzione del suo team di non replicare semplicemente la formula di Rebirth. Ha affermato che l’obiettivo è far evolvere ancora una volta l’esperienza ludica per offrire una visione rinnovata e originale del gameplay di Final Fantasy VII.
Le sue parole lasciano intendere che gli sviluppatori abbiano già tra le mani una versione preliminare funzionante che concretizza questa nuova impostazione, sebbene per i dettagli specifici si dovrà attendere un annuncio futuro. La volontà è quella di sorprendere i giocatori con qualcosa di fresco e inaspettato, chiudendo la trilogia con un’interpretazione memorabile.
Le ragioni del cambiamento
La decisione di modificare l’approccio trova una sua logica nelle necessità narrative che il finale della storia dovrà affrontare. L’arrivo di figure come Cid e Vincent, unito alla possibilità di solcare i cieli del pianeta con il Tiny Bronco, introduce variabili complesse.
Una semplice riproposizione della mappa di Rebirth potrebbe risultare ripetitiva, mentre l’introduzione del volo potrebbe depotenziare quel senso di scoperta che ha definito il secondo atto. Inoltre, la trama che si snoda attraverso dimensioni parallele potrebbe essere il pretesto per una struttura ancora più fuori dagli schemi.
Hamaguchi ha inoltre svelato un interessante dettaglio sul processo creativo del team. Parlando con JPGames.de, ha rivelato che ogni episodio della saga è stato concepito attorno a un concetto cardine. Se per Remake la parola guida era “riunione” e per Rebirth è stata “legami”, focalizzata sulle relazioni interpersonali, anche il terzo capitolo possiede il suo termine ispiratore.
Il direttore ha confermato l’esistenza di questa nuova parola chiave, pur senza svelarla, precisando che sta già orientando la creazione dell’esperienza di gioco. L’unica certezza è l’ambizione del team di sviluppo di confezionare un epilogo memorabile per la saga. Nel frattempo, si attendono novità sull’arrivo del primo capitolo su Switch 2 e Xbox Series X/S il prossimo anno.

