Quando si installano e rimuovono software su Windows, nel sistema rimangono spesso frammenti di informazioni che possono occupare spazio e influire sui processi interni. Microsoft, da tempo cauta nell’offrire strumenti che intervengano direttamente sul registro, ha deciso di inserire in PC Manager un modulo per la disinstallazione che agisce anche sulle chiavi residue.
Questa scelta rappresenta un segnale di fiducia verso un’operazione considerata delicata, perché un intervento eccessivo può generare instabilità. Di seguito, un’analisi delle capacità di PC Manager, un confronto con altre utility e un’osservazione sulle buone pratiche per mantenere Windows leggero.
L’introduzione del pulitore nel registro di sistema
La versione aggiornata di Microsoft PC Manager rende disponibile un componente denominato “Deep uninstall” che cerca di rimuovere, oltre ai file principali, ciò che resta di un’applicazione disinstallata. Questo strumento è raggiungibile selezionando l’icona dedicata alle applicazioni, all’interno della colonna sinistra dell’interfaccia.
La novità è rilevante perché Microsoft, di solito, non fornisce in modo diretto utility finalizzate a cambiare il contenuto del registro. PC Manager, sviluppato per ottimizzare e rendere più fluido il sistema, si è così arricchito di una funzione che libera da valori e chiavi legati a programmi già eliminati. In altre parole, consente di ottenere un livello di pulizia più ampio rispetto alla semplice rimozione standard.
Come funziona la disinstallazione profonda
Il modulo Deep uninstall di PC Manager lavora in modo retroattivo: esamina la situazione dopo che un software è stato già tolto dal computer, alla ricerca di file e informazioni che risultano ancora presenti. Questo meccanismo ricorda le procedure di altri disinstallatori, ma non segue il processo dall’inizio all’installazione di un programma.
È opportuno evidenziare che, in certe situazioni, qualche traccia rimane. Strumenti come Bulk Crap Uninstaller (BCU) o BleachBit, progettati per approfondire ulteriormente l’analisi, riescono a scoprire residui supplementari. PC Manager, al contrario, preferisce non cancellare nulla di potenzialmente utile e si limita alle operazioni più sicure per l’utente meno esperto. L’obiettivo è evitare rischi eccessivi e offrire un metodo semplice di pulizia, senza porre all’utilizzatore domande complicate.
Limitazioni per gli utenti più esperti
Esistono software di terze parti che monitorano attivamente l’installazione di un nuovo programma (prima e dopo) per tracciare ogni modifica. Un esempio è Revo Uninstaller, che registra il comportamento del sistema in modo da eliminare con precisione i contenuti aggiunti. PC Manager, invece, studia i componenti aggiuntivi soltanto in un secondo momento, dunque la rimozione non raggiunge livelli di dettaglio comparabili.
Chi vuole un controllo meticoloso può continuare a fare affidamento su BCU o utility analoghe, selezionando manualmente i residui all’interno del registro e del file system. Operazioni di questo tipo, però, richiedono una buona conoscenza delle cartelle e delle chiavi coinvolte. E, come ricordano i creatori di PC Manager, maneggiare il registro senza competenze adeguate può provocare problemi all’intero sistema.
Prevenire accumuli di file con la virtualizzazione
Un rimedio efficace per non appesantire Windows è evitare d’installare sul sistema principale programmi sperimentali o di dubbia utilità. Invece di usare subito il computer reale, chi desidera svolgere verifiche preliminari può affidarsi alle macchine virtuali: Hyper-V, disponibile in molte edizioni di Windows, consente di avviare un sistema operativo separato.
Esiste anche Windows Sandbox, strumento incluso che crea un ambiente isolato, utile per testare script e applicazioni senza lasciare alcuna traccia: basta chiudere la finestra della sandbox per annullare ogni modifica. Inoltre, gli utenti hanno a disposizione soluzioni di terze parti, sia freeware sia commerciali, come VirtualBox o VMware. In questo modo è possibile sperimentare con nuovi software senza sporcare il registro della macchina fisica.
Come ottenere PC Manager in anteprima
Per ottenere la versione preliminare di PC Manager, occorre raggiungere la pagina indicata con il proprio browser, quindi selezionare “ProductID” dal primo menu a discesa. Successivamente, basta inserire “9pm860492szd” nel campo al centro e selezionare “Slow” dal terzo elenco.
Cliccando sull’icona con il segno di spunta, si individua un file denominato “Microsoft.MicrosoftPCManager_3.16.x.x_neutral_~_8wekyb3d8bbwe.msixbundle”, che supera gli 84 MB di dimensione.
A seguire, è necessario fare clic con il tasto destro del mouse sul collegamento al file .msixbundle, poi scegliere “Copia indirizzo link”. L’URL ottenuto inizia con “tlu.dl.delivery.mp.microsoft.com”, garanzia che lo scaricamento avviene attraverso i server ufficiali di Microsoft.
Per procedere con il download, si preme la combinazione di tasti Windows+R, si digita “cmd” e, dal Prompt, si immette il comando:
curl -o PCManager.msixbundle "URL_COPIATO"
Al posto di URL_COPIATO bisogna incollare l’indirizzo completo che inizia con “tlu.dl.delivery.mp.microsoft.com”, mantenendo anche le virgolette.
Per avviare l’installazione, è sufficiente digitare PCManager.msixbundle e premere Invio.
