Dal 20 giugno 2025 i telefoni e i tablet venduti nell’Unione Europea saranno accompagnati da una etichetta energetica che riassume le loro prestazioni, seguendo la scala cromatica che va dalla classe A, la migliore, alla G, la meno efficiente.
La targhetta dovrà essere esposta in negozio, mostrata sugli store online e inserita nella confezione; conterrà il logo ufficiale, il QR Code EPREL per consultare il database europeo, il nome del produttore, il modello e la valutazione complessiva.
Criteri di efficienza e autonomia
Per i dispositivi mobili la graduatoria non dipende dal consumo annuo, bensì dall’indice di efficienza, denominato IEE, che misura quanta autonomia si ottiene da ogni wattora della batteria durante un utilizzo simulato.
Il test standardizzato prevede l’accumulatore carico al cento per cento, luminosità fissa a 200 cd/m², nessun accessorio collegato e una sequenza di chiamate, streaming, gioco e trasferimento dati separati da pause di mezz’ora, così da riprodurre condizioni identiche per tutti.
Se lo smartphone raggiunge un IEE superiore a 2,70 ottiene la classe A; per i tablet la soglia sale a 7,90, poiché hanno batterie più capienti. Il punteggio premia l’ottimizzazione software, capace di ridurre i consumi anche con accumulatori più piccoli.
Sull’etichetta compaiono anche autonomia, espressa in ore e minuti, e i cicli di ricarica garantiti prima che la capacità scenda sotto l’80 %. La normativa fissa un minimo di 800 cicli, pari a circa due anni e mezzo di ricariche quotidiane.
Riparabilità e disponibilità di ricambi
Accanto alla classe energetica compare il livello di riparabilità, da A a E, calcolato combinando sei fattori: semplicità di smontaggio, sistema di fissaggio, strumenti necessari, disponibilità di ricambi, durata del supporto software e qualità delle guide di riparazione.
I produttori che offrono aggiornamenti prolungati per almeno sette anni, viti comuni e parti non incollate raggiungeranno punteggi elevati, rendendo evidente quale modello potrà restare in servizio più a lungo.
Il regolamento 2024/1781, che entra in vigore lo stesso giorno, impone ricambi in pronta consegna: componenti essenziali come batteria, display o porta di ricarica dovranno restare disponibili per sette anni dal ritiro del prodotto, con spedizione entro cinque giorni nei primi cinque.
Questi requisiti peseranno soprattutto sui produttori low-cost che operano con margini ridotti, poiché i test di conformità e la gestione dei magazzini di parti potranno erodere la convenienza dei modelli più economici.
Durabilità, protezione e ricadute sul mercato
La sezione dedicata alla robustezza contro le cadute assegna una lettera da A a E dopo aver contato quante volte il dispositivo sopravvive a un metro di altezza: uno smartphone di classe A deve uscire illeso da 270 cadute su piastra d’acciaio.
Il grado di protezione da polvere e acqua è indicato dalla sigla IP68, garanzia di tenuta totale alla polvere e di immersione oltre un metro senza danni, ponendo fine ad ambiguità di marketing.
Secondo Bruxelles il nuovo sistema farà risparmiare 20 miliardi di euro entro il 2030 grazie a dispositivi più longevi, mentre il lieve aumento dei costi di riparazione sarà compensato da ricariche meno frequenti e acquisti rinviati.
