Dopo il rilascio su macOS e Windows, dove da inizio ottobre è disponibile pure in versione gratuita, il browser AI di Perplexity sta facendo capolino anche su Android. L’azienda aveva annunciato in estate l’arrivo di Comet sugli smartphone; ora l’app comincia a comparire tra gli utenti che si erano registrati in anticipo, segno che la distribuzione sta muovendo i primi passi.
Non è un lancio generale, piuttosto un’apertura controllata, utile a testare l’esperienza prima della diffusione su larga scala.
Interfaccia e funzioni: Comet su Android ricalca l’esperienza desktop
Dai video condivisi su X dai primi utilizzatori emerge un’app che conserva l’impostazione della versione per computer. All’avvio compaiono suggerimenti di prompt per iniziare subito la navigazione guidata dall’AI; chi preferisce può inserire direttamente una richiesta nel campo dedicato, senza passaggi intermedi.
La gestione delle schede, dei widget e delle impostazioni è simile a quella di un browser tradizionale, con la possibilità di personalizzare l’aspetto, salvare segnalibri e attivare blocco di tracker e annunci per limitare tracciamenti e distrazioni.
Oltre alla parte “classica”, è presente una modalità assistente che abilita il comportamento agentico del software: il browser elabora compiti, organizza i passaggi e restituisce risultati in maniera guidata, come un compagno di lavoro digitale.
Per chi studia, è disponibile anche una modalità Studio/Academic, pensata per trasformare l’app in strumento di supporto allo studio, con risposte strutturate e riferimenti più adatti a ricerche e approfondimenti. L’obiettivo, sia nell’uso personale sia professionale, è tenere uniti in un’unica interfaccia consultazione web e generazione di contenuti, riducendo i salti tra più applicazioni.
Accesso anticipato e disponibilità: dove siamo
La distribuzione su Android procede con gradualità. Lo si nota dalle conversazioni sui social, dove emergono più testimonianze di utenti che non vedono ancora l’app sul proprio store rispetto a chi è riuscito a scaricarla.
Non è un’anomalia, bensì un rollout a gruppi che permette a Perplexity di calibrare infrastruttura e feedback prima di allargare il bacino d’utenza. Per entrare nel percorso di accesso bisogna pre-registrarsi sul sito di Perplexity e attendere l’abilitazione all’early access; a quel punto arriva l’autorizzazione al download e all’uso del browser, con rilascio progressivo per ondate.
Chi è interessato può quindi mettersi in lista, sapendo che l’attivazione non è immediata e dipende dai tempi stabiliti dall’azienda. Una volta abilitato, l’utente ritroverà le stesse opzioni viste sui video: suggerimenti iniziali, campo prompt sempre a portata di mano, strumenti di privacy, oltre alle due modalità aggiuntive che spostano l’esperienza verso l’assistenza intelligente o lo studio.
Oltre Android: i lavori sulla versione iOS
In parallelo ai test su Android, Perplexity sta sviluppando Comet per iOS. L’app destinata a iPhone e iPad è in lavorazione e, rispetto al ramo Android, si trova in una fase meno avanzata.
Significa che il progetto c’è e prosegue, ma i tempi di utilizzo pubblico saranno successivi. Quando sarà pronta, l’ecosistema del browser AI coprirà così desktop e mobile, offrendo la stessa impostazione di navigazione potenziata dall’intelligenza artificiale su più dispositivi.
Per chi usa già Comet su computer, questo passaggio consentirà una maggiore continuità tra studio, lavoro e consultazione quotidiana, con sincronizzazione di segnalibri, preferenze e abitudini di navigazione dentro un’unica esperienza.

